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Giovanni Spano, biografia e viaggi culturali in “Continente” PDF Stampa E-mail
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Lunedì 10 Gennaio 2011 00:34

di Paolo Pulina

Giovanni Spano nacque a Ploaghe l'8 marzo 1803. Come racconta egli stesso, accompagnato su un ronzino dal più grande dei fratelli, lascia, all'età di nove anni, il «villaggio» natio ed entra «tutto maravigliato ed in estasi nella bella Sassari per ivi "iniziarsi" agli studi».

A Sassari, al Collegio degli Scolopi e poi al Seminario tridentino, Spano deve superare la non metaforica «prova della sferza»; parla, e quindi capisce, solo il logudorese ed è costretto, a colpi di staffile, a imparare acceleratamente l'italiano («Io non capiva, anzi non aveva mai inteso dal mio maestro - un prete, sacrista maggiore della parrocchia di Ploaghe - pronunciare una sola parola italiana»).

Si appassiona allo studio delle lingue («Ischire limbazos est sabidoria», «Sapere le lingue è sapienza», è il proverbio sardo che Spano apporrà come exergo del Vocabolariu sardu-italianu e del Vocabolario italiano-sardo); si occupa di indagini archeologiche sul campo cominciando a scavare nelle campagne del suo paese natale.

Dopo esser diventato maestro di arti liberali (a 18 anni), segue i corsi di Teologia che conclude, nel 1825, a 22 anni. Insegna inizialmente nelle scuole elementari di Sassari e poi nel 1831 decide di partire per Roma. Qui si perfeziona nella conoscenza delle lingue orientali (ebraico, siro-caldeo, arabo) e frequenta corsi di greco, archeologia e fisica sacra.

Ritorna in Sardegna nel 1834 chiamato a insegnare, a 31 anni, Sacra Scrittura e Lingue orientali nella Regia Università di Cagliari.

Negli anni seguenti Spano ritorna frequentemente in "continente" per approfondite visite di studio, in particolare negli anni 1836, 1840, 1854, 1856, 1871 (in quest'ultima occasione, per partecipare, festeggiatissimo, a Bologna, al Congresso internazionale di antropologia e di archeologia preistorica).

Nel maggio 1839, oltre l'insegnamento, gli viene affidato l'incarico di direttore della Biblioteca Universitaria, che tiene per tre anni. Nominato canonico prebendato di Villaspeciosa, Spano si può dedicare anima e corpo alle sue ricerche predilette. Nel 1840 edita la prima delle sue grandi opere dedicate a quelle che i suoi superiori bollavano come «inezie della lingua vernacola», cioè i due volumi dell'Ortographia sarda nationale o siat Grammatica de sa limba logudoresa cumparada cum s'italiana (con frontespizio anche in italiano Ortografia sarda nazionale, ossia Gramatica della lingua logudorese paragonata all'italiana).

Negli anni seguenti pubblica numerosi saggi sia di argomento linguistico sia su temi archeologici. Nel 1851 e 1852, a Cagliari, presso la Tipografia Nazionale, da alle stampe, rispettivamente, il Vocabolariu sardu-italianu e il Vocabolario italiano-sardo.

Dal 1855 al 1864 cura la pubblicazione del "Bollettino Archeologico Sardo", nelle cui pagine riferisce i risultati delle sue infaticabili indagini sul campo.

Dal 1857 è Rettore dell'Università di Cagliari. Nel 1871 gli viene assegnata la direzione del Commissariato sopra i musei e scavi di antichità della Sardegna. Con Regio Decreto del 15 novembre 1871 viene elevato alla dignità di Senatore del Regno.

Giovanni Spano morì a Cagliari il 3 aprile 1878.

Giovanni Spano “in Continente”

Nel 1834, Giovanni Spano, prima di ritornare in Sardegna, da Roma raggiunge Torino (maggio 1834) e quindi Genova per prendere la nave per la Sardegna.

Nel 1836, il bastimento a vela che era partito dalla Sardegna (26 marzo) per Genova è costretto a riparare a Piombino, dove rimane per tre giorni. Spano arriva a Genova il 2 aprile e a Torino l'8 aprile. A Torino incontra Ludovico Sauli d'Igliano, Amedeo Peyron, Carlo Boucheron, Cesare di Saluzzo dei Conti di Monesiglio.

