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Ancora del finanziere Leonardo Vincenzo Satta PDF Stampa E-mail
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Martedì 15 Febbraio 2011 01:00

di Carlo Patatu

Ho letto con molto interesse la bella storia di un altro eroe chiaramontese narrataci qualche giorno fa dal capitano Gerardo Severino (v. Il finanziere Leonardo Satta, l'Eroe di Creta Rossa).

Mosso da curiosità, mi sono accertato che quel nome già figurasse nell'elenco ufficiale dei Caduti di tutte le guerre conservato in Comune. Ebbene c'è. Anche se vi figura solo come Vincenzo. Chiaramonti, dunque, non l'ha dimenticato.

Poi sono andato a consultare il registro dei battezzati dell'anno 1888. In uno dei fogli polverosi e ingialliti, ho trovato l'annotazione che cercavo. Scritta in latino, come d'uso a quel tempo. La pubblico in fotocopia, per chi ne abbia interesse e sia animato dalla mia stessa curiosità. Reca in calce la firma di Padre Pezzi, all'epoca parroco di Chiaramonti.


Eccone il testo, integrale tradotto in italiano:

"Nell'anno del Signore milleottocentottantotto, nel giorno decimosesto del mese di Fabbraio in Chiaramonti. Padre Pietro Aloisio Sassu pro-parroco battezzò un bambino nato il giorno dodicesimo di questo mese dai coniugi Antonio Satta e Vittoria Cuadu, al quale impose il nome di Leonardo Vincenzo. Furono padrini Battista Falchi Madau e Pietrina Falchi Polo. Del che da atto...

Firmato Padre Pezzi Vicario".

A margine di tutto ciò, aggiungo che il battesimo avvenne probabilmente nella vecchia parrocchiale de Su Monte 'e Cheja, tenuto conto che la nuova chiesa fu consacrata con solennità dall'arcivescovo Diego Marongio Delrio il 16 Settembre dello stesso anno.

Due notazioni, per concludere.

Il cognome della madre dell'eroe (Vittoria Quadu/Cuadu) nel testo redatto dal capitano Severino figura scritto con la Q, mentre nel registro dei battezzati è vergato con la C. Un errore? No di certo. Legittimamente il vicario Pezzi ha indicato quel cognome con la C, come altrettanto legittimamente Severino l'ha riportato con la Q.

E allora? Questa la mia tesi.

È noto che molti dei nostri cognomi altro non sono se non nomignoli (istivinzos) che, consolidatisi nel tempo, hanno finito col soppiantare il cognome vero e proprio (...a furia di chiamarlo così...). Oppure richiamano prodotti e strumenti legati al lavoro dei campi (Mela, Patatu, Piras, Latte, Sale, Budroni, Casu, Carru, Carboni); come pure si rifanno ad animali, domestici e non (Leoni, Falchi, Gallu, Porcu, Lepri, Gatti). Altri ancora a luoghi di provenienza degli interessati (Nulvesu, Posadinu, Busincu, Chiaramonti, Cossìga = Su 'e Còssiga; e cioè venuto dalla Corsica).

Ebbene, "Cuadu" in sardo significa "nascosto". Ecco perché, fino agli albori del Novecento, i registri anagrafici comunali e i quinquelibri della parrocchia riportano quel cognome scritto sempre con la C. Alla sarda, tanto per capirci. Soltanto in seguito, sicuramente per un processo di italianizzazione della nostra lingua materna, la C anteposta al dittongo si trasforma in Q.

Tant'è che, da sindaco, ho avuto modo di constatare che nei registri dello stato civile di questo Comune, in tanti casi la C di Cuadu è stata poi corretta, malamente e in barba alla legge, in Q. Facendo pure uso d'inchiostro differente.

Infine, il parroco Stefano Maria Pezzi, un carmelitano di origine algherese alla guida di questa parrocchia per ben 33 anni, ebbe l'opportunità di sovrintendere alla realizzazione di due opere importanti: la nuova chiesa parrocchiale e la canonica. Tuttavia, poiché ritenuto dai più attaccato al soldo e censurato per certi comportamenti non proprio ortodossi, a seguito di una sollevazione popolare fu costretto a lasciare il paese. Precipitosamente. (v. A fora su vicariu Pezzi...)

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 14 Febbraio 2011 14:25
 

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