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La Tribuna: Altre strade rurali impercorribili PDF Stampa E-mail
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Venerdì 11 Marzo 2011 22:27

di Mario Unali

Tra le strade dell'agro chiaramontese, quella di Su Sassu non è certamente l'unica ad aver bisogno d'interventi di manutenzione. Ve ne sono molte altre.

La maggior parte le conosco perché le percorro, sia in auto sia a piedi, durante le mie visite ai siti naturalistici e in particolare a quelli che portano alle emergenze archeologiche, presenti numerose nel nostro territorio.

La maggior parte dei fruitori sono allevatori che vi sfrecciano con potenti fuoristrada per recarsi all'ovile. Vi sono però anche degli agricoltori, pochi a dire la verità, che ancora coltivano la vigna e il frutteto annesso, arrivandoci a piedi.

Uno di questi fino a poco tempo fa era mio padre, oggi ultranovantenne. Ogni mattina di buona ora a piedi a Giombachis, lungo stretti passaggi che si dipanano tra cespugli di rovo e macchie di lentischio. Mai nessun intervento manutentivo da parte del Comune, mentre in altri luoghi si materializzavano strade asfaltate e pulite dalle erbacee e sulle quali, forse casualmente, vi era la proprietà di qualche consigliere comunale o con altra carica amministrativa.

Dopo mie diverse segnalazioni al sindaco Schintu, ma anche per la sensibilità e l'attenzione mostrata dal tecnico comunale Antonio Canalis, si ottenne qualche piccolo risultato. Non si riuscì nell'intento di rendere camionabile il tratto che scende nel declivio di Carileghedu verso Cacchile per mancanza di fondi e anche per la fine ingloriosa della nostra Comunità Montana.

Oggi non ci si può più passare, è quasi impossibile.

Eppure mio padre ci vorrebbe andare ancora, lì ha lasciato gli affetti e il sudore della fronte. Qualche volta ce lo accompagniamo in auto passando attraverso diverse proprietà di amici, e non nella strada comunale come sarebbe giusto che sia. Io ci vado a piedi, qualche volta con amici puntando verso una zona archeologica molto importante. Passando attraverso le frasche che ricoprono lo stretto passaggio, si ha come la sensazione di scoprire qualcosa di nuovo. Ad ogni pie’ sospinto una nuova sorpresa.

Chissà se la mancata manutenzione era finalizzata a creare queste aspettative.

 

Le foto sono dell'archivio di Mario Unali, che ringraziamo.

 

 

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