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La muraglia megalitica a Punta Corrales PDF Stampa E-mail
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Mercoledì 01 Dicembre 2010 16:31

L'influenza dei fattori ambientali sulle scelte insediamentali

di Graziano Dore

Riceviamo e volentieri pubblichiamo quanto segue. L’autore, che ringraziamo, è docente di lingua francese nelle scuole superiori e, per passione, si sta specializzando in archeologia preistorica e protostorica all’Università di Sassari.

Il saggio si divide in due parti: un breve riassunto iniziale, seguito da un testo più corposo, denso di dati e specificazioni. I lettori potranno scegliere se fermarsi alla prima, oppure approfondire l’argomento leggendo con la dovuta attenzione la seconda parte contenente anche i riferimenti bibliografici.

I disegni sono di Pierangelo Biddau. (c.p.)

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Alcune parole chiave, tanto per cominciare: muraglia, megalitica, eneolitica, altura, strategica.

 

Riassunto:

La muraglia di Punta Corrales a Chiaramonti (Sassari) insiste sulla sommità di un'altura dai margini dirupati e scoscesi sul lato Sud-Est. Ha uno sviluppo di 139 metri, spessori che si aggirano sui 3 metri, con un massimo di circa 7,5 metri in corrispondenza di una struttura (torretta?), apparentemente quadrangolare, che sporge dalla cortina muraria esterna.

La tecnica costruttiva a doppio paramento è megalitica alla base e ciclopica nella parte alta. L'alzato maggiore attuale si raggiunge nell'unico ingresso conservato, dalle dimensioni monumentali (altezza m. 2,15), che immette in un corridoio (lunghezza m. 3,20) a luce rettangolare coperto in origine da quattro lastroni.

Nell'area interna residua un singolare muro divisorio composto da ortostati, sull'asse Est-Ovest, che ripartiva in due settori d'ampiezza diseguale lo spazio delimitato dalla muraglia. L'esame dei dati strutturali e formali, il dispositivo topografico e la concezione insediativa della nostra muraglia richiamano da vicino altre due cinte megalitiche, Monte Baranta e Monte Ossoni, ascrivibili con certezza alla Cultura eneolitica di Monte Claro. Anche la muraglia di Punta S'Arroccu a Chiaramonti presenta le medesime caratteristiche tecnico-costruttive.

La muraglia, d'altra parte, si discosta da quelle più note sia per la presenza di una struttura apparentemente quadrangolare (torretta?) inglobata in parte dalla muraglia stessa, sia per uno sbarramento ad ortostati che ripartisce in due settori lo spazio interno. Si può ipotizzare che le muraglie dell'Anglona e dei territori contigui, non sufficientemente indagati, siano l'espressione di assetti territoriali, indichino delle aree di confine o dei centri di riferimento e di potere di gruppi umani in competizione fra loro.

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Testo integrale

Punta Corrales (m. 400 slm), un modesto rilievo sub-tabulare di origine vulcanica (composto da trachiti, andesiti e trachidaciti), si trova a 1,7 Km ad Est di Chiaramonti (SS), in Anglona. Esso forma un'ampia terrazza naturale dai margini dirupati e scoscesi sul lato SE, mentre disegna un pianoro leggermente degradante verso Nord-Ovest. Alla base di Punta Corrales scorre il modesto Riu Enas de Concas, a SO, che confluisce - ad appena 400 m. dall'altura verso SE - nel Riu Badde, formando così il Riu Giunturas.

La muraglia megalitica su cui s'intende portare l'attenzione è stata finora ignorata oppure interpretata in modo non esatto, se si eccettua una brevissima ma pertinente nota di Mauro Maxia.

La muraglia insiste sulla sommità del rilievo, sul lato spianato, e si congiunge alla bastionata rocciosa precipite, sprovvista invece di opere murarie perchè difesa naturalmente. La lunghezza della muraglia è di circa 139 metri, con spessori che si aggirano sui 3 m., con un minimo di 1 m. nei punti rimaneggiati ed un massimo di circa 7,5 m. in corrispondenza di un'interessante struttura (torretta?), apparentemente quadrangolare, che sporge nettamente dalla cortina muraria esterna a nord-ovest.

