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La Tribuna: Le domande curiose! PDF Stampa E-mail
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di Garzone di bottega

Questo sito fa domande curiose. Cosa c'è da nascondere? Tutto e niente.

L'attività amministrativa è considerata, da sempre, "servizio civile" alla comunità, come per il 118 o la Croce Azzurra. L'impegno è costante, diciamo 24 sulle 24. Chiedere questo all'amministratore è tanto, ma almeno occupare un terzo della giornata, che poi è l'attività media del lavoro quotidiano di un impegnato. Questo deve dare conto a sé, se è un autonomo; al capo ufficio se è impiegato; a Dio se è un cristiano; alla sua "coscienza" se è un uomo.

L'amministratore, è superfluo ricordarlo ma teniamolo presente, opera per un mandato condizionato e a tempo, che i suoi elettori gli hanno affidato, con fiducia e speranza, e questi vanno necessariamente ricambiati.

Analizzando queste oneste camarille nostrane, il metodo utilizzato è: non parlare e passare sotto silenzio "...taci, il nemico ti ascolta!...". Male! Molto male, così si affossano le coscienze e i "cattivi pensieri" affiorano e intorpidiscono le acque che erano diventate cristalline dopo tanto tempo.

La maggioranza(!) corre, senza voltarsi, dritta per il suo sentiero perché la "...diritta via avea smarrito?...". La cerchi!

Il sentiero intrapreso è fatto di solitudine e non porta a destinazioni condivise. Procedere in isolamento costante, in pochi plaudono, che poi concretamente parlando, sono VOTI. Voti che si allontanano e recuperarli sarà, nel tempo, difficile.

La lista proposta nel 2007 avrà pure dei referenti locali(!) e provinciali. Giuseppe Lorenzoni, segretario PD, potrà dire la sua o arriverà dopo la frittata? Non canteremo all'unisono: "...meno male che Giancarlo c'è..."; ognuno di noi ha cervello e testa. Non l'abbiamo urlato prima, figuriamoci adesso.

Barricarsi è politicamente svantaggioso. Le munizioni e le provvigioni, prima o poi, vanno ad esaurirsi. Ma cosa costa all'Amministrazione tutta a dichiararsi pronta ad una svolta chiarificatrice, dove ognuno abiura le proprie responsabilità per il bene comune e ricominci da dove era iniziata l'avventura e la "gioiosa macchina da guerra". Almeno per questo tratto di strada. Vivere da separati in casa pedagogicamente fa male al bambino e per i cittadini è depressione antropologica.

Perché tanta acredine tra consiglieri, perché tanta diffidenza tra componenti della stessa forza, perché ritardi e omissioni nel presentare: programmi, progetti, intenzioni. O almeno si affrontino pubblicamente le difficoltà soggettive e oggettive che hanno dovuto e devono affrontare!

La popolazione capirebbe, non è così sprovveduta quanto si voglia farla passare. Di peccati ne combiniamo, se va bene, uno al giorno, ma con gli atti di contrizione e le penitenze passiamo al giorno successivo. Qualche conoscenza l'abbiamo, ci farà da intermediario con l'Alto.

Dichiararsi alla cittadinanza con umiltà è autorevole, non farlo è segno di debolezza interiore.

Ognuno di noi ha dei limiti e condividerli sarebbe liberatorio. È mortificante assistere a questa sofferenza solitaria, senza che nessuno di noi possa dare una mano e sostegno morale. Al paziente è di conforto stargli vicino e lo aiuta a superare tutto, rifiutando rimarrebbe soffocato dal suo stesso male.

E i gruppi di minoranza (!) provino altre strade, è inutile perseverare ad inseguirli con interpellanze, che non avranno mai risposte se non dopo interventi dall'alto. Non ho idee da proporvi, ma Santo Dio, provatele tutte. Chiedete in giro, qualche Santo lo troverete pure che possa darvi utili consigli. Uscite!

Leggo il sondaggio proposto, al quale ho espresso il mio NO!

Alle ore 9.00 dell'8 maggio: SI 59,8%; NO 39,7%.

È vero, non è oro colato, tantomeno valore assoluto, ma è una prima indicazione del malumore che serpeggia nella comunità. I risultati sono parziali ma dei quali nutro alcune perplessità (le avevo rilevate anche nel sondaggio precedente): i votanti si esprimono in sequenza, di qua e di là, e si distribuiscono le percentuali.

Venerdì 6 maggio, i risultati assegnavano: al SI circa il 68% e al NO il 31%. Da venerdì, le espressioni di voto sono state indirizzate prevalentemente al NO. È come se un esercito in movimento si sia mosso in favore di quello.

Da debole lettore mi chiedo: possibile, ma statisticamente inverosimile, che i votanti per il NO si siano espressi in rapida successione? I voti, espressi nella costante vanno, come già detto, di qua e di là. È strano che tutti corrano da una sola parte, ma dovrebbero spalmarsi sui due indicatori.

Non vi è certezza di quanto affermo, e non capendo nulla di statistiche, esprimo le mie peregrine osservazioni.

 

 

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