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La Tribuna: Pasqua triste per la casa di Giovanni Spano PDF Stampa E-mail
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Martedì 26 Aprile 2011 18:43

di Paolo Pulina

1. "Allegru que Pascha. Allegro come Pasqua. Dicesi a quelli che sono estremamente allegri, presa la similitudine del giorno di Pasqua in cui ognuno è in festa ed è allegro".

2. "Beni benìu: che i sa dì de Pascha. Bene arrivato come il dì di Pasqua. Complimento che si fa all'arrivo di qualche cara persona in casa".

Sono due dei tanti proverbi sardi pubblicati dal canonico Giovanni Spano (Ploaghe SS 1803 - Cagliari 1878) in una prima edizione del 1852 con una dedica che non compare nella seconda edizione della raccolta, notevolmente ampliata, del 1871:

"Custos proverbios sardos

totu in s'experientia fundados

antigas reliquias de sa sapientia

de sos venerandos avos nostros

qui sos costumenes patriarchales

nos annuntiant

de su vivere ipsoro

a tie o chara juventude

dedico /....".

Per tutta la vita lo Spano ha cercato di non far cadere in Sardegna l'oblio sia sulle emergenze archeologiche sia sulle ricchezze immateriali costituite dai tratti linguistici autoctoni e dalle testimonianze della sapienza del popolo sardo.

Le città e i paesi della Sardegna, quando devono citare, oggi in particolare nei siti Internet, avvenimenti e documenti fondamentali relativi alla propria storia non possono fare a meno di fare tesoro dei risultati (notizie e testi) delle ricerche dello Spano.

Nessuno in Sardegna può dichiararsi non riconoscente nei confronti di questo infaticabile indagatore del passato dell'isola, la cui opere sono vere e proprie miniere documentali dalle quali noi possiamo comodamente cavare preziose informazioni.

Oggi Spano chiede non solo ai suoi compaesani ma anche a tutti i sardi (compresi, ovviamente, quelli emigrati) un segno di attenzione non superficiale.

Il sindaco di Ploaghe Francesco Baule chiama a raccolta per un sostegno (basta una dichiarazione, una frase, una firma) al progetto che il Comune di Ploaghe ha presentato alla Regione per ristrutturare la casa natale di Giovanni Spano (oggi in decadimento soprattutto nella parte più antica) per farla diventare una casa-museo che sia luogo di conservazione e di studio delle opere e delle memorie lasciateci da Giovanni Spano.

Nota: Prego i lettori di questo messaggio di considerarlo una petizione formale. Mandino pure al mio indirizzo e-mail ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ) la loro adesione, che girerò al Comune di Ploaghe.

 

 
Commenti (3)
Messaggio a Bolentina Pulina
3 Lunedì 02 Maggio 2011 23:42
C. Patatu
Bolentina Pulina è cortesemente invitata a mettersi in contatto con Paolo Pulina, scrivendogli al seguente indirizzo di posta elettronica: paolo.pulina@gmail.com
Saluti cordiali. (c.p.)
Ma i ploaghesi amano veramente Giovanni Spano?
2 Lunedì 02 Maggio 2011 00:54
C. Patatu

Caro Paolo Pulina,


accolgo volentieri il tuo invito e, facendo appello alla memoria, posso dire che, negli anni Settanta (ero allora segretario della Direzione Didattica del Circolo di Ploaghe), il Comune provvide a collocare una lapide nel corridoio del caseggiato scolastico di via Salis, accanto alla bella scultura del Sartorio che ritrae il Canonico. La lapide, se mal non ricordo, celebrava il primo Centenario della morte dell’illustre ploaghese. Contemporaneamente, lo stesso Comune, d’accordo con la Scuola, intitolò a Giovanni Spano le Elementari.


Dalla fine degli anni Ottanta, di quel circolo didattico fui dirigente scolastico titolare fino al 2000. Ricordo ancora che, durante quel periodo, sollecitai più volte i docenti ploaghesi a tenere in maggiore considerazione lo Spano. Che, così pareva a me, non era molto amato dai suoi compaesani. In particolare riuscii a convincere alcuni insegnanti a far fare ai bambini di quinta una piccola ricerca su quell’uomo, con riguardo particolare alla sua casa natale, che andammo più volte a visitare a Palovilde (mi pare si dica così la piazzetta nella quale confluisce la via Minerva).


A lavoro finito, inoltrammo una richiesta al Comune, che nemmeno si prese la briga di rispondere, volta a rilevare la proprietà di quella casa-monumento per farne una sorta di museo dedicato allo Spano. Parallelamente, e qui l’iniziativa ebbe successo, proposi al Collegio dei Docenti e al Consiglio di Circolo d’intitolare a Giovanni Spano il circolo didattico. Che, a seguito di apposito decreto ministeriale, fino al 2002 si fregiò di quel nome.


Successivamente (io, nel frattempo, ero andato in pensione) furono accorpate scuole materna, elementare e media di Ploaghe in un unico istituto comprensivo, che prese l’intitolazione della sola scuola media (Antonio Fais). Ma non basta: nel corso dell’esecuzione dei lavori di risistemazione dei locali del caseggiato delle elementari, negli anni 2002/03, il bel busto marmoreo dello Spano, opera dello scultore Giuseppe Sartorio, fu rimosso dalla posizione centrale che gli era stata destinata in origine e fu relegato in fondo allo stesso corridoio, sulla sinistra per chi entra. Quasi in castigo.


Della cosa, pur essendo ormai in pensione, ebbi modo di lamentarmi con alcuni docenti ploaghesi e con lo stesso dirigente che mi aveva sostituito; ma anche col sindaco del tempo (una signora di cui ora mi sfugge il nome). Da costoro ebbi risposte superficiali, molto vaghe e per nulla esaustive. E’ un fatto che i ploaghesi, continuo (sbagliando forse) a pensarla così, non amano lo Spano. Anche se, a dire il vero, alcuni passi importanti sono stati fatti, negli ultimi anni, in favore dello studioso ploaghese. Con pubblicazioni e convegni.


Ecco, questo vuole essere il mio modesto contributo al tuo appello. Mi auguro che il Comune (Francesco Baule mi è cugino e figlioccio) possa portare a buon fine il progetto di acquisire e sistemare la casa natale del Canonico.


Grazie per l’opportunità che mi hai offerto e saluti cordiali.


Carlo Patatu

Torramus a nou sa domo de Giuanne Ispanu
1 Giovedì 28 Aprile 2011 14:09
Pulina Valentina ranzolu, nonnu meu, frade de tiu Pulina, su poete
Custu progetu devet andare ainnanti proite Giuanne Ispanu si lu meritat; at datu tantu a Piaghe e sa Saldigna nostra: est unu mannu.


Bolentina Pulina Pirastru. Casteddu

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