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La Tribuna: Siamo su scherzi a parte? PDF Stampa E-mail
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Mercoledì 06 Aprile 2011 11:59

di Garzone di Bottega

Eravamo su scherzi a parte? Mica tanto!

Gli scenari presenti nell’assunto cronistico precedente possono essere letti in qualche modo come una nebulosa realtà dei fatti. Scherzosamente presentati, ma basati su realistiche congetture.

Di solito da garzone qual io sono, occupo l’attività lavorativa di bottega. Ascolto i consigli del mio maestro, ne seguo il percorso lavorativo, così pure i trucchi del mestiere, in previsione di poter, un giorno, mettermi in proprio con tanto bagaglio di esperienze e capacità lavorative.

Non voglio vivere sempre sotto padronello. Desidero uno spazio tutto mio.

Nella bottega del maestro arrivano clienti, giungono curiosi e qualche bighellone perditempo che, fermandosi, chiacchierano i fatti a modo loro, che in un piccolo centro come il nostro accadono. Raccontano, narrano e, talvolta, anzi più delle volte infatti, una piuma diventa alla fine una gallina spennacchiata.

Tanto si esagera, tanto si dice per narrare. Tutto per trascorre un’oretta in buona compagnia. Non sono iscritti all’Accademia della Crusca, né a gemmate. Io ascolto e accumulo dati, fatti, eventi e persone. Mi lascio coinvolgere appieno nell’ascolto di questi discorsi dei grandi e più capaci di me, ma standomene da lato.

Devo imparare molto, perché non sempre riesco ad afferrare il senso giusto degli argomenti in questione. Talvolta sto a sentire discorsi di cui non riesco a capire il significato e non cogliendone le essenzialità, senz’altro sbagliando, le elaboro a modo mio. Non ho ancora la furbizia del capo bottega.

Se mi indicano la luna, io guardo il dito. Sono un garzonato.

Ma fermiamoci al Primo Aprile: “le dimissioni del Sindaco!”. Certo era esplosiva nella sua interezza, ma rimango con il dubbio: potrà essere vera o rimarrà falsa?

Immagino due supposizioni:

a)- potrà essere vera?: con un colpo di teatro e di reni, il Sindaco Cossu ha giocato d’anticipo e, ristabilitosi dalla Sindrome di Stoccolma, ha mollato tutto e tutti con un: “signori miei belli, arrangiatevi! Così non posso più continuare, il gruppo originario si è sgruppato, dissolto di qua e di là, calci agli stinchi, rasoiate, mal di pancia, sgambetti che stanno oramai caratterizzando il mio lavoro amministrativo a discapito di tatticismi e strategie; avete speso il mio nome come una social-card. Arrivederci e grazie! Anzi addio!”.

Gran bel colpo! Sferrato in uno dei momenti più opachi del Risorgimento paesano.

Con lo stesso animo che ha caratterizzato sempre la mia condotta, ma riguardoso nei confronti di chi ne sa più di me e plaudente, mi rivolgo al mio Sindaco: “hai fatto bene, bravo!”.

b)- rimarrà notizia falsa?: mi domando se la maggioranza esista nella sostanza o è soltanto la forma che si vuole salvaguardare. Perché, se così fosse, io consiglierei al mio Sindaco di mollare tutto dopo aver spiattellato le vere cause della situazione generata, apertamente e pacatamente com’è d’uso tra i politici di razza.

Dimostrare che ha ragione da vendere, che non lo lasciano agire, perché lo costringono a stare dentro un camino troppo stretto e pieno di fuliggine; e Lui, uomo innovatore, non trova spazi a sufficienza e sponde disponibili. Quindi uomo frastornato, in “repressa solitudo”, non più sostenuto dal suo Pigmalione, azionista di riferimento, il quale aveva lanciato un’Opa amichevole nei suoi confronti e alla quale un po’ tutti avevano sottoscritto quote per un progetto di riferimento.

A quei tempi il toro era in rialzo. Ora l’orso indica il cattivo andamento azionario, in discesa libera e trova difficoltà ad esprime le migliori capacità di rialzarsi. Insomma un ’29 nostrano.

Mi permetto di suggerirgli, anche in questa supposizione, e per quanto possa contare la mia di uno a bottega: “amico mio, molla tutto, liberati da eventuali morse, lacci e laccioli che ti comprimono, che non ti fanno brillare di luce propria. Esci allo scoperto, sei ancora in tempo per dimostrare la tue capacità recondite. Di frecce per l’arco ne sono rimaste ben poche e i vari suk proposti sono stati alquanto sempliciotti, se non inadeguati”.

