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Sabato 08 Gennaio 2011 12:51

Un Sindaco del gentil sesso a Chiaramonti? E perché no?...

di Claudio Coda

Qualche giorno fa, sono stato a cena con amici e tra i commensali era presente un primo cittadino. Mi era capitato spesso farlo, ma con un sindaco. Con una sindaca, mai!

Tra i convenevoli, sono stato attento alle qualità che la signora ha evidenziato: concretezza, determinazione, sicurezza che ha esposto nella veste di cittadino, prima di tutto, e di amministratore poi.

Senza giri di parole, caratteristiche queste del politichese, ha affrontato temi molto qualificanti quali: progetto ecologico, sviluppo del territorio, analisi e terapia per il centro urbano con particolare riferimento alla conservazione dell'esistente e parte integrante della storia del paese, comunicabilità costante con il cittadino che è anche elettore. Ed altro ancora.

Insomma, come una buona madre di famiglia, ha messo in fila e in ordine le priorità assolute. Con autorevolezza è emersa tra gli altri, uomini compresi. In estrema sintesi: una donna con gli attributi al punto giusto. Che, per pigrizia mentale, rivolgiamo alla solita figura dell'uomo.

In quei frangenti conviviali, la mia mente ha ripercorso la storia delle municipalità chiaramontese: non si è mai avuto, ma forse minimamente pensato, candidare una sindaca. Le quote rosa non esistevano e le decisioni delle varie commissioni elettorali esprimevano solamente figure maschili.

E se...!

La butto così: se se ne creassero i presupposti anche a Chiaramonti? I miei concittadini sarebbero pronti ad esprimersi per un nominativo al femminile?

Rispondo (fra me )... e perché no!

Vedo attualmente, nell'agone politico e non, figure femminili abbastanza concrete sotto diversi profili che non sto a ricordare. Per essere precisi, ne intravedo due. Tutte due con gli "attributi", avendone riconosciuto qualità non trascurabili. Delle quali talvolta in contrasto con i miei punti di vista, ma tanto di "chapeau" al merito.

Le due in questione dimostrano carattere, concretezza naturale (rari nantes!) , che reputo essenziali nella conduzione della "res publica", ed infine, qualità non trascurabili, alquanto battagliere. Almeno così le vedo dal mio esile ed ininfluente punto di vista.

Una volta eletti, di solito, ci si adagia e si tira a campare sino al prossimo giro. Raramente qualcuno emerge per autorevolezza, indipendentemente dal ruolo ricoperto. Il criterio di scelta, sempre adottato nelle commissioni elettorali, è stato quello di "portatore di voti". Di voti sì, ma non di proposte razionali.

È sacrosanto attingere al serbatoio di voti che un candidato personalmente possiede rispetto ad altri. Alla conta ci si deve arrivare. Ma per amministrare servono perseveranza e dedizione, che talvolta l'eletto con gran numero di preferenze non ha.

In un piccolo centro tutti ci conosciamo, sappiamo tutto di tutti o quasi; alle volte anche troppo, e quindi possiamo liberamente soppesarne le capacità. Fermo restando che in un paese democratico come il nostro, tutti possono essere eletti. Ivi compresi quelli che per forma mentale non possiedono dette progettualità. È il prezzo del senso democratico e, pertanto, valore assoluto.

Dicevo: attualmente queste due donne hanno una marcia in più, rispetto ai colleghi maschietti eletti. Allora che dire, se non auspicare e applicare per il prossimo venturo, quando Dio vorrà, il metodo delle primarie anche a Chiaramonti?

Eva contro Eva e in più, qualora lo volesse, anche qualche maschietto; ma che sia dotato di attributi come quelli presenti nelle Eva in discussione. Sarebbe interessante come logica di proposta, sia politica che sociale, contribuendo ad una svolta questa sonnacchiosa comunità.

Non parrebbe un'avventura essere amministrati da una sindaca, se poi è una con gli attributi, ancora meglio!

Guardiamo la politica in campo nazionale e, per far esempio, la Rosy Bindi: l'unica figura con i pantaloni in quel travagliato PD. Portarli le è persino facile, poiché non avendo da mettere in rilievo l'aspetto fisico, mette in evidenza quello intellettivo. Cosa essenziale e di non poco conto, in una marea di mezze calzette nel proprio interno e veline e starlette di turno dall'altra parte.

Ho detto la mia, forse strampalata, ma con beneficio d'inventario. Infine, una precisazione è d'obbligo . Ciò detto è dipendente dalle eventuali scelte che il mio buon amico (per dirla alla Cossiga) Sindaco Giancarlo, dopo lo "ius primae noctis" non decidesse per le "secundae".

Auguri a tutti indistintamente. Anche agli Amministratori ai quali chiedo affettuosamente più responsabilità. Chi scrive, nel 2007, per dovere e passione civile, ha percorso 500 km per dare un voto, un semplice ed ininfluente voto. Lasciando a Cagliari una grave situazione familiare.

 

 

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