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Cantigos de Coros, concerto vocale natalizio PDF Stampa E-mail
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Scritto da Carlo Patatu   
Mercoledì 06 Gennaio 2010 22:43

Archiviata la quinta edizione di “Cantigos de Coros”, la tradizionale manifestazione natalizia promossa e organizzata dal “Coro de Tzaramonte”, presieduto da Vanni Manchia e diretto da Salvatore Moraccini. Alla riuscita dell’iniziativa, svoltasi sabato sera nella chiesa parrocchiale, hanno contribuito la Pro Loco, l’Ente Musicale di Ozieri, la Confraternita di Santa Croce e il Coro Parrocchiale femminile.

La manifestazione voleva essere un appuntamento natalizio; ma quest’anno, per sopraggiunte difficoltà, si è svolta nella vigilia dell’Epifania. E quindi dopo Natale. Ma sempre in tempo per vivacizzare il periodo delle festività, oltre che per rafforzare i nostri legami con la tradizione. Segnatamente con la nostra lingua materna, il sardo. E per creare momenti di confronto su ciò che fanno altre formazioni corali, altri artisti, altri interpreti.

Ospiti della serata il “Coro Logudoro” di Usini e il coro “Boghes Noas” di Ossi. I quali, insieme al “Coro de Tzaramonte” e al “Coro Parrocchiale Femminile” hanno dato vita a una serata musicale di buon livello tecnico. A dispetto di qualche assenza nel coro femminile dovuta agli accidenti di stagione e al numero miserevole dei chiaramontesi che hanno assistito al bel concerto.

La serata, che è stata condotta da noi che ne scriviamo, si è aperta col “Coro Parrocchiale”. Che, diretto da Salvatore Moraccini, ha cantato due brani di sapore religioso: “Ave Maria” dello stesso Moraccini e “Celeste tesoro” di Pietro Casu. Molto apprezzata l’interpretazione fornita dalle coriste, impreziosita dalla voce solista, calda e sensuale, di Silvia Soro.

Il “Coro Logudoro”, diretto dall’algherese Dario Pinna, ha eseguito con maestria quattro brani: “Sa giogalza” di Nino Fois e Tonino Tedde; “S’aneddu” di Bobore Nuvoli; “A un’isposa” di Antonio Maria Cherchi e Tonino Tedde; “A nostra Segnora” di Nino Fois e Tonino Tedde. Particolarmente applaudite le voci soliste di Leonardo Spina, Gavino Piras e Gianluigi Pisoni.

Il coro “Boghes Noas” di Ossi, sotto la direzione del sassarese Danilo Pingiori, ha eseguito anch’esso quattro canti molto applauditi, tutti su testi del poeta ossese Pedru Muresu, scomparso di recente quasi centenario, musicati dal maestro Pingiori: “Gosos de Nadale”, “Innu a sa limba sarda”, “S’ainu ‘e su padronu” e “Fizigheddu”. Molti applausi anche per le voci soliste di Andrea Tedde, Francesco Pinna, Francesco Solinas, Mario Masia e Paolo Sanna.

Il “Coro de Tzaramonte”, diretto da Salvatore Moraccini, ha eseguito: “Notte de chelu” di Pietro Casu e Agostino Sanna; “Sos tres res”, canto tradizionale locale solitamente praticato dai giovani per le vie del paese nella vigilia dell’Epifania; “Pro s’emigradu” di Maria Sale e Salvatore Moraccini; “Su ballittu cadenzadu” di Bainzu Truddaju e Alessandro Catte. Molto apprezzate e applaudite le voci soliste di Tonio Cossu e Stefano Manchia.

A conclusione del programma, i quattro cori hanno cantato, insieme al pubblico, "Deus ti salvet Maria". Quindi Vanni Manchia, presidente del “Coro de Tzaramonte”, ha regalato agli ospiti, al presidente della Pro Loco Alessandro Unali, al coro femminile e al presentatore, in segno di gratitudine e per ricordo della serata, un candelabro artistico, opera del ceramista Fabrizio Budroni, i cui genitori sono chiaramontesi.

Una bella manifestazione, dunque. Che meritava una platea affollata. Dispiace dirlo; ma ci riesce difficile comprendere e giustificare l’indifferenza dei chiaramontesi per tutto ciò che sa di culturale. In occasione di concerti, conferenze, dibattiti, presentazione di libri e quant’altro riguardi la cultura, i partecipanti sono per lo più forestieri. I nostri compaesani, evidentemente, non sentono curiosità alcuna per ciò che si manifesta, qui e altrove, in fatti di arte, scienza, letteratura, poesia, musica e via dicendo. Peccato! Chi non c’era non sa cosa si è perso.

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 03 Gennaio 2011 10:18
 

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