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In carrela, buffende e… mandighende PDF Stampa E-mail
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Lunedì 18 Marzo 2019 20:50

Licenziata con successo, a Chiaramonti, la quinta edizione di un evento che, con un crescendo rossiniano, in breve tempo ha bruciato le tappe, conquistando adesioni massicce di visitatori e consensi sorprendenti

di Carlo Patatu

Un paese diverso dal solito, molto diverso. Così si presentava Chiaramonti Sabato sera: i carruggi del centro storico affollati come non mai; le strade adiacenti, ma proprio tutte, occupate da interminabili serpentoni di autovetture, per lo più di forestieri. Persino alcune decine di camper, a coprire l’ampio piazzale di Cunventu.

La quinta edizione di Buffende in carrela ha richiamato in questo centro una moltitudine di persone, disposte anche a sopportare qualche disagio e a mettersi in fila per gustare tante prelibatezze locali, accompagnandole con la degustazione di vini, prodotti ugualmente qui e che, per quanto ne ho sentito dire, erano di buona qualità.

L’iniziativa, patrocinata dal Comune, è da ascrivere ai volontari che fanno capo alle tante e virtuose associazioni locali: Pro Loco, Su Coro de Tzaramonte, Coro Femminile Doria, Autoslalom, i Grifoni cultori del parapendio, il Cagliari Club, Carrozzu Longu, un gruppo di belle ragazze, attive e intraprendenti e un altro gruppo di giovani macellai. Costoro, operando in sinergia, hanno rimesso in ordine alcune vecchie cantine e una grotta, dotandole di quanto occorreva per allestire tavolate imbandite delle specialità che ciascuna di esse presentava ai visitatori, che si sono presentati in numero decisamente superiore a ogni aspettativa.

Il metodo è quello ormai collaudato qui e altrove: dietro il pagamento di una quota modesta (10 €), ciascun visitatore riceveva un sacchetto giallo con tracolla contenente un bicchiere, più una dozzina di biglietti, da spendere presso gli otto punti di ristoro, dislocati nel centro storico, alle falde de Su Monte ‘e Cheja e sotto lo sguardo vigile dell’antico maniero dei Doria. Ciascuna cantina metteva in mostra arredi e attrezzi della cultura contadina e offriva agli ospiti anche un intrattenimento musicale, grazie alla partecipazione di artisti locali e non. Insomma tanta allegria, tanta roba da mangiare e tanto da bere.


Chiaramonti, per la verità, non si era segnalato, nel passato, per la bontà dei propri vini. In genere prodotti da agricoltori e allevatori, in prevalenza per il consumo familiare ed eccezionalmente per la vendita al consumo. Tuttavia qualcosa è cambiato, nel corso degli ultimi decenni. Le nuove leve sison fatte una cultura in materia di enologia e sono state capaci, così mi assicura chi se ne intende, di produrre vini di tutto rispetto. Da qui l’iniziativa, avviata cinque anni fa, di sottoporre la produzione vinicola locale anche al giudizio, certamente più severo, dei forestieri.

I piatti offerti erano abbondanti e, soprattutto, molto gustosi: salsicce e lardo arrostiti sulle brace con pan’untu, polenta condita con ragù particolarmente saporito, ottime polpette preparate dalle ragazze, coratella, pollo con olive, pancette, formaggi, uova sode e quant’altro la fantasia degli  ha saputo mettere nel piatto. La signore del Coro Doria, come di consueto, si sono sbizzarrite nella preparazione di tanti dolci, secondo ricette della tradizione chiaramontese.

Il paese era in festa, di nuovo vivo e vitale: pareva di essere tornati indietro di una sessantina di anni, quando Chiaramonti contava tremila e passa abitanti. Oggi siamo meno della metà. I promotori dell’iniziativa e i cuochi, ai quali vanno (devono andare) il plauso e la riconoscenza della comunità intera, sono più che soddisfatti del successo ottenuto, messo nero su bianco dagli oltre 1.800 sacchetti venduti.

Per me, un solo cruccio: non posso bere alcolici, pertanto mi devo astenere dal partecipare a tali manifestazioni. Che, nel passato remoto, erano il mio terreno preferito. D’altra parte, unirsi a una folla festante, alticcia e non potersi concedere il piacere di mandare giù un bicchiere di troppo, è cosa poco gradevole. Meglio starsene a casa e gioire per il resoconto che ne fanno gli amici.

Per concludere, complimenti! Bravi! E a un’ater’annu mezus!

 

Le foto sono di Martino Pinna, che ringrazio

 

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 20 Marzo 2019 14:58
 

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