Home » Chiaramontesi lontani » Chiaramontesi lontani: Lettera dagli States

Immagini del paese

Chiesa Cunventu 12.JPG

Statistiche

Tot. visite contenuti : 6586569

Notizie del giorno

 
Chiaramontesi lontani: Lettera dagli States PDF Stampa E-mail
Valutazione attuale: / 70
ScarsoOttimo 
Martedì 16 Novembre 2010 13:36

di Gianfranco Cappai

 

Novembre è un mese piuttosto speciale per gli americani. Per varie ragioni. Si percepisce già l'odore del Natale nell'aria, si cominciano a vedere le prime semplici ma graziose luminarie, le foglie morte si adagiano sulle strade e quelle che ancora hanno la forza di aggrapparsi agli alberi assumono sfumature colorate bellissime tra il giallo e il rosso.

Ma ciò che rende novembre ancora più particolare sono due ricorrenze molto sentite da questa parte del mondo. Una, già passata, è quella di Halloween. L'altra, che si festeggerà il 25, è quella del Ringraziamento, una festività dal sapore esclusivamente nordamericano.

L'origine di questa festa risale al 1621, quando 102 coloni partiti da Plymouth (Inghilterra) e la tribù di indiani Wampanoag condivisero un autunno di fratellanza e armonia. I poveri coloni, scappati dalla loro Inghilterra alla ricerca di libertà (soprattutto quella di culto) e di una nuova terra che offrisse prosperità, sbarcarono dopo 66 giorni di navigazione in un'area molto più a nord della loro destinazione prefissata.

Un mese dopo, la Mayflower (questo il nome della loro piccola imbarcazione), navigando verso sud, arrivò nella baia del Massachusetts e fu lì che i pilgrims ("pellegrini") cominciarono a costruire le basi del villaggio che avrebbero poi chiamato Plymouth. L'inverno fu però terribile e i coloni furono costretti a cercare riparo all'interno dell'imbarcazione stessa, la quale divenne dopo poco tempo focolaio di malattie contagiose che, a loro volta, causarono diverse morti.

Circa la metà dei pellegrini, però, sopravvisse e per questi ultimi fu quasi un sollievo rendersi conto che forse il peggio era passato. Cominciava per loro, infatti, la prima primavera nel New England (il New England è l'attuale area nord-orientale degli Stati Uniti che comprende stati quali il Maine, il Vermont, il New Hampshire, la Virginia, il Massachusetts etc.).

Era il mese di marzo, e i sopravvissuti decisero quindi di fare un'altro tentativo, raggiungendo di nuovo la terra ferma. Ciò che videro e udirono, però, li lasciò di stucco: un indiano Abenaki, in esplorazione nella zona, li salutò in inglese! L'indiano si rese subito conto della grave situazione e decise, alcuni giorni dopo, di tornare insieme ad un altro nativo americano, di nome Squanto, che parlava quasi perfettamente la lingua dei coloni poiché anni prima era stato rapito e venduto come schiavo da un capitano inglese (Squanto riuscì poi a liberarsi e scappare verso Londra, citta' dalla quale comincio' il suo viaggio per tornare nella sua terra natìa).

Squanto insegnò ai pellegrini indeboliti dalla malattia e dalla malnutrizione come coltivare il grano, come estrarre la linfa dagli aceri, come pescare ed evitare piante velenose. Cosa più importante, li aiutò a creare un'alleanza con la tribù locale: i Wampanoag. Un'alleanza che durerà per più di 50 anni e che sarà, purtroppo, l'unico esempio di armonia tra coloni europei e nativi americani.

Fu in seguito, nel 1863, nel bel mezzo della guerra civile americana, che il presidente Abramo Lincoln dichiarò quella del Ringraziamento come una festività nazionale da osservare ogni novembre. La tradizione infine vuole che il Ringraziamento si festeggi con la famiglia, banchettando con l'immancabile tacchino (e tante altre leccornie) dopo aver pregato Dio (e qua nell'Oklahoma il sentimento religioso è davvero molto forte), ringraziandolo sia per aver salvato i pellegrini nel 1621 (gli "antenati" degli statunitensi odierni), sia per il momento felice che si sta per trascorrere.

Le case si addobbano con colori autunnali e con oggetti che richiamano l'idea del raccolto: zucche, piccoli spaventapasseri, cestini con foglie secche, ghiande e frutti di bosco e durante questo periodo si organizzano (almeno qua nella cittadina di Claremore) diverse feste con riferimento vittoriano. Una di queste, che si terrà il prossimo fine settimana, viene chiamata "Dickens on the boulevard". È questa una manifestazione dal sapore Dickensiano (da Charkes Dickens, famoso scrittore inglese dell'epoca) che si tiene nella downtown (il centro) della cittadina.

Chiunque volesse partecipare può scegliere di vestirsi con abiti dell'epoca (vi sarà un concorso per l'abito più bello e fedele alla tradizione ottocentesca) o semplicemente di girovagare e visitare i negozi o le botteghe artigiane che per l'occasione cambieranno a loro volta 'abito' per fare in modo di trasportare i visitatori indietro nel tempo.

 

Ultimo aggiornamento Giovedì 30 Novembre 2017 09:58
 
Commenti (2)
Una pagina di storia
2 Venerdì 26 Novembre 2010 18:56
Salvatore Soddu

Complimenti Gianfranco, per la bella descrizione di un periodo che ha lasciato il segno nella storia americana. Proprio un bel racconto, come leggere un bel libro di avventure. Visto il tuo talento di scrittore, aspettiamo altri tuoi racconti. Alla prossima puntata. Grazie. Un caro saluto insieme a compare Carlo, che grazie al suo “sito” si ha l'occasione di comunicare e sentirci più vicini. Con stima Salvatore
---
Grazie anche a voi, caro compare. Per l'attenzione e per l'amicizia. Ricambio i saluti. (c.p.)

L'unione fa la forza
1 Venerdì 19 Novembre 2010 00:40
peri52
Complimenti Maestro, la Famiglia Patatu ha un inviato speciale anche in America, Gianfranco Cappai. Dalla foto si vede che si trova bene in America.


102 coloni coraggiosi, pieni di speranza alla ricerca di una vita migliore. Consapevoli che la loro forza, era l'unione della comunità, creata prima di partire. Con questo bellissimo racconto, pieno di dettagli, anche noi siamo stati in America, nella città di Claremore. Con il pensiero rivolto verso l'inviato speciale tzaramontese Gianfranco Cappai. Complimenti vivissimi.


Qui Milano vi saluta Salvatore

---

La foto, in realtà, non è proprio recentissima, essendo datata circa 9 anni fa. Ora Gianfranco si è un po' impollastrato e pesa qualche chilogrammo in più. Per il resto nulla è camcbiato, a parte il fatto che, all'epoca della foto, non aveva ancora conseguito la laurea in lingue straniere. Che adesso sfrutta con l'esperienza che va maturando negli States. Qui vive stabilmente da oltre un anno, dopo una precedente esperienza di qualche anno fa. Ti saluto. (c.p.)

Aggiungi un commento

Il tuo nome:
Indirizzo email:
Titolo:
Commento (è consentito l'uso di codice HTML):