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Un bistro a Chiaramonti PDF Stampa E-mail
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Scritto da Carlo Patatu   
Sabato 02 Ottobre 2010 22:47

Un angolo dal sapore parigino all'ombra del campanile, a due passi da piazza Repubblica

A un evento del tutto straordinario ci è stato dato di assistere, nel tardo pomeriggio di questo sabato ottobrino: l’inaugurazione di un bistro.

Si, un bistro.

Un angolo dal sapore parigino. A Chiaramonti, all’ombra del campanile e ad appena venti metri da piazza Repubblica. Che è come dire il centro della vita sociale del paese.

Chi mai può avere concepito un’idea tanto originale e innovativa? Per di più, in un paese che, panorama e cordialità della gente a parte, non offre gran che a chi ci passa. Ma neppure a chi sceglie di viverci. L’idea, né poteva essere altrimenti, è stata concepita da due londinesi: Stephan Haque e Miky Harris. Che, da qualche tempo, hanno messo su casa in paese e hanno deciso di viverci stabilmente.

I due simpatici ospiti si sono inseriti molto bene fra noi; contano tanti amici. Tant’è che essi fanno parte a pieno titolo di questa comunità. Hanno pure sponsorizzato la nostra squadra di calcio. Amano la nostra cucina, si godono con voluttà il nostro sole, ricambiano compiutamente la cordialità e l’affetto da cui si sentono circondati. Partecipano attivamente a tutte le nostre feste, sagre e manifestazioni, lasciandovisi coinvolgere. Senza remore di sorta.

E così, trascorso qualche anno e ritenendo di non potersene stare in ozio, i due hanno concretizzato l’idea. Che gli frullava in testa da un po’. Preso possesso di un vecchio locale del centro storico, lo hanno messo sottosopra e, scegliendo di conservarne la connotazione architettonica originaria, ne hanno esaltato i tratti essenziali. In modo discreto e originale a un tempo. Un sapiente mix di modernità e di tradizione negli arredi e nelle luci danno al locale un tocco di classe. Dove il bianco e il blu dominano, catturando subito l’attenzione dell’ospite. Che non manca di guardarsi attorno con un certo stupore.

Una sala spaziosa e accogliente ospita una mezza dozzina di tavoli con sedie. A far da corona a un bancone elegante e dall’andamento curvilineo. Bianco e scuro. Superate una nicchia e una rampa di scale, si guadagna una saletta riservata, in grado di accogliere una tavolata di una dozzina di persone o poco più. Anch’essa arredata con gusto particolare, grazie al recupero di vecchi mobili di stile rustico, sapientemente restaurati e impreziositi da anfore, bicchieri e piatti d’epoca.

Ma, oltre bibite e caffé, cos’altro offre quest’angolo di Parigi in un paesetto sardo del Capo di Sopra? Una cucina modernamente attrezzata è in grado di preparare, a richiesta, qualunque piatto. Tuttavia il locale si caratterizzerà per snack e lunch da consumare anche in piedi, chiacchierando e con un bicchiere fra le mani. Ma, per chi ama consumare qualcosa di più gustoso standosene seduto comodamente a tavola, ci sarà un menu tipico. Che, di settimana in settimana, si propone pure di presentare assaggi di cucina internazionale: una serata cinese, un’altra spagnola o messicana, francese e così via.

Siamo proprio curiosi di vedere cosa accadrà. Noi crediamo che l’iniziativa sarà apprezzata particolarmente dai giovani. Come pure dalla colonia inglese che vive nei paesi del circondario. E che nel bistro “Due Fratelli”, così si chiama il locale, potrebbe trovare un punto di aggregazione e d’incontro.

Ma il bistro potrebbe (dovrebbe) incontrare il gradimento anche di chi giovane non è più. È una sfida che Stephan a Miky lanciano a noi, oltre che a se stessi.

Ecco perché ci auguriamo che l’iniziativa abbia successo. Lo merita per l’originalità dell’impresa, per l’eleganza della struttura, per la raffinatezza dei servizi che promette di offrire.

Auguri di cuore a Stephan e Miky. E... in bocca al lupo!

 

Per visitare la nostra galleria d'immagini, cliccare qui

Per vedere il filmato della serata inaugurale, cliccare qui

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 21 Marzo 2011 18:30
 
Commenti (5)
Chiaramonti su dionisopellegrino!
5 Lunedì 21 Marzo 2011 17:59
Valerio Caddeu

Ho scritto un post su Chiaramonti e il bistrot sul mio blog, lo trovate a questo indirizzo: http://dionisopellegrino.wordpress.com/2011/03/21/lets-go-to-chiaramonti/
Saluti. Valerio


---


Grazie, Valerio. Stephan Haque e Miky Harris, che seguono questo sito, ne sarnno felici. Sono due persone gradevoli e simpatiche. Hanno fraternizzato fin da subito con noi e noi con loro. Ormai essi sono dei nostri. Ho letto il suo articolo su "dionisopellegrino" e l'ho trovato ottimo. Grazie per le belle espressioni nei confronti di questo paese. Saluti cordiali (c.p.)

