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Scritto da Carlo Patatu   
Giovedì 06 Ottobre 2011 12:36

Dell’idea balzana di convocare il Consiglio comunale all’ora di pranzo (in genere fra le 12 e le 15), più volte abbiamo avuto modo di dolerci. E di protestare. Inutilmente, come al solito. Chi comanda fa legge. Pertanto qui è d’uso lasciare che il cittadino, quando ne ha voglia, continui pure ad abbaiare. Ma alla luna.

Apparteniamo a una genìa dei testardi, convinti, per di più, di essere nel giusto. Ecco perché non demordiamo. E poiché ragioni anagrafiche ci hanno consentito di conoscere altre stagioni (non stiamo a dire se più o meno felici di questa) vi proponiamo di fare viaggio a ritroso. Sarà breve. Fino a giungere alla seconda metà degli anni Sessanta del Novecento.

In particolare, dedichiamo questa rimpatriata al Sindaco in persona. Che, all’epoca, andava all’asilo. Il perché della dedica risulterà chiaro leggendo il seguito.

Partiamo dalla primavera 1964. Alle elezioni comunali furono presentate tre liste :

1. Democrazia Cristiana, capeggiata da Gerolamo Casu.

2. Civica, guidata da Lucio Cossu (padre dell’attuale Sindaco).

3. Partito Comunista, con a capo Adamo Denanni.

Replicando il successo del 1960, ebbe la meglio la DC. Che, con 440 voti di lista, conquistò la maggioranza assoluta (12 seggi). Casu fu riconfermato sindaco. I tre seggi della minoranza andarono ai civici (che totalizzarono 337 voti). Vi furono eletti Lucio Cossu, Giovanni Tedde e Nino Maccioco. I comunisti, con soli 99 suffragi, restarono fuori. A bocca asciutta. (cliccare qui)

Dei tre dell’opposizione, soltanto Cossu fu determinato e perseverante. Partecipò a tutte, o quasi, le sedute del Consiglio. A dispetto dell’ostruzionismo praticato smaccatamente in suo danno dal Sindaco e sodali. Così facendo, costoro volevano rendergli problematica la partecipazione alle riunioni. Tant’è che gli altri due della minoranza (Tedde e Maccioco), dopo qualche tempo gettarono la spugna e non si fecero più vedere.

Lucio Cossu, al contrario, fu consigliere scrupoloso, instancabile e battagliero. Fino all’ultimo giorno del mandato. Interpretò con puntiglio il ruolo di coscienza critica della Giunta. Tant’è che Sindaco e assessori lo vedevano come il fumo negli occhi. E avevano ragione. Non glie ne lasciava passare una. Li bacchettava di santa ragione, affrontandoli a muso duro e con parlar forbito. Ricorrendo all’arma micidiale dell’ironia.

In breve: assistere a quei dibattiti lunghi e accesi era uno spasso. Peccato che i registratori, allora, fossero una rarità.

A quel tempo, Cossu insegnava francese come supplente annuale. L’incarico gli concedeva, nell’arco di ogni anno scolastico, di fruire non più di sei giorni di assenza da scuola (per motivi di salute o di famiglia), pena il licenziamento in tronco. La legge sulle astensioni dal lavoro per mandato amministrativo era ancora in mente Dei.

Al Sindaco non andava a genio quel rompiballe che lo apostrofava coram populo con discorsi a cascata e frasi più che colorite. Pronunciate in italiano o in limba. Perciò sceglieva di convocare l’assise consiliare in giorni e ore in cui il professor Cossu doveva stare doverosamente in cattedra. A parlare di langue française.

Ma costui, testardo come un mulo, facendo la spola tra Scuola (rione San Giovanni) e Comune (Piatta), sebbene con lieve ritardo (talvolta), in genere riusciva a raggiungere la sala consiliare. E a monopolizzare immancabilmente la seduta.

Una volta, grazie alla propria capacità oratoria (notevole), mise in confusione i consiglieri del gruppo maggioritario. Che, probabilmente senza rendersene conto, votarono contro una proposta del Sindaco, mettendolo così in minoranza. Ne nacque un parapiglia indicibile, condito da un siparietto gustoso che vide protagonisti Cossu, il sindaco Casu e il segretario comunale Galleu.

Altri tempi!

Oggi il problema della partecipazione dei consiglieri non si pone. Potendo essi fruire del congedo per mandato amministrativo, generalmente rispondono tutti, o quasi, alla convocazione del Sindaco. Stoicamente, oseremmo dire, sebbene l’ora volga ad altro desio. Invece risulta assente il pubblico. La gente, a quell’ora, preferisce sedere a tavola. Se non sta altrove per lavoro.

Anche questo è un modo come un altro per scoraggiare la partecipazione popolare allo svolgimento di momenti importanti della vita amministrativa. Modalità che, lo ribadiamo ancora una volta, ci risultano incomprensibili, oltre che inconcepibili. Ma tant’è.

Bene, desiderando saggiare il parere dei lettori, abbiamo pensato di proporre un sondaggio sul seguente quesito:

Il Sindaco continua a convocare il Consiglio comunale all'ora di pranzo. Vuoi esprimere il tuo parere al riguardo?”.

Si potrà dare una sola risposta sul ventaglio di quattro opzioni:

• Fa bene

• Fa male

• Né bene, né male

• Non so

Il sondaggio sarà aperto alla mezzanotte di Domenica 9 Ottobre prossimo e resterà in linea per due settimane.

Invitiamo i lettori a dire la loro sulla questione proposta.

