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Presto provincializzata la Chiaramonti-Nulvi PDF Stampa E-mail
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Scritto da Carlo Patatu   
Sabato 16 Febbraio 2008 06:18

La Chiaramonti-Nulvi passerà alla Provincia. Lo ha deciso la giunta regionale tre giorni fa con la deliberazione n. 9/15. Considerato che la nostra comunità montana (CM2) aveva cessato di esistere fin dal 23 Marzo dell’anno passato per effetto della legge n. 12/2005, con questo atto la Regione ha posto fine alla gestione commissariale delle defunte comunità montane: il 31 Marzo 2008 tutti a casa. Da qui l’esigenza di trasferire a province, comuni e unione dei comuni i beni già appartenenti agli enti soppressi.

La strada in questione, realizzata dalla CM2 poco meno di vent’anni fa, sarà provincializzata. Lo si legge nel provvedimento della giunta Soru. Pertanto, l’arteria che collega la provinciale Chiaramonti-Ploaghe alla statale 127 cesserà di essere orfana e avrà finalmente una famiglia (adottiva). Era ora.

La “strada di santa Giusta” (la si chiama così da queste parti, perché lambisce l’area su cui sorge l’omonima chiesa campestre) ha visto la luce nei primi anni Novanta del secolo scorso, dopo una gestazione lunga e tormentata. Costretta a sopportare un volume di traffico eccessivo rispetto alle caratteristiche progettuali commissionate dalla giunta comunitaria all’ingegnere Giovanni Antonetti, non ha mancato di manifestare, fin dai primi mesi di esercizio, i propri limiti. Che erano e sono tanti. La natura argillosa del terreno attraversato ha complicato le cose.

Ideata negli anni Ottanta, quando il sindaco nulvese Mario Addis presiedeva la CM2 e l’organismo comprensoriale anglonese, la strada doveva seguire un tracciato ben diverso da questo attuale. Partendo dalla cantoniera ferroviaria Sos Siddados, a due chilometri da Nulvi in direzione di Osilo, il nastro di asfalto avrebbe scavalcato subito la strada ferrata per inoltrarsi nella vallata sottostante e superare poi le morbide colline nei pressi di monte Culumba. Lambita la chiesetta di Santa Maria de Orria Pitzinna, avrebbe costeggiato il rio Iscanneddu per confluire, infine, nella provinciale Ploaghe-Chiaramonti laddove la Sassari-Tempio incrocia la Chiaramonti-Ozieri.

L’opposizione di taluni proprietari terrieri allora influenti, l’acquiescenza degli amministratori del tempo e, infine, le sopraggiunte difficoltà di ordine finanziario imposero il tracciato che conosciamo. Col risultato che è sotto i nostri occhi: un’arteria pericolosa da percorrere, con saliscendi incredibili, curve insidiose e un piano viabile perennemente fuori assetto per via del terreno argilloso su cui poggia.

C’è d’augurarsi che la condizione di orfanità della Chiaramonti-Nulvi, protrattasi fin troppo, non si prolunghi ancora e che le procedure connesse al suo trasferimento alla provincia si esauriscano in tempi non biblici. Ecco perché un’azione sinergica dei due sindaci interessati gioverebbe non poco alla “causa”.

 

Le foto: la "strada di Santa Giusta" in regione "Ispadula", laddove si collega alla provinciale Chiaramonti-Ploaghe

Ultimo aggiornamento Domenica 02 Marzo 2008 23:10
 

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