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Condannato Giolzi... con pena sospesa PDF Stampa E-mail
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Scritto da Carlo Patatu   
Martedì 08 Marzo 2011 21:45

Il supplizio del rogo rinviato al prossimo Carnevale estivo

Se chiedete chi è, al momento, il personaggio più perseguitato dalla Giustizia, B. non esiterà a rispondervi: "Io!".

Non è così.

Il vero perseguitato della prima ora non è B., ma Giolzi. Che, comunque vada, riesce a tirarsi addosso accuse e reprimende di ogni genere. Di gravità inaudita. Per finire regolarmente condannato al rogo. Come in tempi di caccia alle streghe.

Nel processo inscenato in piazza qualche ora fa, al termine della seconda sfilata di Carnevale, un manipolo di magistrati comunisti, di toghe rosse prevenute e di parte non hanno esitato a condannarlo alla pena capitale. Come d’uso. Un giudice di sinistra e un pubblico ministero esacerbato gli hanno contestato reati da fare rabbrividire anche il più licenzioso dei dongiovanni. E il difensore, pur bravo e impegnato (nonché strapagato), non ha salvato l’imputato da una sentenza scritta ancor prima del processo.

D’altra parte, c’era anche il popolo urlante a invadere la piazza per reclamare la testa di quel buontempone di Giolzi. Che, dall’alto del suo scranno, seguiva imperturbabile lo svolgersi del dibattimento. Con distacco e nonchalance. Come se non lo riguardasse. Il suo fallo enorme con la testa sorridente di B. non ha dato nemmeno un segno di cedimento, restandosene imperturbabile. E in erezione.

I capi d’accusa spaziavano dall’adescamento di badanti novantenni all’esercizio abusivo del bunga bunga. Il tutto condito con battute salaci che i tre simpatici interpreti hanno fatto piovere a cascata sul pubblico plaudente, mentre leggevano il copione predisposto da Tore Patatu. Ma andando anche più in là.

E poiché la volontà popolare coincideva con l’idea del giudice di sinistra e di un pubblico ministero in evidente stato di eccitazione, oltre che mosso da invidia e rancore personali verso l’illustre imputato, la sentenza è stata di condanna piena. A morte, naturalmente. Mediante la messa al rogo. Il verdetto, manco a dirlo, è stato sottolineato da applausi scroscianti di consenso.

Ma... c’è stato un ma.

Se diamo esecuzione alla sentenza subito, ha fatto presente il giudice, come faremo per la sfilata del Carnevale estivo? Non possiamo farla senza Giolzi!

Detto fatto. Quel magistrato avveduto è stato capace (e senza nemmeno pensarci troppo) di trovare la quadratura del cerchio: ha dichiarato sospesa la pena e ne ha rinviato l’esecuzione all’estate prossima. Tuttavia, per dare al popolo vociante una dimostrazione pratica di come la Giustizia è giusta, ha ordinato che all’imputato fosse decapitato il ca... Seduta stante.

E così un boia serioso, abile e lesto, si è avvicinato a Giolzi armato di spada e... zac! La cappella con la testa di B., sempre sorridente, è caduta fra gli applausi.

Addio bunga bunga!

Dopo di che, tutti a ballare in piazza e a rendere onore alla tavolata imbandita dalla Pro Loco.

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 09 Marzo 2011 13:13
 

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