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Centro Abitato PDF Stampa E-mail
Giovedì 08 Novembre 2007 18:14

"Ed eccomi seduto in cima al colle. Da quassù tutto sembra dolce e dolente. Tutto ritorna di un nitore impietoso. Ed eccomi a ferirmi ancora di tanta bellezza, quasi stordito, quasi annichilito... Che questa terra è il mio penare e il mio gioire". (Cfr. MARCELLO FOIS Sempre caro, Ed. Frassinelli, Milano, 1998).


Giunti al centro del paese, sotto il murales di benvenuto, che si trova proprio sulla strada imboccata allo svincolo della statale Sassari-Tempio, non resta che scegliere una delle tante vie che s'inerpicano sui colli di Chiaramonti.
E vale davvero la pena arrampicarsi sulle strade tutte in salita, perseverare nei punti più scoscesi ... per arrivare fino a Su Monte e' Cheja dove i ruderi della chiesa nascondono le vestigia di una rocca medioevale: il Castello dei Doria; o su per Caminu e' Cunventu, fino in cima al colle dove sorgeva il cinquecentesco convento carmelitano di cui rimane solo l'annessa chiesetta, anonima all'esterno, ma impreziosita all'interno da pregevoli altari lignei; o ancora su fino a Codinarasa, il colle dominato dalla struttura pressoché intatta del mulino a vento, a contemplare il borgo antico e quello nuovo e spaziare tutt'intorno a perdita d'occhio. Spazio aperto e... vento, soprattutto maestrale, che soffia in tutte le stagioni e sospinge e strattona fra le radici arcaiche e il desiderio di modernità.

È da quassù che si colgono le suggestioni più intense di questi luoghi e che richiamano inevitabilmente il tema della sardità. Identità sarda; vale a dire storia, ma anche lingua, cultura e tradizioni, che a Chiaramonti sopravvivono, tenacemente, nelle forme della poesia in limba, del ballo e del canto sardo, dei piatti tipici e del costume locale. Aspetti questi, che concorrono a definire quell'identità che è espressione vitale dell'essere chiaramontesi oggi e che è possibile ravvisare nei riti e nelle feste della comunità, così come nell'ordinarietà del vivere quotidiano.

Perché allora non prolungare la visita nei luoghi in cui si svolge abitualmente la vita di questo centro, percorrendo per esempio Carruzu Longu, una delle vie storiche del paese, probabilmente il primo insediamento abitativo sorto ai piedi del castello; e passando sotto S'arcu, costruito quando il paese si ampliava, seguendo il versante orientale della collina, nella zona denominata Pala 'e Chercu, sostare a Sa Bicocca, che è un eccellente punto panoramico. Senza trascurare l'altro versante dell'abitato che prosegue verso Littu e sale a Sa Niera, caratterizzato anche da edifici interessanti come il palazzo che fu dei Marchesi Pes di Villamarina. Ma giunto il momento di ritornare sui propri passi è conveniente scendere in Carrel'e Cheja, dove sorge la chiesa parrocchiale, per giungere a S'Istradone che è la piazza principale dei chiaramontesi.

Da qui, sotto il murales da cui l'itinerario ha avuto inizio e in cui può degnamente concludersi, si può gettare ancora uno sguardo sull'abitato e portare con sé il ricordo di Chiaramonti, saldamente collocato tra passato e presente.

Giulia Cossu in "Chiaramonti un paese in collina", a cura di Carlo Patatu, ed. Ass. Turistica Pro Loco di Chiaramonti, 2006

 

Le foto:

1a - uno scorcio con veduta del campanile della chiesa parrocchiale, edificata nel 1888 e intitolata a San Matteo apostolo

2a - Panorama parziale del centro storico visto da Codinarasa

Ultimo aggiornamento Lunedì 17 Agosto 2009 12:37
 

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