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Accadeva nel 1799: Atto di liberalità del re Carlo Emanuele IV PDF Stampa E-mail
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Venerdì 29 Maggio 2009 18:01

di Giorgio Falchi

Facendo seguito alla nota pubblicata qualche giorno fa a commento della poesia composta da Bainzu Truddaju per celebrare il primo centenario della edificazione della nostra chiesa parrocchiale (1888-1988), pubblichiamo uno scritto di Giorgio Falchi. Che, pur nella forma sintetica che lo contraddistingue, illustra bene le peripezie cui andarono incontro i chiaramontesi per vedersi riconosciuto il diritto a disporre di una chiesa parrocchiale adeguata e ubicata in posizione centrale rispetto all’abitato. Posto che l’antica parrocchiale era divenuta pressoché inutilizzabile.
Ecco il testo del Falchi. (c.p.)


Soppressa che fu nel 1773 dal papa Clemente XIV la Compagnia di Gesù, i beni lasciati da donna Lucia Tedde ai Gesuiti furono tosto incamerati dal regio fisco e la gestione di essi venne affidata all'azienda del Monte di Riscatto.

In tal mentre il vescovo di Ampurias (1) don Michele Pes ed il consiglio comunitativo di Chiaramonti supplicarono il re Carlo Emanuele IV perché la rendita dei beni del legato Tedde fosse destinata alla costruzione di una chiesa parrocchiale nell'interno dell'abitato; stanteché quella esistente nella collina di San Matteo ben di rado nella stagione invernale poteva essere frequentata dai fedeli.

Di buon grado aderiva tal sovrano alla fattagli domanda: infatti con biglietto viceregio del 24 Giugno 1799 disponeva: "che i beni lasciati da donna Lucia Tedde ai Gesuiti fossero rivolti alla costruzione della chiesa parrocchiale entro il popolato di Chiaramonti: affidando intanto l'amministrazione di tali beni al parroco di quel comune onde formasse il fondo necessario alla costruzione di essa chiesa".

Ma nei primi del 1800, per somma sventura di questa popolazione, la parrocchia di Chiaramonti veniva aggregata all'archidiocesi di Sassari. Senonchè l'arcivescovo turritano non ebbe scrupoli per trentasette anni di appropriarsi illecitamente i frutti dei beni del legato Tedde, senza punto rivolgerli all'uso cui dal munifico sovrano erano stati destinati.

Nota:
(1) All'epoca la parrocchia di Chiaramonti dipendeva dalla diocesi di Ampurias.

Cfr. “1799, Atto di liberalità del re Carlo Emanuele IV” in: Carlo Patatu, Chiaramonti - Le cronache di Giorgio Falchi, ed. Studium adp, Sassari 2004, pagina 88

Ultimo aggiornamento Lunedì 01 Giugno 2009 21:39
 

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