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La Tribuna: I nuovi saggi del terzo millennio PDF Stampa E-mail
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Giovedì 15 Aprile 2010 11:25

di Salvatore Soddu

La tecnologia avanza. Veloce. Con manuali di istruzione che nessuno legge. Impatti crescenti sulla vita di ogni giorno. Termini quasi sempre in inglese. Continue novità, sempre più sofisticate, che diventano immediatamente ultima moda. La televisione, tanto usata, passa dall'analogico al digitale: che fatica sintonizzare i nuovi canali, quale telecomando usare?

Non hai l'ultimo modello di cellulare? Sei isolato, fuori dal giro. Non sai che cosa è un Ipod? Appartieni evidentemente alla vecchia generazione. Non conosci il linguaggio sintetico degli sms? Non puoi comunicare. Non conosci l'inglese? Sei senza speranza. Nessuno è in grado di prevedere il futuro; non dico quello tra cinquanta o cento anni, ma nemmeno tra cinque.

La velocità delle nuove tecnologie è più veloce della capacità di assimilazione e maturazione della società umana. Ne consegue che se il salto culturale tra noi e i nostri figli è già grande, quello tra le due generazioni successive, i nostri figli con i loro figli, sarà impressionante.

E' una novità assoluta: per la prima volta nella storia dell'umanità, i genitori non sono in grado di dare consigli a figli e nipoti, non conoscono a sufficienza questi nuovi strumenti di comunicazione e vita sociale, non hanno quindi l'esperienza che è sempre servita ad indirizzare le nuove generazioni evitando, almeno in parte, di ripetere errori già sperimentati. Se un adulto vuole sapere cos'è e a che cosa serve un sito Internet può fare un corso o leggersi con fatica un manuale, dove per di più tanti termini sono in lingua inglese, ma è molto più semplice chiederlo ai figli, o meglio ai nipoti, che queste nuove tecnologie le bevono con il latte e le usano con naturalezza.

È probabile quindi che i ragazzi, i giovani, debbano fare da soli. È la sfida del futuro, questa volta senza rete. I nuovi saggi del terzo millennio sono loro, dovranno diventarlo, visto che nessuno sembra poterli aiutare.

Con questo approccio gli adulti rischiano seriamente di essere tagliati fuori. Ma è possibile lasciare i ragazzi da soli? Piccole notizie insieme a tante altre che fanno intuire come i nuovi mezzi di comunicazione possano essere potenti strumenti di condivisione, ma anche rendere sempre più soli. Creano facilmente comunità e gruppi di interesse in rete, ma possono anche diventare una droga fatta di dipendenza da videogiochi, di notti passate a chattare in un mondo di sconosciuti, di pornografia virtuale e cose del genere.

Ma io sono convinto che la cultura di una società non si improvvisa con quattro scarichi da Internet, o quattro messaggi sul cellulare. È l'insieme di regole e principi condivisi, incluse credenze, atteggiamenti e valori. Quindi gli adulti servono, anche nel nuovo futuro tecnologico, perché gli strumenti e le tecnologie cambiano, ma i valori su cui si basa la convivenza umana no.

Dunque collaborazione ci deve essere, ma cambiano i ruoli, o almeno ridimensionano certe differenze: certo, dobbiamo cambiare anche noi; da parte degli adulti ci vorrà più umiltà, capacità di ascoltare e dialogare, sapendo di non avere le risposte già pronte per tutti i problemi, ma di poterle e doverle trovare assieme ai giovani. Da parte dei giovani ci vorrà ancora fiducia negli adulti e nel loro indispensabile contributo.

Solo insieme sarà possibile gestire il futuro, capire e sfruttare al meglio le potenzialità positive di questi nuovi mezzi, che sembrano fatte apposta per la crescita della società umana. Senza dimenticare gli anziani, ci tengo a sottolinearlo, anche perché mi tocca, i nonni, sperando che facciano parte della famiglia e non siano dimenticati in qualche ospizio, la loro presenza è essenziale in famiglia e in società, soprattutto oggi, dove è facile perdersi nella realtà virtuale inventata da qualche sconosciuto.

Per fortuna ci sono i nonni. Saldamente ancorati alla realtà. Che ci parlano senza fretta, dolcemente ma tenacemente delle cose che contano, dei ricordi, della storia, dei dolori e delle gioie della vita, del mondo reale e di quello che ci aspetta lassù.

 

 

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