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La Tribuna: A cantare "Sos Tres Res" c'ero anch'io... PDF Stampa E-mail
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Venerdì 07 Gennaio 2011 13:11

di Salvatore Cossu

Shaffhausen (CH) - Grazie alle nuove tecnologie, ma soprattutto grazie a te, caro Carlo, che le applichi, rendendoci informati in tempo reale sugli avvenimenti (quasi) quotidiani vissuti attorno al nostro paese.

Questo servizio, oltre a "rinverdire" antiche tradizioni, a me ha regalato momenti di grandi emozioni. E` stato veramente emozionante vedere tanti primi piani di volti conosciuti, quasi familiari, brindare con allegria, con quell'aria festosa che, nella memoria, pure a me porta in quella atmosfera di tradizioni vissute piacevolmente tanti anni fa, comunque mai scordate, se pure, purtroppo, andando nel tempo, via via dimenticate. Per cui va un bravissimo ed un grazie di cuore per averle, in qualche modo e misura, fatte rivivere, rinfrescando la memoria dei ricordi.

A proposito di ricordi, scusa Carlo, se mi permetto una piccola precisazione riguardante la versione de Sos Tres Res in tema musicale "vitti 'na crozza...". Quel trio che realizzo`la prima esibizione di quella edizione, in realtà era un quintetto, del quale, oltre a Cesare, Gregorio, il panettiere forestiero, facemmo parte io e Vittorio Pinna. Se ricordo bene, era il 1964.

Il panettiere si chiamava (spero si chiami ancora, non ci sono stati piu contatti) Piero Crasta, era di Berchidda ed era bravo a suonare la chitarra. Fu lui l`ideatore dell`adattamento musicale a quel brano. Gregorio, Cesare e Vittorio sicuramente si ricordano. Il mio ruolo all`interno del gruppo era quello di animare senza far sentire la voce. La mia esibizione era limitata al movimento labiale, poiché la mia dotazione canora non è proprio ai livelli di Tajoli, Villa o Celentano. Fio istonadu che una campana. All`interno del gruppo ero comunque gradito. Solidarietà che rinforza il valore della sincera amicizia tradizionalmente accomunata fra le vecchie compagnie e saldamente mantenuta nel corso degli anni.

Cari saluti ed infiniti auguri di BUON ANNO.

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Grazie a te per il contributo dei tuoi ricordi, che hanno concorso a rischiarare l’immagine nebulosa che mi è rimasta di quell’evento. Datato, come dici, 1964. Non un trio, dunque, ma un quintetto, col chitarrista che si chiamava Piero. E che era di Berchidda. Tu, quindi, non cantavi. Come zio Antonio Piras durante l’esecuzione di “Giovinezza giovinezza..." (essendo egli agente del dazio in tempo di guerra e fascista per convenienza) “facevi di barre...”.

Ricordo pure che, alla fine del giro, tutti siamo confluiti nella sala da ballo (Cinema Fontana), frastornati e, manco a dirlo, alquanto brilli. In quell’arena, in attesa che arrivassero le ragazze per dare il via alle danze, abbiamo continuato a cantare, confrontandoci ancora una volta. Mentre voi cantavate, qualcuno provvedeva a “rifornire” il chitarrista portandogli il bicchiere di vino alla bocca, affinché potesse continuare a strimpellare le corde della sua chitarra. Senza interruzioni.

La versione de “Sos Tres Res” cantata sul tema musicale di “Vitti ‘na crozza...” ebbe grande successo. Tant’è che la si canta ancora. Onore al merito; e quindi a Piero Crasta, che salutiamo.

Saluti e auguri anche a te. (c.p.)

 

 

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