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In ricordo di Giovanni Gavino Tolis, medaglia d’Oro PDF Stampa E-mail
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Martedì 25 Gennaio 2011 16:14

Il capitano Gerardo Severino, direttore del Museo Storico e capo sezione dell’Ufficio Storico della Guardia di Finanza in Roma, c’invia l’annuncio che segue per invitare chiunque lo voglia a partecipare alla cerimonia.

Pubblichiamo volentieri il messaggio, ringraziando l’autore. Che, lo ricordiamo, ha svolto le ricerche che hanno portato alla luce le vicende personali e professionali del finanziere chiaramontese Giovanni Gavino Tolis. E grazie alle quali il Presidente della Repubblica lo ha insignito della massima onorificenza al valore civile. Il frutto di tali ricerche è stato condensato in un libro che lo stesso Severino ha già messo in bozze e che sarà pubblicato a breve.

Sullo stesso argomento, nelle prossime settimane si terrà a Sassari una cerimonia solenne, presso il comando provinciale della Guardia di Finanza. Nella circostanza, in mancanza di eredi diretti di Giovanni Gavino Tolis, la medaglia d’Oro sarà consegnata al Sindaco di Chiaramonti, perché la custodisca presso la Casa comunale per conto della Comunità chiaramontese.

Ecco il testo dell’invito:

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“Giovedì 27 gennaio 2011, alle ore 10,30, presso la sala conferenze del Museo Storico della Guardia di Finanza (Roma, Piazza Mariano Armellini, n. 20) si terrà un incontro di riflessione in ricordo del Finanziere Giovanni Gavino Tolis, nativo di Chiaramonti (SS), in servizio a Ponte Chiasso (Como), trucidato dai nazisti a Mauthausen il 28 dicembre 1944, colpevole di aver favorito la fuga in Svizzera di centinaia e centinaia di ebrei, antifascisti e renitenti alla leva repubblichina.

“Alla sua memoria è stata recentemente conferita dal Capo dello Stato la Medaglia d'Oro al Merito Civile "Alla Memoria". Relatori il generale Luciano Luciani ed il capitano Gerardo Severino, rispettivamente Presidente e Direttore del Museo Storico del Corpo. Interverrà la nipote dell'eroe, signora Giovanna Tolis".

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Ricordiamo altresì che il 27 Gennaio è giornata dedicata “alla memoria”. Per non dimenticare. Per riflettere su quanto è accaduto negli anni delle dittature nazista in Germania e fascista in Italia. E perché la vergogna di quella tragedia non abbia a ripetersi. Non mancando, da parte nostra, di sottolineare che eventi del genere possono accadere soltanto quando le comunità interessate lo consentono. O, quanto meno, mostrano indifferenza rispetto a ciò che accade intorno.

Democrazie e Libertà, ci hanno insegnato i Padri, sono beni preziosi la cui conquista, lungi dall'essere definitiva, va consolidata giorno dopo giorno. Senza abbassare la guardia. Mai. A questo proposito, con l’invito a meditarci sopra, riportiamo di seguito quanto scriveva Bertold Brecht nel 1938:

“Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento, perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti e io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me e non c’era rimasto nessuno a protestare”.

 

Ultimo aggiornamento Martedì 25 Gennaio 2011 17:43
 

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