Parte per Milano il 4 giugno: lì incontra Francesco Cherubini. Il 18 giugno è a Mantova. Nell'agosto è a Verona, il 12 agosto a Padova (abate Federici, archeologo Giuseppe Furlanetto). A settembre è a Venezia (Salvatore Pinna Crispo sassarese, oriundo di Osilo, bibliotecari Pietro Bettio e Bartolomeo Gamba, Pier Alessandro Paravia). Il 17 novembre è a Rovigo. Quindi passa a Bologna, Ferrara, Rimini, Foligno e Spoleto. Il 6 dicembre 1836 è di nuovo a Roma. Quindi a Napoli, Pozzuoli, Pompei.

Rientra a Cagliari il 30 agosto 1837. È ancora a Genova agli inizi di aprile 1840. Il 4 aprile è a Pisa (egittologo Ippolito Rosellini). Dopo essere passato per Lucca e Pistoia, il 13 aprile è a Firenze (direttore del Museo Archeologico Michele Arcangelo Migliarini). Alla fine di maggio si trasferisce a Modena (prof. Celestino Cavedoni, il letterato M. Antonio Parenti, il bibliotecario Lombardi e Alessandro Soli Muratori); quindi è a Parma (bibliotecario Angelo Pezzana) e poi a Milano (ancora prof. Cherubini).

Il 28 giugno parte per Torino (Leonzio Massa Saluzzo, Peyron, il conte Sauli, Paravia). Nei primi di luglio è a Genova, da dove riparte per Cagliari.

24 giugno 1854 riparte dalla Sardegna per Torino (Convitto, cav. Monti), poi è ad Alessandria (Convitto, prof. Botto), a Moncalieri (Convitto, P. Notari), e a Genova (Convitto, G. Barberis).

Di nuovo a Roma nel giugno 1856. Da Roma riparte per Civitavecchia, Livorno e arriva a Genova (commendator Demetrio Murialdo; Convitto del preside Barberis). Il 29 giugno 1856 si dirige verso Torino (ministro della Pubblica Istruzione Giovanni Lanza; Convitto del cav. Monti; conte Luigi Cibrario, Pier Camillo Orcurti, direttore del Museo egiziano; Paravia, Domenico Promis, Aporti, Giovenale Vegezzi Ruscalla, prof. Bernardo Bellini).

Resta a Torino fino al 3 di luglio, poi da Genova riparte per la Sardegna. Il

1. ottobre 1871 partecipa, festeggiatissimo, a Bologna al Congresso internazionale di antropologia e di archeologia preistorica.

 

Ultimo aggiornamento Martedì 26 Aprile 2011 23:09
 
Commenti (1)
LA CONOSCENZA
1 Martedì 25 Gennaio 2011 01:23
peri52

La conoscenza del bene e del male. Questo è dato a tutti. Purtroppo in questo tempo, che potrebbe durare troppo, per la nostra esistenza naturale, è difficile scindere il bene dal male. Nel 1852 un grande uomo Sardo edita il vocabolariu “sardu italianu" e il vocabolario "italiano sardo", difendendo così il suo popolo, per quella che è la sua storia e la sua integrità morale, tramandata nei secoli.


Punto, a capo, lettera maiuscola.


Difficile descrivere il sentimento che ha suscitato dentro di me. Scusate, gentili naviganti, portate pazienza. In Italia si parla italiano, nel mondo commerciale si parla inglese, non per questo siamo obbligati a studiare inglese, diversamente ci sentiremmo defraudati della nostra cultura e storia.


La lingua Sarda ai Sardi, dopo possiamo sapere altre lingue e sentirci padroni di noi stessi, perché è piacer nostro esserlo. W il popolo Sardo e la sua lingua.


Grazie a questo sito della Famiglia Patatu, oggi ho scoperto qualcuno che nel lontano 1852 mi ha rappresentato nel mondo con la sua edizione del vocabolariu "sardu italiano e il vocabolario italiano sardo" Grazie Dottor Paolo Pulina. Al prossimo personaggio, sempre Sardo naturalmente.


Salvatore quel de milan,inviato speciale Famiglia Patatu vi saluta.

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