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La Tribuna: “Garzone di Bottega”; ma chi è costui? PDF Stampa E-mail
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Replica garbata e doverosa alle supposizioni fantasiose di “Salvatore quel de Milan”

di Claudio Coda

Gentile inviato speciale della famiglia Patatu.

Curiosa la sua congettura, in effetti siamo sull'articolo "Scherzi a parte!".

Trovo insolito e singolare quanto afferma, ovvero riconoscere persona, non avendola né vista, credo, né conosciuta, credo, tanto meno frequentata, ma solamente dallo "stile" e ciò mi pare, onestamente, avventuroso e azzardato.

Soprattutto quando se ne indica il nome.

Si è consultato, forse, con la redazione di cui si pregia o avuto qualche dritta fornitagli da qualche esperto del linguaggio?

Amichevolmente sto allo scherzo, anche se in Quaresima, e pertanto non glie ne voglio! Infatti come lei dice "non succede niente", ma un pochino più di riserbo non sarebbe male e le avrebbe fatto onore. Indipendentemente che io lo sia o non lo sia.

Siamo tutti un po' libertari e libertini per natura, ovvero liberi di esprimere il nostro pensiero. Ma talvolta il pensiero occorre frenarlo, soprattutto quando è lontana la certezza. È la logica che trovo assente nella sua sbertucciata.

Per intenderci, non ho bisogno di nascondermi dietro un dito e nelle vesti di "garzone" per esprimere il mio pensiero. Quando ho dovuto farlo, nel tempo, ho affrontato diverse tematiche, anche quelle presenti nei brani del "garzone di bottega" con i diretti interessati. Ho speso la mia faccia discutendone direttamente, come per alcune tesi, proposte e firmate, presenti in questo sito.

C'è da sperare che, associarmi al "garzone di bottega", non sia per lui riduttivo, non conoscendone l'identità e l'umore. Ma che ne apprezzo, attraverso le sue argomentazioni, la capacità di analisi e sintesi: merce rara e poco praticata, talvolta, anche in alcuni brevi interventi che la redazione ci fa conoscere.

Ciò premesso, chiudo con la goliardata.

Con simpatia, invece, mi assoccio volentieri alle supposizioni del "garzone di bottega", specificatamente nel passo in cui, un po' tutti, guardano il dito e non la luna. A conferma, gli interventi sin qui proposti, compreso il suo.

È fondamentale chiedersi "...e voi chi volete che io sia?", come ha chiarito il garzone, e non piuttosto argomentare e dibattere su tematiche che periodicamente qui vengono esposte al dritto per alcuni e al rovescio per altri, come si suol dire? Un esempio: intervenire o proporre dialoghi che, in qualche modo e misura, interessino la comunità.

Migliorerebbe senz'altro la qualità dei ragionamenti, allontanandosi dalle banalità della sola curiosità che, a ben vedere, vanno per la maggiore.

Cordialmente la saluto, e gusti con piacere i deliziosi "pabassinos" che senz'altro le verranno meglio.

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A costo di ripetermi, ritengo di dovere confermare, una volta di più, l’impegno di questa redazione a garantire la riservatezza di chi, pur rendendo nota la propria identità, preferisce firmare gli interventi con uno pseudonimo. Zoomando sul caso in questione, posso dire che mi sono pervenute più richieste di chiarimenti, sia per iscritto che per le vie brevi, circa l’identità di quel simpatico interlocutore che si firma “Garzone di Bottega”.

Richieste che, con puntualità e cortesia, sono state rispedite al mittente. Tutte. (c.p.)

 

Ultimo aggiornamento Domenica 10 Aprile 2011 00:24
 

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