Martino Pinna
4 Venerdì 22 Ottobre 2010 08:23
Peri52

Ricambio i saluti di Martino Pinna, mio carissimo parente di Tzaramonte. Vorrei che andasse nel bistro di Chiaramonti e raccontasse la serata passata nel bistro in questo Sito. Se fosse vero che si respira aria parigina. Se il locale ha quella raffinata classe e indiscussa accoglienza, che hanno solo i Bistro Parigini.
Saluti da Salvatore quel de Milan

saluti
3 Mercoledì 20 Ottobre 2010 23:54
martino pinna
Un saluto a i miei cari parenti Antonio e Tore Perinu
... e bravi Stephan e Miky
2 Domenica 03 Ottobre 2010 22:29
Vladimiro Patatu

per ora posso solo giudicare per cio' che ho letto nell'articolo e per cio' che ho visto nelle foto. Mi complimento con Stephan e Miky per l'originalita' dell'idea e per la classe con la quale l'hanno portata a compimento. Auguro loro di tutto cuore che possano avere la massima soddisfazione dalla loro nuova attivita'.

La nostalgia per il paese natio
1 Domenica 03 Ottobre 2010 16:34
Peri52

Carissimo Maestro e carissimo (simpaticamente) Vladimiro,


sono un autentico cavernicolo che veramente muove i primi passi fuori dalla caverna. Come si dice in questi casi, navigo sul sito della famiglia Patatu tutti i momenti di spazio fuori dal lavoro, trascurando la famiglia, suscitando gelosie (si fa per dire).


Esempio: "Chiama tuo padre che è pronto da mangiare". "L'ho chiamato, non risponde!". "Allora è collegato col suo paese". Si, sono collegato, ma con la famiglia Patatu. Il mio Maestro.
Oggi è arrivato mio fratello dalla Francia. Abbiamo parlato delle usanze del paese. Tornando ai tempi che furono, che per lui sono rimasti tali. Per me, con un semplice click, è cambiato il modo di vedere. O pensare che, se il mondo cambia, anche il mio paese cambia. Con tutti i suoi pregi e difetti.


Ho qualche dubbio sui commenti che qualche volta scrivo. Non sempre riesco a scrivere in maniera chiara il senso di ciò che vorrei dire. Quindi se qualche volta non pubblicate il commento non posso averne a male. Nell'ultimo pubblicato ci sono degli errori. Simboli strani alla fine di qualche parola, che nel mio originale non risultano.
Bona sera a voi Maestro Carlo e bona sera a totta sa familia 'ostra! I complimenti e le congratulazioni per il sito sono doverosi. Ottimo lavoro svolto. Ma quanti siete che lavorano per il sito? Un centinaio minimo.


Con grande ammirazione e stima la saluto caro Maestro.


Salvatore Perinu da Milano


---


Lascia perdere gli errori, caro Tore. Che siano di grammatica o di sintassi. L’importante è esprimersi con chiarezza e stando nei limiti della buona creanza, Cose che, a quel che vedo, tu fai egregiamente bene.


Tengo a chiarire, ancora una volta, che nessun messaggio o contributo scritto viene censurato per via delle regole grammaticali. Le porte di accesso a questa piazzetta virtuale sono aperte a tutti. A patto, lo ribadisco fino alla noia, che ci si esprima correttamente sul piano della buona educazione. Tutto qui. Pertanto, tutte le volte che avrai qualcosa da dire, da comunicare ai lettori di queste pagine, fatti pure avanti senza timori né remore di sorta. Noi siamo qui.


Questo sito, progettato a curato sul piano tecnico da mio figlio Vladimiro, è gestito da me per quanto attiene ai testi e a tutto ciò che vi si pubblica. I soli collaboratori siete voi che leggete e scrivete. Per il resto è tutta roba casareccia, confezionata a casa. Alla buona, come suol dirsi.


Si tratta di un impegno, come tu dici; ma che io assolvo con piacere. D'altra parte, quando mai avrei potuto avere l’occasione (e il piacere) d’incrociare un mio vecchio alunno dei tempi dei miei primi anni di supplente straordinario nella mia scuola di paese?


A beneficio di chi non ti conosce, specifico che Salvatore Perinu, emigrato a Milano ancora bambino, è il secondo a sinistra nella foto, accanto al proprio fratello Antonio, a sua volta emigrato in Francia. I ragazzi al loro fianco, sono rispettivamente, e da destra, il figlio di Antonio e di Salvatore.


Saluti cari a tutti. (c.p.)

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