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Abbattere i pini dei giardini. Perchè si.
Scritto da Gian Mario Ruiu   
Sabato 04 Luglio 2009 10:02

Perchè si:
i bambini potrebbero godere del piccolo parco giuochi stando al centro del paese, senza il tanfo la sporcizia e i parassiti che portano lo sterco degli uccelli.
Il resto della popolazione, anziani, giovani e turisti, ritroverebbero un punto sociale per la conversazione, l'incontro e la cultura. Senza limiti invalicabili o sgradite sorprese sulla testa e sui vestiti.
I nostri concittadini morti in guerra, a parer mio, sarebbero più onorati se i loro monumenti non fossero quotidianamente riempiti o meglio bersagliati dallo sterco di centinaia di uccelli. Così, quello che oggi è il "Parco della Rimerdanza" tornerebbe ad essere il Parco della Rimembranza.
Proposta:
Si potrebbe ridurre i pini ad un'altezza di 2 - 3 metri e applicare su ognuno di essi una targa che ricordi a tutti il signicato e la storia di quelle piante.
Saluti Gian Mario Ruiu
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E se gli storni, cosa che del resto già fanno, estendessero la loro presenza anche sui lecci circostanti? Taglieremmo anche quelli? Il parco giochi dei bambini, se proprio vogliamo che continui a funzionare bene e con la godibilità di un tempo, potrebbe essere spostato in una delle aiuole attigue alla vasca e non ancora invase dallo sterco degli uccelli. Oppure si potrebbe pensare a una sorta di gazebo che metta al riparo l'area attualmente inquinata.
Ma gli alberi, specie se storici, non si tagliano mai. A meno che apposito pronunciamento di esperti veri non ne dichiari la pericolosità e la conseguente impossibilità a garantire l'incolumità di chi vi gira intorno. E' stato fatto tutto ciò? Crediamo proprio di no. E se è stato fatto, insistiamo nel reclamare il nostro diritto a conoscere come sono andate le cose e le ragioni vere che sottendono un provvedimento drastico qual è il taglio di una pianta annosa.
Ma non c'è da stupirsi di tanta apatia nei confronti del nostro patrimonio storico e naturalistico. Basti pensare alla indifferenza con la quale noi chiaramontesi abbiamo accettato la distruzione del convento secentenso dei carmelitani e lo scempio operato nel restauro della nostra chiesa parrocchiale alla fine degli anni Sessanta del Novecento. Ora ci risiamo. Andiamo all'assalto di tre pini, i soli colpevoli delle montagne di sterco che gli storni depositano nei nostri giardini e non solo. Ma è proprio così? Mettiamoci gli occhiali da miopi, caro Gian Mario. Per guardare più in là, se possibile. c.p.

 
Questo è un commento di "Non abbattete quei pini: sono monumenti"