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Centrali nucleari? No, grazie! PDF Stampa E-mail
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Martedì 10 Maggio 2011 12:48

di Carlo Patatu

"Sei contrario all'installazione in Sardegna di centrali nucleari e di siti per lo stoccaggio di scorie radioattive da esse residuate o preesistenti?".

Questa la domanda che, Domenica e Lunedì prossimi, troverò sulla scheda del referendum consultivo indetto dalla Regione Sarda. Risponderò SI. Un si deciso e convinto. Meditato e consapevole. Senza se e senza ma.

Le centrali nucleari che finora la tecnologia è stata capace di realizzare sono altamente inquinanti. Oltre che antieconomiche e per niente sicure. Fukushima me lo conferma, dato che Cernobil ce la siamo dimenticata da un pezzo.

L’Italia peninsulare e la Sicilia, è bene tenerlo presente, sono ad alto rischio sismico. La Sardegna no, essendo emersa ed essendosi assestata qualche era più avanti. Ed ecco che salta fuori chi la candida quale sito privilegiato, fra i tanti possibili, ad accogliere uno di quei mostri.

Ma è la stessa energia nucleare a porre problemi ben più gravi, pressoché insolubili nel breve periodo, rispetto a quelli che è in grado di risolvere.

Anche il Governo di Roma, partito lancia in resta con la previsione di contratti miliardari a favore dell’industria nucleare francese, ora tira il freno a mano e si accinge a ingranare la retromarcia. In attesa di tempi migliori. Che non si sa bene se e quando verranno.

In ogni caso, bene ha fatto la Regione Sardegna a insistere nel voler chiamare a raccolta i Sardi su una problematica tanto importante e decisiva per il futuro dell'Isola.

Il referendum consultivo, si sa, non ha valore di legge. Ma il suo risultato peserà molto sul piano politico. Se noi Sardi diremo in massa di essere contrari alle centrali nucleari, chi mai potrà azzardarsi a riproporcele in un futuro prossimo o remoto?

Da qui l’invito a non disertare le urne. Tutti a votare SI, quindi. Domenica e Lunedì.

E, se il tempo sarà bello, potremo pure andarcene al mare. Ma dopo votato, non prima.

 

 
Commenti (1)
Patrimonio dell'Umanità
1 Domenica 15 Maggio 2011 17:11
Soddu Salvatore

Uniti possiamo fermare questi affaristi senze scrupoli.


Quali conseguenze ha avuto la privatizzazione della gestione dell'acqua laddove è stata sperimentata? Trasformazione da bene comune a merce; aumento delle tariffe (+60% negli ultimi 10 anni); diminuzione dei posti di lavoro; mancanza di trasparenza e di partecilazione democratica.


RICORDIAMOCI CHE DOBBIAMO PUBBLICIZZARLO NOI IL REFERENDUM... perché il Governo non farà passare gli spot né in Rai né a Mediaset.


Sapete perché?


Perché nel caso in cui riuscissimo a raggiungere il quorum lo scenario sarebbe drammatico per i governanti, ma stupendo per tutti i cittadini italiani. Vi ricordo che il referendum passa se viene raggiunto il quorum. E' necessario che vadano a votare almeno 25 milioni di persone. Il referendum non sarà  pubblicizzato in TV. I cittadini non sapranno nemmeno che ci sarà un referendum da votare il 12 giugno.


QUINDI: i cittadini non andranno a votare il referendum.


Vuoi che le cose non vadano a finire cosi?


Copia-incolla e pubblicizza il referendum a parenti, amici, conoscenti e non conoscenti. Passaparola! Insieme prendiamo in mano il destino dei nostri figli e nipoti.


Un caro saluto Salvatore Soddu

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