Bene hai fatto ad aver trasferito la tua residenza. Non ti meritano! Ti stanno bruciando le dita e qualcuno, invece, se le lecca.

D'altronde, l’altra metà della luna, la minoranza tutta, non mi pare capace di presentare forme ragionevoli di dissenso e qualificanti proposte che ne esprimano il disaccordo. Così altrettanto, pare, nei precari equilibri della stessa maggioranza. Sempre che il pronunciato disaccordo esista.

Reggere il moccolo a chi e per chi non è conveniente a nessuno: alla comunità e tanto meno al mio Sindaco.

Che Santa Giusta, dal basso ci protegga, perché San Matteo, dall’alto, si è distratto!

 
Commenti (6)
Il Garzone di mio Nonno
6 Mercoledì 04 Maggio 2011 19:15
N.Scanu

Il Garzone di mio nonno eh!!


Bello nascondersi dietro un comodo anonimato per sparare sugli altri riportando nomi e cognomi. Ma quello suo che fine ha fatto??


In fondo, si tratta semplicemente di aggiungere due parole alla fine di ogni suo lungo articolo..., ma evidentemente questo deve pesare parecchio al “Garzone di mio nonno”... uomo o donna che sia.


L’anonimato, come tutti sanno, è l’arma migliore dei codardi. Non è difficile capire che qui siamo di fronte ad un personaggio di spicco, noto alla piccola comunità e troppo bene informato e le informazioni di cui dispone non sono certamente raccolte per strada.


Mi viene spontaneo pensare alla rappresentazione dell’Ultima Cena di Leonardo... e, guarda caso, coincidono anche i numeri.


Saludos N.S.

Garzone
5 Venerdì 08 Aprile 2011 12:37
peri52

Lo stile della scrittura è fondamentale. Provo ad indovinare, se sbaglio non succede niente (spero). Il suo nome è: Claudio Coda. Comunque, chiunque esso sia, per me è molto simpatico e non scrive banalità.


Saluti da Salvatore quel de Milan inviato speciale famiglia Patatu.

Chi sei??
4 Venerdì 08 Aprile 2011 00:58
NandaScanu

Non ci capisco piu’ nulla... saro’ rimbambita ma il Garzone di Bottega chi e’? Suppongo che avra’ pure un nome... o no?


Saluti NS


---


Certo che un nome e cognome ce l'ha. E, come previsto dalle regole che ci siamo dati in questa redazione, li ha resi noti a me. Ma quel lettore preferisce sottoscrivere i propri commenti con uno pseudonimo: Garzone di Bottega, appunto. Io, che porto la responsabilità della conduzione del sito, ho il dovere di tutelare la riservatezza che mi si chiede e che è del tutto legittima. Avuto riguardo, ripeto, al fatto che questa redazione è a conoscenza di nome, cognome, indirizzo e recapito telefonico del Garzone. Concludendo, non siamo in presenza di un anonimo.


Grazie per l'osservazione e saluti cordiali a te, cara Nanda. (c.p.)

a garzone vero
3 Giovedì 07 Aprile 2011 18:57
Garzone di bottega

“E voi chi dite che io sia? “ (Gesù di Nazareth – Vangelo secondo Matteo)
Anche tu, caro Gian Mario (?), sei ancora, come me, un ischènte. Guardi il dito e non la luna!

L'ARTISTA
2 Giovedì 07 Aprile 2011 18:39
peri52

Impara l'arte e mettila da parte. Sono i pabassinoss la vera arte. Solo guardandolo fa venire l'acquolina in bocca. Che dire: ogni tanto il super mercato, con la esse lunga, fa qualche promozione dei prodotti sardi, non ho mai visto i pabassinoss.


Salvatore quel de Milan, inviato speciale famiglia Patatu, saluta tutte le donne che ancora oggi fanno in casa i pabassinoss.


---


Mia moglie è fra queste e ti ringrazia. Saluti anche a te. (c.p.)

Da garzone (vero) a Garzone.
1 Giovedì 07 Aprile 2011 11:01
Gian Mario

Ironico e divertente, complimenti.
Molto sveglio il Garzone, troppo modesto per uno che dice di vedere il dito mentre gli indicano la luna. Generoso dispensatore di consigli per uno che è ancora sotto "padronello" sta imparando l'arte... l'arte di che??? Spero che un giorno il Garzone prenderà "licenza" così conosceremo la sua vera identità. Anche perché ho l'impressione che non sia più tanto giovane per stare ancora a "bottega".

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