La tecnica costruttiva a doppio paramento, più curata nel lato esterno, è megalitica alla base, cioè costituita da ortostati e blocchi naturali, e ciclopica nella parte più alta, cioè composta da assise irregolari di pietre di minori dimensioni. Il paramento interno, meno conservato, è costituito da assise irregolari di pietre di piccola pezzatura. Il riempimento fra i due paramenti è dato da minuto pezzame. L'alzato maggiore attuale si raggiunge nell'unico ingresso monumentale visibile (altezza m. 2,15 x 0,95 di larghezza), orientato 80°EEN, a sezione rettangolare, il cui stipite sinistro è costituito da un unico monolito.

L'ingresso immette in un corridoio (ora in parte ostruito) - anch'esso a luce rettangolare, a copertura tabulare, impostato con ortostati alla base sormontati da filari irregolari - in origine lungo circa 3,20 m. Due dei quattro architravi di copertura sono riversi al suolo; il primo, in situ, è di dimensioni ragguardevoli (lunghezza m. 1,94 x 0,52 altezza x 1 di spessore).

L'area interna al recinto megalitico è di 3.480 mq. Vi si notano debolissime tracce di fondazioni sul fianco Nord, quasi a ridosso della muraglia. D'altro canto la superficie attigua al bordo precipite presenta vasti affioramenti rocciosi naturali che non sono stati interessati da fasi edilizie. A Sud dell'area interna delimitata dalla cinta residuano tratti di un singolare muro di separazione - sull'asse Est-Ovest, ad una quota inferiore rispetto all'ingresso - che ripartiva in due settori d'ampiezza diseguale la superficie utile. Tale muro divisorio è formato da un'unica fila di grossi ortostati, a tratti affiancati da pietrame minuto, che integrano le emergenze rocciose disposte sullo stesso allineamento.

L'esame dei dati strutturali e formali, il dispositivo topografico e la concezione insediativa della nostra muraglia richiamano da vicino altre due cinte megalitiche: Monte Baranta e Monte Ossoni - ascrivibili con certezza alla Cultura eneolitica di Monte Claro grazie al conforto delle indagini stratigrafiche. Per la muraglia di Punta S'Arroccu, a Chiaramonti, che presenta le medesime caratteristiche tecnico-costruttive ed è ubicata ad appena 5,2 km da quella di Punta Corrales - s'ipotizza l'appartenenza al medesimo orizzonte calcolitico. In sostanza gli elementi architettonici e topografici (gli unici su cui possiamo confrontarci in assenza di indagini stratigrafiche) che supportano l'accostamento della cinta megalitica di Punta Corrales alle muraglie di cultura Monte Claro sono:

§ la cinta che delimita il fianco aperto di un plateau vulcanico protetto dall'altro lato da un bastione roccioso naturale;

§ la presenza del tipico doppio paramento;

§ la tecnica megalitica associata a quella ciclopica;

§ la minor accuratezza e differente dimensione delle pietre nel paramento interno;

§ l'intercapedine composta da pietrame minuto senza alcuna funzione di legante;

§ l'ingresso ed il corridoio a sezione rettangolare di spiccato gusto dolmenico;

§ il dominio visivo su ampi territori e su vie di penetrazione naturali.

La muraglia, d'altra parte, si discosta da quelle più note per la presenza di una struttura rettangolare d'incerta definizione (forse provvista di ambienti all'interno) che sporge nettamente dal profilo murario esterno.

Altro singolare elemento distintivo è dato dalla ripartizione in due settori dello spazio interno grazie allo sbarramento di una fila di ortostati. È notevole l'abbondanza dei manufatti, pertinenti ad una fiorente industria litica, ricavati da vari litotipi tra i quali i più diffusi sono la selce ed il diaspro. I reperti ceramici sono alquanto scarsi ma sembrano ricollegabili ad un non meglio precisabile orizzonte neo - eneolitico.

