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Bei costumi e tanta allegria nella prima sfilata di Carnevale PDF Stampa E-mail
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Scritto da Carlo Patatu   
Domenica 06 Marzo 2011 22:54

Perché non ripristinare il processo a Giolzi?

Sette carri allegorici e un numero imprecisato di gruppi spontanei hanno sfilato nel pomeriggio di questo primo giorno di Carnevale. Col consueto finale in piazza Repubblica.

Molti e vari i costumi, in genere di buona fattura. I cui colori sgargianti sono stati vieppiù vivacizzati da un sole splendido. La temperatura mite ha favorito la partecipazione dei chiaramontesi e dei tanti ospiti.

La manifestazione, voluta e organizzata come sempre dalla Pro Loco, ha riscosso il successo che ci si aspettava. E che ha meritato. L’appuntamento era per il primo pomeriggio, a Codinas. Le musiche diffuse a migliaia di decibel dagli altoparlanti dei singoli carri, mescolandosi un po’ confusamente fra loro, non hanno mancato di richiamare all’aperto tante persone. Anche quelle che, di solito, se ne stanno rintanate in casa. Per pigrizia o altro.

Partenza. Ha aperto il corteo Giolzi (Giorgio) imponente e autorevole re di cuori al centro di un’aiuola di carte da gioco. Così come accadeva in passato, quest’anno Giolzi ha messo in mostra con orgoglio un fallo gigantesco; per cappella la testa sorridente di B. Seguivano numerosi figuranti coi costumi della favola di Alice nel paese delle meraviglie. Re e regine di cuori, fiori, danari e picche. Coniglietti, orsetti e perfino un materasso, dal quale faceva capolino il volto del nostro giovane bancario, solitamente serioso.

Seguono una mini discoteca di bambini con tanto di DJ armato di cuffia e di quanto occorre allo scopo. Il 150. dell’Unità d’Italia è ricordato da una formazione che ha esposto la bandiera tricolore nazionale e quella regionale dei Quattro Mori. Al seguito, coppie di dame e cavalieri in costume d’epoca e parrucca.

Poi sono comparsi i Barbari. Un mix di Unni, Vandali e quant’altro. Abbigliati coi costumi dei pelliti e copricapo con corna vichinghe. Il loro carro era una sorta di capanna primitiva con tanto di fuoco acceso. Vero e fumante. Un breve intervallo ed ecco gli indiani e i cow boys che s’ispiravano alla saga della Conquista del West. Capi, guerrieri e squaw truccati a dovere, scalpi compresi, con indosso tutto l’armamentario che il cinema ci ha abituato a vedere. I caballeros montavano cavallini in gomma, scalpitanti e bizzarri.

Quindi l’incedere solenne di una pagoda cinese, splendida e monumentale, a rappresentare il gruppo Chiaratown. Mandarini in costume tradizionale, cinesine splendide coi corpi affusolati elegantemente fasciati da sete multicolori, impreziosite da ricami dorati. Particolarmente curate le rifiniture dal carro, parimenti addobbato con parati colorati e bellissimi.

Non è mancato il richiamo ai cartoni resi famosi dalle comparsate in TV: i Loonley Tunes siamo noi! Il cui carro, abbondantemente popolato di personaggi in cartapesta, era circondato da tanti figuranti con indosso costumi adeguati alla circostanza.

Altro richiamo importante all’Unità d’Italia: il gruppetto dei garibaldini, a rappresentare i Mille di Quarto e Marsala. Ma anche di Calatafini, Palermo e Milazzo. E su, su, fino a Teano. Accanto al Generale, una bellissima Anita fasciata dalla bandiera tricolore. O voleva essere, forse, la rappresentazione dell’Italia?

Infine, e non poteva mancare, la motocarrozzella di zio Mario. Con i consueti generi di conforto (leggi fiaschi di vino, pane e salsiccia).

Dopo l’arrivo in piazza, i solerti cuochi della Pro Loco hanno apparecchiato una tavolata lunga, imbandendola con fae a rebisale, pane, salsicce, formaggio, pancetta, testa in cassetta e lardo. E tanto, tanto vino. Rosso e generoso. Per finire, vassoi enormi di frittelle. Un animatore a intrattenere la piazza dal palco, diffondendo musiche del passato e del presente.

Finito di mangiare, via alle danze. Che, mentre scriviamo (manca poco alle 22.00), proseguono. Sicuramente andranno avanti fino alle ore piccole.

Martedì si replicherà. Stesso programma, stesso menu. Ci piacerebbe assistere, finalmente, alla riedizione del processo a Giolzi.

Infine, una osservazione: perché perdere tanto tempo a far girare i carri per le vie pressoché deserte del rione San Giovanni? Il lungo intervallo intercorrente fra il primo passaggio e la conclusione finale del corteo in piazza Repubblica spezza il ritmo della serata. Perché, giunti ai giardini, i carri non li si fa parcheggiare al solito posto e s’invitano i singoli gruppi a dar vita a un siparietto sul palco?

Complimenti alla Pro Loco, ai ragazzi e agli adulti che, con lo spirito consueto, ci hanno messo addosso un po’ di buonumore. E Dio sa quanto bisogno c'è di buonumore di questi tempi.

A un’ater’annu mezus!

Per visitare la nostra galleria d'immagini della sfilata cliccare qui.

 

Ultimo aggiornamento Martedì 08 Marzo 2011 16:06
 
Commenti (1)
Congratulazioni
1 Lunedì 07 Marzo 2011 20:32
Salvatore Soddu
Congratulazioni.


Dopo la esauriente (come sempre) descrizione del nostro “appassionato giornalista”, ho potuto seguire il carnevale Chiaramontese! Molto bello e colorato. Lo si può vedere dalle foto. Tutto questo è molto positivo e porta allegria alla Comunità. In un momento di crisi e di austerità, anche con queste iniziative si contribuisce a sollevare gli animi e pensare che tutti possiamo contribuire a creare un mondo migliore. Che nostalgia dei sapori della nostra terra: sa fae a rebisale, salsicce, testa in cassetta e lardo. Li possiamo trovare anche qui, ma non è la stessa cosa! Ma, come dice la favola della volpe e l'uva, tutto questo contribuisce a far crescere il colesterolo! Bei tempi, quando avevamo si tanti altri problemi, ma potevamo gustare i veri sapori della terra valorizzati dal sudore della fatica.


Complimenti e buon proseguimento! Con stima, Salvatore

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