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La Tribuna: Perché gli altri si e noi no? PDF Stampa E-mail
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di Carlo Patatu

“La rivoluzione digitale arriva sul sito del Comune. Nasce l’albo pretorio virtuale che permetterà ai cittadini di tenere sotto controllo l’attività amministrativa con un semplice click…”.

La notizia, apparsa sulla “Nuova Sardegna” di Domenica 25 Luglio scorso a pagina 35, è una di quelle che, per quanto mi riguarda, attendevo da lungo tempo ormai. Peccato che si riferisca al Comune di Arzachena e non al mio.

Della pressoché totale inutilità del sito ufficiale internet del Comune di Chiaramonti ho avuto più volte occasione di lamentarmi. Senza cavare un ragno dal buco. I pochi dati che quelle pagine sono in grado di presentare a chi le sfoglia non valgono nemmeno il tempo che gli si dedica. Né la pur modesta spesa che tale operazione richiede per l'energia elettrica.

In più di una circostanza, su questo spazio virtuale, ho sollevato il problema, peraltro di soluzione facile e immediata. L’ho fatto anche con una lettera, aperta e cortese, indirizzata all’assessore all’innovazione tecnologica. Ne ho parlato col responsabile in giunta della trasparenza. E, in occasione di un’assemblea pubblica promossa dalla sezione locale di Rifondazione Comunista, ho pure rivolto al Sindaco (che vi partecipava) un appello sull’argomento. Niente da fare. Silenzio su tutta la linea. Nessuno ha fiatato.

Per la verità, il primo cittadino una risposta l’ha data, in quella sede: “Basta e avanza il sito di Carlo Patatu…!”. Una battuta di certo infelice, del tutto fuori luogo, irriguardosa, per nulla elegante. E nemmeno spiritosa. Per il resto, chi si aspetta risposte dagli amministratori comunali, su questa come su altre questioni, finisce col trovarsi di fronte a un muro di gomma. Che tutto assorbe e non reagisce.

Eppure (non mi stancherò di ribadirlo) la pubblicazione sul sito ufficiale degli atti deliberativi (di tutti gli atti), che la legge impone di mettere a disposizione dei chiaramontesi, si tradurrebbe in un vantaggio (senza oneri aggiuntivi) per gli stessi amministratori. Che, sarà bene ricordarlo, siedono a Palazzo soltanto pro tempore. A una stagione che si conclude ne segue inevitabilmente una nuova. Chi oggi sta a cavallo domani si ritroverà a piedi. Cittadino comune. Com’è accaduto agli altri, prima. Come accadrà a chi verrà dopo.

Ma, allora, perché tanta albagia? Perché giocare a fare gli snob glissando su qualsivoglia questione venga sottoposta al vaglio dei reggitori di questa piccola comunità? Siamo poco meno di 1800 anime; pertanto il dialogo diretto con la gente dovrebbe essere nell’ordine naturale delle cose. Posso testimoniare di avere indirizzato personalmente al Sindaco, tempo addietro, qualche lettera su problematiche di carattere generale. Non ho ottenuto risposta. Mai. Perché? Me lo chiedo. Glielo chiedo. Lo chiedo a chi gli sta vicino. Non capisco; ma vorrei capire.

Quanto all’assenza nel sito ufficiale di una qualsivoglia informazione su ciò che si decide in Comune, dico ancora (costretto a ripetermi e me ne scuso) che la presenza su internet degli atti deliberativi di Consiglio, Giunta, nonché le determinazioni dei responsabili di settore, spunterebbe più di un’arma alle opposizioni. Che, da sempre, lamentano dinieghi e ritardi nell’ottenere la documentazione che gli compete ope legis.

Mi viene il sospetto che sindaco e assessori, standosene per lo più arroccati in ufficio, non gradiscano interloquire con la gente. Di una interlocuzione alla pari, intendo dire. Ho l’impressione che lo slogan ispiratore di tale filosofia sia il classico “non disturbare chi guida”. È così?

Mi piacerebbe essere smentito. Non a parole. Non saprei che farmene.

 

 
Commenti (1)
Cosa vuoi che glie ne freghi
1 Lunedì 26 Luglio 2010 15:38
chiaramontese scettico

Come ho scritto nell'oggetto cosa vuoi che glie ne freghi? Basta percorrere 6 Km e andare a Martis: ci trovi un sito tutto aggiornato con delibere di giunta, di consiglio, programmi di attuazione della giunta annuali, curriculum vitae di tutti gli impiegati del comune con loro retribuzione e tanto altro.
Da noi più si nasconde e meglio è, meno si sa e meno si commenta; siamo in un regime di monarchia assoluta svolto come ai tempi di Eleonora d'Arborea. Sai, mi vergogno per quello che siamo: un comune in mano a persone che non pensano a niente se non ai loro comodi. Siamo buoni solo a far pranzi; siamo i primi in tutta la regione e forse in tutta la nazione italiana. Ma perchè? mi chiedo. Dove siamo finiti...
E' mai possibile che non funziona niente: ognuno fa quello che gli pare. Se telefoni in comune ti rispondono come parlando a un familiare. Ti aspetti di sentire "Pronto, comune di Chiaramonti, buongiorno!". Scordatelo. Provare per credere. Telefonate e vi sarà confermato tutto quello che ho scritto.
Per non parlare del sito del comune; una spesa inutile per un sito uguale a quello del comune di Ardara.
Caro Carlo, come vedi scrivere non è il mio forte e mi viene male dire tutto quello che penso e vedo nel nostro paese. Credo che non miglioreremo mai occupandoci di pranzi quando dentro di noi non c'è cultura, morale e senso di appartenere a una comunità.
Forse ti ho stancato con le mie lamentele, ti saluto e sempre ti ringrazio per quello che scrivi.
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Capisco la tua amarezza, caro "chiaramontese scettico". La capisco perché è un po' anche la mia. Ma io sono un vecchio cui resta poco da sperare. Soprattutto perché eventuali modifiche degli stili culturali e dei comportamenti di una comunità, pur piccola come la nostra, richiederebbero tempi lunghi. Che a me, per motivi anagrafici, non sarebbero comunque concessi. Spero che tu sia giovane e che la rabbia che ti canta sia durevole e non un fuoco di paglia. Se così è, non arrenderti. Ogni comunità ha gli amministratori che si merita. Da noi, questo passa il convento. Come diceva Eduardo De Filippo in "Napoli milionaria": "Ha da passa' 'a nuttata...". Auguri! (c.p.)

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