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Fin dall'800 si chiede invano la restituzione di una reliquia di sant'Agostino

di Paolo Pulina

Nel 1897 il sardo mons. Efisio Serra pubblicò il volume “Una pagina d'oro della storia ecclesiastica della Sardegna”. Lo spunto all'autore era stato offerto dalla “ricognizione delle preziose reliquie di sant'Agostino in Pavia” operata il 15 aprile 1884 dal vescovo pavese Agostino Riboldi. La “pagina d'oro” richiamata nel titolo è costituita dalle vicende del corpo e delle vesti di sant'Agostino in Sardegna, prima e dopo la traslazione delle spoglie a Pavia.

Non mancano però diverse pagine dedicate al racconto della collocazione delle reliquie del santo nella basilica di San Pietro in Ciel d'Oro e all'amore dei pavesi nei confronti del santo e dei suoi resti. Scrive mons. Serra: “L'affetto e la venerazione di quei cittadini verso il gran Santo e verso la monumentale Basilica che conteneva la sacre spoglie di lui, crebbero a dismisura, a tal che gli scrittori delle memorie di quell'epoca ne dicono, che allorquando i Pavesi s'arresero allo Sforza, compresero fra gli altri patti il libero accesso alla loro prediletta basilica, onde attingere conforto e ritemprare le loro credenze al glorioso sepolcro di S. Agostino”.

Aggiunge il nostro autore: “Dicono quelle memorie come i buoni Pavesi con a capo il Comune e il Podestà, non tralasciavano di recarsi processionalmente ogni anno nel giorno sacro a S. Agostino a S. Pietro in Ciel d'oro, con molti strumenti musicali in segno di festa, offrendo al S. Dottore diversi pallii di brocato il più ricco, i quali, per averne già molti l'attiguo monastero, spiegavansi nella annuale festività ed in quella di S. Pietro cui la Basilica e il cenobio erano dedicati”.

Mons. Serra descrive infine con parole di grande ammirazione l'arca che i pavesi hanno voluto erigere a glorificazione eterna delle spoglie del santo, “impareggiabile monumento di religione e di scultura di marmo bianco, ammirabile per la sua grandiosità ed eleganza”. Se in Sardegna furono conservate le vesti – nota però mons. Serra – all'isola “non è rimasta la consolazione di possedere una insigne reliquia del Santo (dal 1500 scelto come patrono della Sardegna) dopo averne custodito il corpo per duecento e più anni” e per questo egli implora: “Deh, sorga dunque presto quella felice aurora dall'esimio vescovo di Pavia, per benigna concessione del glorioso regnante Pontefice, una insigne reliquia del grande Agostino, perché riposi accanto alle sacre vesti di lui che Cagliari va superba di possedere tuttora!”.

Il 28 febbraio 2008, a Pavia, in San Pietro in Ciel d'Oro, a distanza di più di un secolo, la medesima invocazione fu pubblicamente ripetuta da don Vincenzo Fois (rettore della Rettoria di Sant'Agostino a Cagliari, curatore nel 2003 della ristampa del libro qui citato e “rivalutatore” di un personaggio misconosciuto come il vescovo africano Vincenzo di Ruspe) durante la celebrazione della messa in memoria della traslazione delle spoglie del santo (dal 16 settembre 2007, per decreto del vescovo di Pavia, elevato a compatrono, con san Siro, della città di Pavia).

Nella giornata di sabato 27 febbraio 2010, don Vincenzo e una delegazione di fedeli cagliaritani sono stati a Pavia ed hanno avuto la possibilità di seguire i lavori della giornata di studi agostiniani dal titolo "Il santuario di Agostino e Boezio dal Mille al XVIII secolo - Una storia per immagini”, organizzata dal “Comitato ‘Pavia città di Sant'Agostino’” (di cui fanno parte Comune di Pavia, Diocesi di Pavia, Provincia Agostiniana d’Italia).

Anche quest'anno, per merito di don Vincenzo, di Maurizio Porcelli, consigliere del Comune di Cagliari, e di Gesuino Piga, presidente del Circolo culturale sardo “Logudoro” di Pavia, è stata offerta ai cittadini pavesi una nuova performance del maestro di chitarra classica Luigi Puddu (direttore della civica Scuola di musica del Comune di Cagliari); così come nel 2008 i virtuosismi del maestro Puddu hanno riscosso grande successo.

La proposta musicale favorita dal “Logudoro” quest'anno ha compreso anche l'esibizione del giovane baritono Marco Scardella (nato a Cagliari nel 1984, dalla fine del 2009 allievo al Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano con la maestra Giovanna Canetti e, per solfeggio, della maestra Elfriede Demetz) accompagnato, con le note del prezioso organo della Basilica di San Pietro in Ciel d'Oro (si tratta di un Lingiardi del 1913, uno degli ultimi costruiti da un rappresentante dell'importante famiglia pavese di fabbricatori di organi attiva dal 1807 al 1920), dal giovanissimo Lorenzo Palestra (nato a Sant'Angelo Lodigiano nel 1991; formatosi presso il civico istituto musicale “Franco Vittadini” di Pavia sotto la guida della prof. Roberta Schmid; dal 2005 organista titolare della basilica di San Pietro in Ciel d'Oro). Anche ai due giovani musicisti sono andati meritati applausi.

Anche questa volta, don Vincenzo ha espresso il desiderio che una reliquia del corpo di sant'Agostino torni a Cagliari ma le speranze di accoglimento della richiesta sembrano sempre più tenui

 

 

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