È utile osservare come la scelta del sito fu influenzata dai fattori geomorfologici e quelli fisico-ambientali: la disponibilità di risorse idriche, come si evince dai due vicini corsi d'acqua che lambiscono e delimitano la base del pianoro; la composizione e la profondità dei suoli adatti per lo sfruttamento agricolo nel fondovalle; le associazioni vegetali (tra cui le essenze ghiandifere Quercus pubescens e Quercus suber) e animali, i terreni di debole profondità adatti comunque al pascolo; la disponibilità di legname e sughero.

La volontà di controllo su estesi territori, l'esigenza di protezione ed il clima di insicurezza sembrerebbero aver esercitato un'influenza rilevante nella scelta della posizione strategica, così come è avvenuto sia in Anglona, per Punta Corrales, Punta S'Arroccu e Monte Ossoni, fors'anche per il particolare recinto-torre di Sa Fraicata - Bortigiadas, sia in aree contermini che presentano emergenze simili ancora poco indagate.

L'area su cui ricade la muraglia presenta un'altissima concentrazione di monumenti ed edifici nuragici ma disposte a quote inferiori, numerose nel fondovalle, quasi a voler sottolineare le diverse esigenze e condizioni di vita di quel periodo. Il primo torrione che s'incontra, il nuraghe Corrales (riportato erroneamente come nuraghe Giunturas nell'IGM), è a circa 400 m. a NO, disposto in un bassopiano. Si tratta di un particolare monotorre, probabilmente di tipo evoluto, provvisto di due rampe e di una celletta sussidiaria al proprio interno che non sembra avere nessun rapporto con la precedente muraglia.

Si può ipotizzare che le muraglie dell'Anglona e dei territori contigui, invero poco indagati, siano l'espressione di assetti territoriali, indichino delle aree di confine o dei centri di riferimento e di potere di gruppi umani in competizione fra loro. Solo ricerche future più estese e mirate potranno mettere in luce le caratteristiche e la diffusione di questo fenomeno.


RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI:

AA.VV. 1988, Chiaramonti: il territorio e la sua storia, Chiaramonti, p. 25.

BASOLI P. 1984, Il Megalitismo, in Il Monte Acuto, Ozieri, p. 39.

DORE G. 2004, Nuraghes d'Anglona, Sardegna Antica Culture Mediterranee 26, Nuoro, pp. 29-30.

DORE G. 2006, I mezzanini e le rampe sussidiarie nei nuraghes a tholos, Quaderni Bolotanesi 32,

Bolotana, pp. 100, 108-9.

MAXIA M. 1991, Un tesoro riscoperto, Ed. Archivio Fotografico sardo, Nuoro, pp.32-33.

MELIS P. 1995-1996, Bortigiadas. Storia archeologica, Almanacco Gallurese 4A, p.44.

MORAVETTI A. 1979, Notiziario, Rivista di Scienze Preistoriche XXXIV, Firenze, pp. 332-4.

MORAVETTI A. 1981, Nota agli scavi del complesso megalitico di Monte Baranta, Rivista di Scienze

Preistoriche XXXVI, Firenze, pp. 281-290.

MORAVETTI A. 1998, Muraglie megalitiche e recinti nella sardegna Prenuragica, in BALMUTH M. S.,

TYKOT R.H., Sardinian and Aegean Chronology, Oxbow Books, Oxford, pp.161-178.

MORAVETTI A. 2004, Monte Baranta e la Cultura di Monte Claro, Ed. Delfino, Sassari, pp. 11 ss.

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 23 Maggio 2011 21:36
 
Commenti (1)
archeologia sarda
1 Venerdì 16 Dicembre 2011 09:27
antonio vacca

Complimenti al prof. Patatu di Tzaramonte sempre attento alla storia e alla cultura della sardegna. Trovo molto interessante lo studio sulle muraglie megalitiche che probabilmente hanno preceduto la costruzione di nuraghi a corridoio. Almeno così sembra a Bonarcado dove alcuni tratti di muraglia sembra vengano inglobati poi nel nuraghe (nuraghe Sul Lare, Nuraghe Cuau). A menzus biere Antonio Vacca Su Condaghe Bonarcado


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Grazie. Purtroppo, per le ragioni che ho esposto a suo tempo e che figurano tuttora sul sito, non provvedo più ad aggiornarlo. Auguri di buon Natele. (c.p.)


 


 

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