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Referendum porcellum: “...io c’era” PDF Stampa E-mail
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Scritto da Carlo Patatu   
Venerdì 07 Ottobre 2011 22:00

“Oh giornate del nostro riscatto!

Oh dolente per sempre colui

Che da lunge, dal labbro d'altrui,

Come un uomo straniero, le udrà!

Che a' suoi figli narrandole un giorno,

Dovrà dir sospirando: «io non c'era»...”

Manzoni, “Marzo 1821”, l'ode scritta in occasione dei moti carbonari piemontesi. I versi conclusivi di quel testo poetico mi sono venuti in mente quando ho appreso che sono state raccolte 1.210.466 firme dai promotori del referendum contro la “legge porcata” di Calderoli.

In realtà, di firme ne sarebbero bastate 500.000. E invece quel numero si è più che raddoppiato. Il che la dice lunga su ciò che gli elettori italiani pensano e vogliono al riguardo.

Ebbene, con orgoglio posso dire a mio figlio e ai miei nipoti: “...io c’era...”. Nel senso che c’era anche la mia firma fra quel milione e passa apposte in calce alla richiesta di cancellazione di una legge liberticida. Che ci ha scippato il diritto di scegliere chi può rappresentarci in Parlamento.

Con altrettanto piacere posso affermare che i chiaramontesi hanno risposto all’appello dei promotori del referendum. In tanti sono andati a sottoscrivere i moduli in Comune. Alcuni di essi non hanno potuto farlo soltanto perché gli stampati disponibili si erano esauriti anzitempo.

Ora c’è da seguire con attenzione l’evolversi degli eventi.

Riuscirà questo Parlamento a modificare la legge nel senso auspicato da chi vuole il referendum? Per quel che conta il mio parere, confesso di avere più di un dubbio in proposito. Ma sono certo che la spinta propulsiva del voto popolare conterà. Caspita se conterà.

Pertanto il mio augurio è che, in tempi possibilmente brevi, possiamo disporre di una legge elettorale rispettosa delle prerogative del cittadino elettore. Il quale reclama a gran voce un diritto che può sembrare addirittura una banalità: scegliere liberamente chi andrà a rappresentarlo alla Camera e al Senato. Tutto qui.

Per ora, facciamoci pure immodestamente i complimenti. Abbiamo compiuto un primo e non piccolo passo sulla strada dell’irrobustimento della nostra democrazia.

 

 
Commenti (1)
FINITI I GETTONI. ORA PARLO E FIRMO
1 Lunedì 08 Ottobre 2012 23:11
lino pallamidessi

il PORCELLUM ha ferito mortalmente LA DEMOCRAZIA, la REPUBBLICA é IN VIA DI GUARIGIONE con Monti o con d'altri buoni, onesti si vedrà, questa é la la formula: LA REGGENZA, in attesa di far maturare una piccola nuova democrazia di sentocui  già i primi vagiti..... che i nostri pronipoti ci offriranno con i fiori rituali. LINO


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Me lo auguro, caro Lino. Siamo in molti ad augurarcelo, anche perché a creare lo sconquasso sono stati proprio i marpioni della nostra generazione. Che noi abbiamo prodotto, mandato al potere e che, per inerzia o distrazione, non siamo stati capaci di prendere a calci nel sedere per mandarli là dove meritano: a quel paese! E ora che abbiamo dissipato (e continuiamo a dissipare) il capitale dei nostri nipoti, a noi restano gli occhi per piangere e il petto su cui battere il mea culpa. Ma basterà? Monti è un buon medico. Che ci ha detto finalmente la verità, tutta la verità, e che ci somministra una medicina amara, molto amara; ma indispensabile per tentare (tentare) una guarigione. Che, se pure ci sarà, potremo apprezzare soltanto nel lungo periodo.


In Francia hanno decapitato il Re. Noi, nella nostra lunga storia, non siamo stati capaci di fare altrettanto. La democrazia ha i suoi costi, che noi non siamo ancora disposti a pagare. Del che paghiamo il fio.


Ciao! (c.p.)

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