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La Tribuna: Se non ora, quando? PDF Stampa E-mail
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Domenica 17 Aprile 2011 23:17

di Claudio Coda

Ho spedito questa mia al sito “Sas boghes”, in merito all'assemblea, ma non è stata accettata in quanto troppo lunga. Dovrei tagliare, ma cosa? Tutto o in parte? Oppure sono in presenza di errore.

Volevo rispondere alla simpatica redazione di quel sito. Non è un ripiego, ma chiedo gentilmente al sito della “famigliapatatu” di promuovere quanto segue. Recuperare un percorso comune.

Questo in estrema sintesi ciò che io avevo percepito con l'invito rivoltomi da un amico e parente. E con gradevole attenzione ho partecipato, ma non poteva essere diversamente, perché l'occasione era ghiotta. L'una tantum, chissà, poteva diventare “una semper".

Ha suscitato emozione l'avvolgente partecipazione dei presenti, soprattutto giovani speranzosi che, come schioppettate, hanno proposto idee e attirato l'attenzione. Non tanto per le singole proposte, quanto la forza di presentarle, e non è cosa di poco conto. Non mi permetto di valutarne la portata, ma già il fatto di "volere" è un atto di intenti determinante. Hanno osato.

Dette queste, che potrebbero apparire, per alcuni, sviolinate, mi soffermo su alcuni aspetti e, con la paura di infilarmi in un tunnel tappezzato di incomprensioni che talvolta caratterizzano il dibattito, esco un pochino dal selciato univoco.

Il vuoto assembleare era da parecchio attivo. Ci si era dimenticati anche dei volti, le voci, le idee e le osservazioni che stimolano la piazza. Sono in queste occasioni che l'animo di ognuno di noi, rincontrandosi dopo un lungo viaggio, si confronta e si racconta come in una narrazione.

Un riconoscersi e confidare le personali esperienze interiori che appartengono alla sfera dello spirito, delle conoscenze, delle esperienze e dei sentimenti. Tradotta in soldini: un confessarsi tra catecumeni, i quali, sempre con garbo, rendono manifeste le loro perplessità, diffidenze, incomprensioni e i loro peccati. Insomma, una riorganizzazione, un riavvicinamento, una rimpatriata di vecchie conoscenze che per i casi della vita si erano allontanate.

E sempre queste, con intelligenza, dichiarano i propri errori, quantunque ce ne fossero, le loro prospettive di vita in comunione per avviarsi ad un cammino scambievole.

Se non ora, quando?

La gestione assembleare è stata di stimolo, di indirizzo, ma a mio censurabile giudizio, condizionata sul nascere da: "non vogliamo polemiche!". Siamo in presenza di un lapsus freudiano? Il filone delle argomentazioni da trattare doveva seguire un percorso ben definito? Ripeto il mio ininfluente parere: la iniziale filologia propositiva, credo, fosse un'altra. Nessuno è autorizzato a farne di ciò che affermo altre malevoli congetture o ipotesi.

Un dibattito lo ritengo stimolante e genuino se fatto in estemporanea, senza preparazione e senza vincoli premonitori e senza prevaricazioni. Il nostro berlusca nazionale chiama a raccolta sodali intervistatori, limitando la presenza di altri, che potrebbero a lui rivolgersi in maniera non deferente.

Avviso ai passeggeri: non disturbate! Immagino, nella forma inversa, in un contesto più aperto e sincero, si potrebbe sviluppare e articolare argomenti utili e dai quali emergerebbero, per farne chiarezza, l'animo di ognuno di noi. La fase consequenziale dei progetti ne sarebbe diventata la continuità naturale.

Nella società agro-pastorale, come la nostra, è d'obbligo che, prima della semina, si ari, si liberi dal terreno la gramigna e poi lo si coltivi. Abbiamo, con giudizio, rispettato la formale richiesta. Eravamo ospiti. Personalmente mi sono recato in quella sede senza armi e, ne sono convinto, anche tutti gli altri. Nessuno credo abbia pagato il biglietto per l'arena e assistere alla corrida. Tanto meno pronti col pollice verso. Gli interventi sono stati molto qualificati e diversi, a corredo dell'analisi del tessuto economico-urbano.

Occorrerà però muoversi in sinergia con particolari studi di settore e suppongo che gli incaricati tireranno dal cilindro sorprese. Puntare sulle specificità e sviluppare il pensiero astratto fatto di innovazione sono un buon inizio. I numeri e le risorse umane che il territorio ha per crescere e competere, grazie alla creatività, non mancano. Così pure la promozione di prodotti tipici e il fascino dei luoghi per un turismo di ritorno.

Ma le imprese artigianali, che meglio custodiscono la personalità dell'isola e che rappresentano il 24 per cento delle 170mila aziende sarde, scompaiono al ritmo del 2 per cento l'anno. Le cause? Da individuare. "Non chiedete allo Stato assistenza, ma efficienza e un sistema di regole e doveri meno macchinosi". Non lo dico io, ma l'economista Paolo Savona, che così si è espresso in un incontro alla Camera di Commercio di Sassari.

Detto ciò, mi piego volentieri a tutte le proposte fatte e che in seguito verranno, ma sono fortemente convinto che, senza smuovere quel velo, che per comodità chiamiamo comunicazione e assemblearismo, che è concezione di democrazia diretta e partecipata, la polvere verrà spinta sempre sotto il tappeto, e così non va bene.

Tenendo a mente che queste sono mie impostazioni di razionalità, che possono liberamente non essere condivise dai più. Sa "braja sutta sa chijina" resiste per parecchio e i carboni accesi si possono tramandare di padre in figlio; ma, se non controllati e non spenti definitivamente, si corre il rischio di bruciare la casa. Quella di tutti!

Ed ancora, cara redazione di “Sas boghes”, non fatevene cruccio! I sindaci passano, i cittadini restano.

Infine una curiosità ultima: nel vociare conclusivo dell'assemblea, ho potuto cogliere al volo una battuta fatta da un compaesano: "con oggi si è aperta ufficialmente la campagna elettorale". Io non l'ho capita!

Cordialmente saluto le due redazioni, augurando buon lavoro!

 

 
Commenti (1)
Commenti e articoli su Sas Boghes
1 Martedì 19 Aprile 2011 14:58
Sas Boghes de Tzaramonte
Gentile Claudio, ci scusiamo innanzitutto per l'inconveniente. Nel nostro sito esiste un limite di spazio per i commenti che è stato recentemente aumentato. Purtroppo lo spazio non può essere illimitato.


Nel caso in cui ciò non fosse sufficiente, invitiamo lei e chiunque abbia il desiderio di pubblicare qualcosa a contattarci tramite l'apposita sezione “contattaci” presente nel sito.


Saluti.


Sas Boghes de Tzaramonte

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