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La Tribuna: Ma cosa c'è da nascondere? PDF Stampa E-mail
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Giovedì 05 Maggio 2011 10:00

Lettera aperta al Sindaco di Chiaramonti, senza obbligo di risposta

di Carlo Patatu

Caro Sindaco,

da cittadino attento, seguo con diligenza mista a curiosità tutto ciò che riguarda il nostro paese.

Data la mia condizione anagrafica, su quanto accade (è accaduto nel tempo) nella Casa comunale, posso dire di averne viste e sentite di tutti i colori. A torto e a ragione. A seconda delle circostanze, dei fatti e degli individui oggetto di osservazione e critica.

Pertanto mi ritengo vaccinato e non proprio incline all’indignazione tout court. Invecchiando ho imparato, sovente a mie spese, a essere più cauto e riflessivo.

Eppure...

Eppure, Sindaco, pur facendo la tara alle bordate lanciate inutilmente contro te e la tua Giunta dai gruppi di minoranza, c’è qualcosa, nel tuo comportamento, che non mi riesce di comprendere.

Proprio perché non sono nato stamattina alle nove, conosco bene le dinamiche del confronto fra maggioranza e opposizione.

La prima è tesa a percorrere la strada tracciata in campagna elettorale. Con l’obiettivo anche (anche) di raccogliere consensi per un possibile futuro reincarico. Una conferma fa sempre piacere, è gratificante. La seconda, dovendo svolgere, fra l’altro, un’attività di controllo sull’operato di chi amministra, vuole conoscere (per capire) quel che la Giunta delibera e, scendendo giù per li rami, ciò che i responsabili degli uffici attuano di conseguenza, assumendo le determinazioni che gli competono.

La Legge, lo ricordo a me stesso prima che a te, prevede meccanismi atti a consentire ai due gruppi contrapposti di esercitare, compiutamente e con dignità, i rispettivi diritti. Uno di tali meccanismi impone (impone, Sindaco) al capo dell’Amministrazione l’obbligo di rendere pubblici tutti (tutti) gli atti amministrativi prodotti nel Palazzo. Con la sola eccezione di quelli (ma sono pochini, in verità) che ragioni di riservatezza rimandano ad altre modalità.

Ma allora, mi chiedo e ti chiedo, perché mai obbligare le due minoranze a una sorta di lotta continua ed estenuante per avere quel che, per Legge (per Legge, non per graziosa concessione), sei obbligato a fargli pervenire ai rispettivi domicili? Perché i consiglieri di maggioranza possono accedere anche per le vie brevi e senza intoppi ai sacri testi e i loro antagonisti no?

Perché insisti a non pubblicare sul sito ufficiale del Comune le deliberazioni di Giunta e di Consiglio comprensive anche degli allegati che ne costituiscono parte integrante? Perché non disponi che siano accessibili a tutti (insisto, a tutti) i regolamenti e le convenzioni che l’Amministrazione, di volta in volta, sottoscrive con le ditte appaltanti, coi fornitori di materiali e servizi?

Perché?

C’è forse qualcosa che noi Cittadini non possiamo, non dobbiamo sapere? E perché mai?

Non mi si dica, come qualcuno si è azzardato a sostenere in Consiglio comunale, che la Legge, al riguardo, non sarebbe chiara; e che, in relazione a essa, si attenderebbero dall’alto non meglio precisati “chiarimenti”. Che invece non verranno. La Legge non ne ha bisogno: è di per sé chiara.

Se chiara non fosse, com'é che nei siti internet del Parlamento, delle Regioni, delle Province, dell'Unione dei Comuni e finanche dei singoli Comuni a noi vicini gli atti deliberativi ci sono tutti? Controllare, per credere. Ma, è evidente, ciò accade laddove il rispetto della norma non è un optional.

E allora: perché da loro si e da noi no?

Bella domanda, Sindaco. Alla quale, ovviamente, non hai l’obbligo giuridico di rispondere. Ed è un vero peccato che rimanga senza risposta. Come tante altre a te rivolte, del resto.

Obbligo giuridico a parte, sensibilità politica, senso civico e buona educazione, invece, ti suggerirebbero...

Ti saluto.

 

 
Commenti (1)
Comandare è Natura
1 Martedì 31 Maggio 2011 02:29
Domenico

Egregio maestro:


"per me sarà sempre maestro" credo sia il più bel complimento per la sua partecipazione dimostrata ai piccoli che attraverso il buon insegnamento da lei fatto un domani potranno esibire la loro cultura nata da radici più che solide dovute alle basi da Lei installate.


Le sue richieste al personaggio in questione credo non avranno mai risposta. Il signore ha un'altra cultura, non capisce quel che Lei chiede o domanda. E' praticamente di un altro pianeta. Quando uno passa col rosso qui a Milano lo definiamo Marziano.


Facciamo insieme le debite conclusioni: "OMINIDE"?


Saluti.


Domenico.


---


Grazie, caro Domenico. Hai proprio ragione: quel signore (che non merita nemmeno la lettera maiuscola) non risponderà. Non potrà rispondere perché privo di argomenti. E poi, come dici tu, gli manca la cultura del confronto. Evidentemente nemmeno a scuola ha saputo impadronirsene.


Auguroni per la tua Milano. Ieri sera mi sentivo milanese anch'io. Ciao! (c.p.)

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