 

Ultimo aggiornamento Giovedì 06 Ottobre 2011 18:31
 
Commenti (4)
ottima proposta
4 Lunedì 10 Ottobre 2011 18:59
Francesco Satta

Quella fatta da Danilo pare una proposta sensata che, se portata avanti, metterebbe il sindaco e gli amministatori tutti davanti a una domanda alla quale a mio modesto parere non si può non rispondere.


---


A dire il vero, caro Francesco, al Sindaco di domande ne sono state fatte tante e in più occasioni. Per quanto mi riguarda, gli ho anche scritto personalmente. Più d'una volta. Mai per cose personali o private. Come pure ho cercato il dialogo con lui (e con gli altri amministratori) dalle pagine di questo sito e non solo. Ebbene, mi si è sempre risposto col silenzio. Ne ho preso atto da tempo. Sul piano personale e amicale, con Giancarlo Cossu continuo a intrattenere un rapporto improntato alla cordialità di sempre. Ma, come Sindaco, mi ha deluso. (c.p.)

io ci credo
3 Lunedì 10 Ottobre 2011 18:33
danilo

Mi sono permesso di ricopiare una parte del discorso di Steve Jobs da te pubblicato:


“Il tempo che vi è dato è limitato; non sprecatelo vivendo la vita di qualcun altro. Cercate di non finire prigionieri del dogmatismo, che equivale a vivere in base ai principi di altri. Non permettete che il rumore delle opinioni altrui soffochi la voce che sale dal vostro Io. E ciò che più conta: abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e il vostro intuito che già sanno, in una certa misura, cosa volete diventare davvero. Tutto il resto è secondario".


A questo punto la mia risposta alle tue domande è : Io ci credo! Dove devo firmare?


---


Quanta fretta! Mai partire in quarta. Gli scatti brucianti si esauriscono nel breve periodo, lo sappiamo bene. Lasciamo che il sondaggio appena pubblicato faccia il proprio corso. Dopo di che, tenuto conto di altre eventuali adesioni, si potrà approfondire il discorso e decidere sul da farsi.


Devo dire che sono molto scettico, in proposito. Magari, in un intervento successivo, potrò spiegare meglio quel che penso. (c.p.)

sondaggio
2 Lunedì 10 Ottobre 2011 14:22
danilo puggioni

Apprezzo l'idea del sondaggio, ma credo che chi di dovere, sindaco e consiglio comunale, farà orecchie da mercante (soprattutto se il risultato sarà a favore del "Fa male").


Vorrei fare una proposta un po' diversa ma sempre legata all'argomento: perché non organizzare una raccolta firme (con tanto di documento di identità) per cercare di cambiare questa abitudine? Se riuscissimo ad organizzare il tutto, e quindi a raccogliere un buon numero di firme, come si comporterebbe il nostro primo cittadino? Potrebbe fare a meno di considerare il parere dei suoi cittadini?


A presto Danilo


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La tua idea mi piace e, per quanto mi concerne, sarei disposto a darle corpo. Con l'aiuto di qualche altro, naturalmente.


Ma credi proprio che i nostri compaesani, adusi da sempre a gettare il sasso e nascondere la mano, siano disposti a mostrare la faccia, oltre che a mettere la firma? Sai bene che, da quando i gestori di questo sito chiedono agli autori dei commenti di qualificarsi, pur assicurandogli la riservatezza sul nome, per chi la chiede, il numero dei commenti è andato in caduta verticale.


E poi, credi proprio che il Sindaco possa mostrare sensibilità anche in presenza di una richiesta formale fatta dai cittadini? Coma B a Roma (si parva licet...), pretenderà che sia il Consiglio a disarcionarlo. Certo che il Consiglio non lo farà. Tuttavia vale la pena di parlarne. Se c'è qualcuno che vuol dire la sua, si faccia avanti.


Nel frattempo, aspettiamo di conoscere l'esito del nostro sondaggio. Per quel che può valere. Infine, ormai manca molto poco alla scadenza elettorale. Quello sarà il momento di promuovere o bocciare il Sindaco. Ammesso che si ricandidi, naturalmente.


Grazie, comunque, per il contributo. (c.p.)


 

Sondaggio
1 Giovedì 06 Ottobre 2011 17:12
dall'Aventino

Interessante. Ma di seguito ne proporrei un altro: il Sindaco Cossu fa bene ricandidarsi? Si o no?


Nella recente riunione del Comitato San Matteo 2012, tra noi fedales ha annunciato, cogliendone l’occasione, la sua candidatura per un altro mandato. E’ tanto innamorato della fascia tricolore che ha proposto di accompagnare sas bandelas a casa de sa obriera mazore Cinzia Schintu con vessilli, tromboni e fasce all’insegna dell’ufficialità.


Immaginatevi l’imbarazzo dei presenti!


Oh, questo se la sogna anche di notte. Accontentiamolo, bisogna dargliene atto, l'impudenza non ha confini nella mente di ognuno di noi, compresa la mia. E’ un mio fedale e lo seguirò ovunque. Ma non in quello scranno.


---


Grazie per il suggerimento. Anche se viene da uno che vuole starsene a osservare e criticare dall'Aventino. Che, lo ricordo ai più giovani, non portò bene all'Italia. Ci penserò su e poi ne darò conto all'amico lettore aventiniano. Ma anche agli altri, ovviamente.


Quanto al Sindaco, se proprio desidera riproporsi al giudizio degli elettori è affar suo. Ne ha diritto. Se gli preme conoscere ciò che di lui pensano i chiaramontesi, a mio parere fa pure bene. L'esperienza mi ha insegnato che le urne riservano molte sorprese. Chi vivrà vedrà. (c.p.)

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