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Lunedì 07 Novembre 2016 00:00

Il rebus del voto al referendum sulla riforma costituzionale

di Carlo Patatu

Al referendum del 4 Dicembre prossimo voterò Sì. Dico subito che lo farò senza entusiasmo; ma voterò Sì. Vedo di spiegarne le ragioni, se mi riesce.

Il lungo ed estenuante dibattito preparatorio ha finito per prendere strade diverse da quella dovuta. In breve, si è parlato (si parla) d’altro. Invece che un pronunciamento pro o contro la cosiddetta riforma Renzi/Boschi, la prossima consultazione elettorale si è trasformata in una sorta di giudizio di Dio sull’operato del Governo. In particolare, del Presidente del Consiglio.

Pertanto le lunghe e corpose discussioni che si svolgono intorno a microfoni e telecamere di radio e tv, oltre che sui giornali e altrove, mirano, in prevalenza, a decantare o denigrare l’attività del governo Renzi. Il che, col referendum di cui parliamo c’entra come i cavoli a merenda.

La responsabilità di un tale sviamento del dibattito va attribuita, a mio parere, a Matteo Renzi. Che, fin dal principio, decise (ma poi se ne pentì) di legare le sorti della propria carriera politica all’esito della consultazione referendaria. La cosa, pare ovvio, fu un regalo bello e inaspettato per gli avversari politici. Soprattutto per quelli interni del PD. Ai quali non pareva vero di metterlo a frutto, quel regalo. Un Dalema lo trovi sempre.

Semplificando le cose, chi vuole mandare Renzi a casa vota NO; viceversa, chi vuole che resti in sella vota Sì. In luogo di mettere in risalto pregi e difetti della riforma su cui siamo stati chiamati a esprimerci, si mettono in risalto pregi e difetti dell’azione di Governo. Si può essere più confusionari di così?

Per tale motivo, mi sono arrangiato da solo. Ho scaricato da internet il testo delle modifiche apportate ai vari articoli della nostra Costituzione e l’ho confrontato col vigente.

Ne ho dedotto che alcuni punti risultano pasticciati e non del tutto convincenti. Che, per quanto riguarda il Senato (tanto per fare un esempio), a mio parere sarebbe stato più utile e proficuo abolirlo del tutto. Che il numero dei Deputati poteva essere tranquillamente dimezzato o giù di lì. Che i parlamentari nominati a vita per meriti speciali sarebbe stato meglio assegnarli non al Senato, ma alla Camera dei Deputati, conservandogli dignità e prestigio attuali. E cioè la nomina a vita, invece che a tempo.

Insomma, ne ho dedotto che si poteva realizzare di più e meglio. Ma, a questo punto, ho fatto i conti della serva. In definitiva, mi sono chiesto, la riforma migliora o peggiora le cose? A mio parere le migliora. Tirate le somme, ho rilevato che gli aspetti positivi soverchiano quelli negativi. A modificare i quali si potrà por mano in futuro, quando si vorrà, cambiandoli in meglio. E tenendo presente che il meglio è sempre nemico del bene. Chi non si accontenta mai perché “ci vorrebbe ben altro” finisce col non far nulla, lasciando le cose perennemente come stanno.

Ecco perché il 4 Dicembre andrò a votare. Ecco perché voterò Sì.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 07 Dicembre 2016 13:57
 
Commenti (2)
Grazie
2 Lunedì 07 Novembre 2016 17:59
Claudia Valz

Concordo e saluto.


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E io ricambio con affetto e stima. (c.p.)

Perché NO
1 Lunedì 07 Novembre 2016 14:21
Mauro Maxia

Caro Carlo,


rispetto naturalmente la tua decisione.


Io invece voterò NO per i motivi spiegati dal presidente emerito della Corte Costituzionale (http://www.affaritaliani.it/politica/palazzo-potere/parla-annibale-marini-presidente-emerito-corte-costituzionale-445215.html).


Voterò NO anche perché questo governo e la sua maggioranza non dovrebbero occuparsi di riforme costituzionali vista la presenza di ben 246 “migranti” cioè parlamentari che hanno abbandonato i partiti che li hanno eletti.


Voterò NO anche perché sto vedendo il macello provocato da qualche maldestra riforma di questo governo. E anche perché questa riforma costituzionale a colpi di maggioranza mi ricorda un po' come è iniziata la svolta autoritaria in Turchia. Sono convintamente democratico e, al di là dei pasticci contenuti nel DDL Boschi, non posso accettare che le riforme si traducano in minori diritti dei cittadini a vantaggio di non si sa chi.


Cari saluti Mauro

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