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La Via Crucis animata tra fede e suggestione PDF Stampa E-mail
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Scritto da Carlo Patatu   
Giovedì 01 Aprile 2010 01:05

Gli ingredienti c’erano tutti ad assicurare il successo della Via Crucis animata. Che ha fatto rivivere, lungo le strade del centro storico, la passione e morte di Cristo. La brezza frizzante, ma non troppo, in una serata marzolina di questa primavera che tarda a prendere il volo, non ha scoraggiato alcuno. Un misto di fede e di attaccamento alla tradizione, complici anche le ombre della sera e l’illuminazione discreta delle strade, ha suscitato fra i partecipanti momenti di commozione intensa. Quasi palpabile.

Giovani figuranti con costumi d’epoca sono stati al centro dell’attenzione della folla di fedeli. Che, con le torce accese, li hanno accompagnati lungo il percorso che va dalla chiesa parrocchiale a Su Monte. Fin sotto i ruderi di quelli che furono l’antica parrocchiale e lo storico castello dei Doria. Insieme ai figuranti, i confratelli di Santa Croce, animatori e promotori dall’evento.

Le quattordici stazioni, contrassegnate da croci di legno e fiaccole, erano dislocate lungo la via San Matteo, piazza Repubblica, via della Resistenza, piazza della Costituzione, via San Giovanni, piazza Indipendenza e via San Luigi; per concludersi a Su Monte ‘e Cheja. In ciascuna stazione, una breve riflessione sui significati dei diversi momenti della passione; quindi un canto sacro eseguito dal coro Tzaramonte diretto dal maestro Moraccini. In latino e in sardo, alternativamente.

I ruderi del castello si ergevano, come di consueto, imponenti e illuminati; impreziositi dalla cornice di luci tremule degli abitati di Chiaramonti, Osilo, Nulvi, Martis, Laerru, Perfugas ed Erula. Il colpo d’occhio era di quelli mozzafiato che non mancano di creare suggestioni che oseremmo definire magiche. E così è stato.

Bravi i ragazzi e le ragazze; segnatamente il Cristo di Manuel Casella. Che, sfidando la brezza serale per niente gradevole (specie nella parte finale), si è lasciato denudare e mettere in croce. Senza battere ciglio. Dando prova di uno stoicismo che non usa più.

Complimento anche a don Virgilio, che ha saputo coordinare l’attività dei partecipanti al rinnovo di questo rito tradizionale, riuscendo così a coinvolgere una fetta consistente dei propri parrocchiani.

Venerdì sera, in parrocchia, la cerimonia de S’Iscravamentu, seguita dalla processione del Cristo deposto con la Madonna addolorata. E poi la distribuzione dei romagliettes.

 

Per visitare la galleria di foto, cliccare qui.

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 02 Aprile 2010 21:25
 
Commenti (1)
VIA CRUCIS
1 Martedì 06 Aprile 2010 23:23
Tonino Soddu
Siete bravissimi! Vi faccio i migliori complimenti!

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