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"Proibito" di Mario Monicelli PDF Stampa E-mail
Sabato 10 Maggio 2008 13:09

di Paolo Pulina

Nella serata del 29 dicembre 2006 il Circolo culturale sardo di Brescia, presieduto da Paolo Siddi, ha organizzato un incontro su Grazia Deledda per celebrare l'80°anniversario del conferimento alla grande scrittrice sarda del Premio Nobel per la Letteratura. L'iniziativa culturale, che ha avuto il patrocinio della Regione Autonoma della Sardegna - Assessorato del Lavoro, della FASI (Federazione delle Associazioni Sarde in Italia) e dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Brescia, si è tenuta presso la Sala Don Andrea Recaldini in località Buffalora ed ha visto la partecipazione di un centinaio di persone.

Il clou della manifestazione è stato la proiezione del film "Proibito" di Mario Monicelli, del 1954 - interpretato da Mel Ferrer, Amedeo Nazzari e Lea Massari -, che i titoli di coda indicano come tratto dal romanzo "La madre" (1920) della Deledda. In realtà, come ho spiegato, la trama del film non è imperniata sul nucleo tematico che caratterizza il romanzo: cioè il dissidio interiore vissuto da un prete che la madre (in una tensione emotiva spasmodica che la porterà sino alla morte) cerca di tenere lontano dalla tentazione carnale offerta da una parrocchiana.

Il film, ispirandosi a diverse novelle e romanzi della Deledda, intreccia i temi della faida tra due famiglie e della conseguente via obbligata del "banditare" per quella soccombente; affronta le questioni del rapporto tra giustizia umana e giustizia divina; offre una spettacolare visione della religiosità popolare sarda con le scene di un pellegrinaggio di massa verso un santuario campestre di forte richiamo storico.

Tore Patatu, scrittore nato a Chiaramonti (Sassari), esperto di cultura e di lingua sarda, ha inquadrato il film scena per scena (svelando alcuni trucchi della regia; riferendo simpatici aneddoti), essendo stato spettatore della realizzazione di molte riprese a Tissi (luogo centrale dell'ambientazione della vicenda narrata), a Martis, Ploaghe, Chiaramonti, ecc. e avendo anche prodotto un importante contributo di testimonianza storico-documentaria per un libro che il Comune di Tissi ha voluto pubblicare in occasione del cinquantesimo anniversario della realizzazione della pellicola.

Nota aggiunta. Era stato riferito a suo tempo su questo giornale ("Tottus in Pari", n.131, febbraio 2006, p.11), che alla sesta edizione del concorso letterario "Su Contixeddu", promosso e organizzato dal Circolo culturale sardo di Brescia, non era stato possibile individuare l'autore di una poesia in lingua italiana dal titolo "Davanti al monumento di Ciriaco Carru (uno dei due carabinieri - l'altro si chiamava Walter Frau - assassinati dai banditi nella piana di Chilivani il 14 agosto 1995). Ebbene, è poi risultato che l'autore era proprio il sopra citato Tore Patatu, che è stato premiato a Brescia, prima dell'iniziativa sopra descritta, per il componimento dedicato al compaesano caduto nell'adempimento del proprio dovere, a cui il paese natale, Chiaramonti, ha eretto un monumento.

Un'artistica targa è stata consegnata a Patatu dal cavaliere di Gran Croce maresciallo capo Arrigo Varano, presidente della sezione di Brescia dell'Unione nazionale mutilati per servizio nonché presidente della sezione di Brescia dell'Associazione nazionale carabinieri.

Da “Totus in pari” n. 162 – Marzo/Aprile 2007, periodico del circolo sardo AMIS in Cinisello Balsamo

Le foto: in alto, Tore Patatu; in basso a sinistra, un manifesto del film; a destra, la copertina del libro pubblicato dalla Pro Loco di Tissi nel 2004, per celebrare il 50. anniversario della realizzazione del film

Ultimo aggiornamento Giovedì 02 Giugno 2011 20:05
 

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