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Grazie, Gavino Tolis, per averci onorato PDF Stampa E-mail
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Giovedì 03 Febbraio 2011 21:12

 

La Medaglia d’Oro al valore civile, assegnata ‘alla memoria’ al finanziere Gavino Tolis, ora è nostra. Dei chiaramontesi. Ce l’ha consegnata stamattina il comandante provinciale della Guardia di Finanza nel corso di una cerimonia solenne svoltasi nella sala del Consiglio comunale.

Il sindaco l’ha ricevuta in nostro nome, impegnandosi a custodirla gelosamente nella Casa comunale.

La nostra Casa.

 

Il giovane Tolis, arruolatosi non ancora ventenne, fu destinato a presidiare la frontiera italo-svizzera di Chiasso. Qui si attivò subito a favore delle organizzazioni partigiane e antifasciste, prodigandosi a beneficio dei profughi ebrei e dei perseguitati politici. Aiutandoli anche a espatriare e a portare oltre confine i loro averi.

Scoperto dalle milizie fasciste repubblichine, fu consegnato alle SS naziste. Che, alla fine di Aprile 1944, lo deportarono in Alta Austria, internandolo nel lager di Mauthausen-Gusen. Vi morì di stenti il 28 Dicembre dello stesso anno e fu bruciato in un forno crematorio. Delle sue ceneri non ci rimane traccia.

Ci sono voluti quasi settant’anni, per rendere onore al merito. E ciò è potuto avvenire grazie all’Ufficio Storico della Guardia di Finanza. In particolare, al capitano Gerardo Severino, che ha condotto laboriose ricerche d’archivio, istruendo poi la pratica che ha consentito al Presidente della Repubblica di dare a Cesare quel ch’è di Cesare. Il frutto di quel lavoro sarà pubblicato a breve per i tipi dell’editrice Carlo Delfino di Sassari.

Stamattina, su invito del Sindaco di Chiaramonti e del comando provinciale della Guardia di Finanza, la sala del Consiglio era affollata di molte autorità civili, militari e religiose. Un parterre d’eccezione che, insieme a una rappresentanza nutrita di chiaramontesi, ha reso onore a Tolis stringendosi ai suoi parenti, convenuti in paese per l’occasione. Fra questi, la nipote diretta Giovanna, figlia di suo fratello Francesco, noto Cischeddu.

Il consiglio comunale, convocato in seduta straordinaria e solenne, ha raccolto e registrato tutti gli interventi che, conclusa la relazione introduttiva del Sindaco, si sono susseguiti nel salone.

Subito dopo l’introduzione del sindaco Giancarlo Cossu, il colonnello Corrado Pillitteri, comandante provinciale dei finanzieri, ha svolto la relazione illustrativa delle ragioni che sottendono l’assegnazione della medaglia, leggendone la motivazione. Quindi la consegna dell’onorificenza nelle mani del Sindaco, accompagnata dall’applauso caloroso e prolungato del pubblico. Levatosi rispettosamente in piedi.

Su invito del primo cittadino, hanno porto brevi indirizzi di saluto:

- il presidente del Museo Storico della Guardia di Finanza generale Luciano Luciani

- il comandante regionale della Guardia di Finanza generale Francesco Bucarelli

- il questore di Sassari dott. Antonello Pagliei

- il colonnello Francesco Atzeni, comandante provinciale dei Carabinieri

- il dott. Muntoni, capo dell’Ispettorato ripartimentale Foreste con sede a Tempio

- il prof. Attilio Mastino, Rettore dell’Università di Sassari

- il tenente colonnello vice comandante del 152. Reggimento ‘Brigata Sassari’.

A questo punto, la parola è passata al Consiglio. I due capi gruppo dell’opposizione Gavino Pinna e Toruccio Sotgiu hanno dato anch’essi un contributo a meglio delineare la figura del cittadino Tolis e della sua condizione familiare e lavorativa in paese, prima dell’arruolamento.

Poi è stata chiamata al microfono Giovanna Tolis, unica nipote diretta di Giovanni Gavino Tolis. La quale, pur vinta dalla commozione, ha saputo pronunciare parole sentite ed espressioni di gratitudine alla Guardia di Finanza, all’Amministrazione comunale, ai presenti e al capitano Gerardo Severino. Che è stato l’artefice principale dell’iniziativa conclusasi con l’assegnazione della medaglia. E il cui nome è riecheggiato più volte, nel corso della mattinata.

A sorpresa, il Sindaco ha invitato a esprimersi gli ex sindaci presenti. Che non si sono sottratti. Sono intervenuti, nell’ordine, Carlo Patatu, Giovanni Soro, Nando Diana e Tore Patatu. Tutti, in vario modo, hanno ben delineato, ricorrendo anche all’aneddotica, gli aspetti umani del Tolis e dei suoi familiari. Riconducendone la figura alla sua dimensione umana, prima che eroica.

Ha chiuso gli interventi il parroco don Virgilio Businco, portando anche il saluto personale dell’arcivescovo Paolo Atzei. Dopo i ringraziamenti, il Sindaco ha invitato i presenti a un buffet, allestito nel salone al piano superiore dell’edificio.

È stata una mattinata vissuta intensamente da chi ha partecipato alla bella cerimonia. Memorie, ricordi, accadimenti, rimpianti, storie, figure dei tempi presente e remoto: un caleidoscopio d’immagini sono venute alla mente. E che ciascuno di noi ha portato con sé, non mancando di commuoversi.

Un’oasi di tensione morale e di buoni sentimenti, ben distante da quanto, con abbondanza di particolari anche scabrosi, raccontano i giornali in questi giorni.

Giovanni Gavino Tolis, faccio mia la bella e significativa espressione di Emma Marcegaglia, era uno di quelli che andavano a letto presto. E che in cima ai propri pensieri aveva la Patria e il rispetto per l’Uomo, indipendentemente dalla sua condizione. Di grilli per la testa non ne aveva altri, lui.

Grazie ancora, Giovanni Gavino Tolis! Grazie perché, compiendo il tuo dovere fino al sacrificio estremo, onorando te stesso hai reso onore anche noi. Pur senza averne merito.

 

Per visitare la galleria di foto sulla cerimonia, cliccare qui

Ultimo aggiornamento Sabato 15 Dicembre 2012 01:24
 

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