Home » Istituzioni » La Chiesa e le chiese » Nel 1847: Indegno procedere dei frati carmelitani verso la popolazione di Chiaramonti

Immagini del paese

Castello 22.JPG

Statistiche

Tot. visite contenuti : 8476501

Notizie del giorno

 
Nel 1847: Indegno procedere dei frati carmelitani verso la popolazione di Chiaramonti PDF Stampa E-mail
Valutazione attuale: / 13
ScarsoOttimo 
Sabato 28 Maggio 2011 21:16

di Giorgio Falchi

Nel mese di maggio del 1847 in questo comune (Chiaramonti n.d.r.) era oltremodo lamentata la mancanza di grano, però i frati del convento in grande quantità ne possedevano; ma preferirono di venderlo in una sola partita ad un incettatore della vicina Gallura, anziché in dettaglio alla popolazione che ne abbisognava.

Tal indegno modo di procedere talmente esasperò gli animi di questi abitanti, da decidere non pochi di essi a dare una lezione meritata ai nostri burbanzosi fratacchioni.

Però recisamente vi si opposero le persone più autorevoli del villaggio, ingiungendo tosto ai cavallanti incaricati di trasportare il grano di dipartirsi dal paese ed ai frati di effettuare la minuta vendita al prezzo in corso.

Cfr. CARLO PATATU, Chiaramonti – Le cronache di Giorgio Falchi, ed. Studium adp, Sassari 2004, pagg. 93-94

---

Fin qui il Falchi. Che, sebbene cattolico osservante e parrocchiano devoto, non lesinava critiche al clero. Locale e no.

A conferma di quanto sostiene il Falchi, vi sono le relazioni triennali trasmesse alla Santa Sede dai vescovi del tempo sulle cosiddette visite ad limina.

C’è da dire che, probabilmente fino al 1779, Chiaramonti faceva parte della diocesi di Ampurias-Tempio. Di quelle relazioni abbiamo già pubblicato su questo sito alcuni estratti, per gentile concessione di mons. Mario Careddu, già vicario generale di quella diocesi, scomparso di recente ultranovantenne a Nuchis, suo paese natale. Don Mario (così per gli amici) aveva curato la traduzione di ben cento di quelle relazioni, redatte originariamente in lingua latina e comprendenti un arco temporale di trecento anni.

Pertanto, chi ha interesse, cliccando qui potrà accedere a quella parte di relazione che, trasmessa a Roma dal vescovo mons. Andrea Manca l’8 Novembre 1635, riguarda il comportamento poco ortodosso di quei religiosi che il Falchi chiama “fratacchioni”.

Non avendo ottenuto risposte esaurienti dal collegio cardinalizio, lo stesso vescovo Manca non mancava di reiterare alla Santa Sede. il 30 Settembre 1640 le proprie doglianze su quanto accadeva fra le mura del convento dei carmelitani di Chiaramonti. Per leggere (o rileggere) quella parte di documento, cliccare qui.


 

Ultimo aggiornamento Domenica 29 Maggio 2011 13:28
 
Commenti (1)
Ricordo storico
1 Lunedì 30 Maggio 2011 23:07
Domenico

Dal procedere del Signor Falchi sembra si voglia fare di ogni erba un fascio. Credo che la sua intenzione non sia questa ma piuttosto fare un presente storico. La storia si potrà anche discutere, ma certi atteggiamenti assunti in un certo periodo dalla religione dominante sia incontrovertibile.


Il tempo lava tutto, anche i più grandi misfatti. Esiste ancora qualcuno che...


Oggi è un giorno particolare: una certa forza politica ha stravinto a Milano e non solo.


Un caro saluto a tutti.


Domenico


---


Si, le notizie  che la TV trasmette da Milano, Napoli, Trieste, Novara e Cagliari mi confortano non poco. Pare che il vento sia cambiato.


Per quanto mi riguarda, ne sono felice. (c.p.)

Aggiungi un commento

Il tuo nome:
Indirizzo email:
Titolo:
Commento (è consentito l'uso di codice HTML):