Home » La Tribuna » La Tribuna » La Tribuna: L’arte del “dare”

Immagini del paese

Immagine 007.jpg

Statistiche

Tot. visite contenuti : 11016002

Notizie del giorno

 
La Tribuna: L’arte del “dare” PDF Stampa E-mail
Valutazione attuale: / 14
ScarsoOttimo 
Mercoledì 03 Novembre 2010 19:42

di Salvatore Soddu


Dall'esperienza di tanti esperti, una cosa è molto chiara: a dispetto della condizione sociale, solo coloro che hanno imparato il potere del contributo sincero e disinteressato vivono la gioia più profonda della vita; solo coloro che imparano la l'arte del dare raggiungono la vera realizzazione esistenziale.

Tutti abbiamo avuto delle esperienze relative ad un sentimento di contributo disinteressato: dando una mano ad un amico, facendo vedere ad un bambino come risolvere un problema, assistendo un collega in un momento difficile, aiutando un vecchio a scendere le scale scivolose. Queste esperienze ci fanno vivere un momento di esaltazione in cui intravediamo di sfuggita le nostre vere essenze.

E ci succede di essere impressionati da quelli che costantemente danno se stessi, come per esempio gli eroi alla Salvo D'Acquisto che offrono la propria vita per gli altri; padre Massimiliano Kolbe che prende volontariamente il posto di un condannato a morte in un campo di sterminio; in fondo essi sono delle persone che contribuiscono coraggiosamente perfino nelle circostanze più aspre.

Ma non conviene cercare gli eroi e i martiri. È bello diventare uno di loro. Personalmente la vedo così. Come?

Una cosa così semplice come un sorriso può fare felice qualcuno per una giornata. Se ti trovassi in un supermercato e invece di vagabondare senza scopo tra patate e pomodori, passando, donassi ad ognuno un sorriso allegro? E se tu facessi complimenti sinceri a sconosciuti? Potresti, in quel momento, cambiare il loro stato d'animo in modo tale che quel sorriso, o complimento, possa esser comunicato ad un'altra persona ancora.

Forse è capitato anche a voi vedere tante persone in fila agli sportelli di un ospedale, alla cassa di un supermercato, dove aleggia il nervosismo e la paura che qualche "furbo" ci passi avanti. Succede anche al confessionale nei periodi forti quaresimali quando capita (raramente) che ci siano più persone, stiamo bene attenti che qualcuno non ci passi davanti. Provare a essere gentili e far passare qualche anziano, qualche signora e vedere spuntare un atteggiamento più cordiale e rendere più piacevole la compagnia dei presenti.

Si potrebbe immaginare un effetto a catena causata da una singola azione...

Nel più profondo di noi, tutti vorremmo fare ciò che sentiamo giusto, andare oltre noi stessi, investire la nostra energia, tempo, emozioni, creatività per una causa più grande. Rispondiamo non solo ai nostri bisogni, ma anche al nostro imperativo morale di fare ed essere più di quanto potremmo aspettarci. Niente ci dà la più grande soddisfazione personale come dare un contributo.

 

 

Aggiungi un commento

Il tuo nome:
Indirizzo email:
Titolo:
Commento (è consentito l'uso di codice HTML):