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La Tribuna: Eva contro Eva e il vaso di Pandora[1] PDF Stampa E-mail
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Giovedì 13 Ottobre 2011 22:49

di Claudio Coda

Nel passato recente mi sono cacciato dentro, indebitamente e sfacciatamente, nell'agone politico 'de noantri', come dicono i romani, individuando due figure di primo piano del gentil sesso con caratteristiche particolari: attributi (creando ilarità nel pensiero turbe del mio amico Mario), carattere, concretezza, battagliere quanto basta e con, dicevo, una marcia in più rispetto ai colleghi maschietti eletti.

Almeno così scrivevo, così pensavo.

Eravamo a gennaio e, nove mesi dopo e gravidanze extrauterine, mi ficco nuovamente nell'argomento, a testa bassa e senza farmi male (?), dichiarando subito di non appartenere a P3, P4, a Logge e di non avere tessere di partito.

Il mio è un debole osservatorio ma con postazione (cittadino) privilegiata e di riguardo, con ampia libertà di giudizio anche se maldestro; faccia tosta non mi manca, così pure lucidità espressiva al mio pensiero libero in assenza di paracarri. Magari in contrasto con i più, ma il fatto che lo elabori a modo mio, mi assolve. Almeno dal punto di vista dell'utilizzo della materia cerebrale, perché trovo sempre più difficoltà farlo con quella degli altri. Quegli altri che, è indubbio, elaborano concetti più validi dei miei. Ma non sono miei e tanto basta.

Un eretico, per alcuni versi.

Alle considerazioni espresse nel gennaio freddoloso aggiungerei queste del caldo ottobre mostaiolo. Saranno e sono di poco conto, ma valutando l'andamento temporale che le separa dall'ieri, aggiungerei oggi due cosettine, avventurandomi in semplici biografie non autorizzate.

Eva Francesca ed Eva Marina (la F prima della M).

Eva Francesca sta per Francesca Scanu-Tedde.

Consigliere comunale votato con 79 preferenze e nominato all'Assessorato Pubblica Istruzione, Formazione Professionale, Edilizia e Urbanistica; di seguito ridimensionato a semplice consigliere dopo la revoca da parte del Sindaco.

Il consigliere, valutando la mozione di sfiducia, ha creato un Gruppo indipendente. Legittimo. Motivazioni dell'atto non se ne conoscono e i più non ne hanno capito un tubo. Spiegazioni convincenti? Manco a parlarne.

Pochi eletti conosceranno le motivazioni del travagliato atto. Quantomeno presumo che queste siano all'altezza dell'intervento; se così fosse, saremmo curiosi di sapere il perché e su quali basi poggiano e se così non fosse lo vorremmo sapere lo stesso. L'atto aleggia nelle stanze della Sancta Sanctorum (!) della politica casereccia.

L'azzeramento di delega è stato sostituito con incarico al vice sindaco Giuseppe Michienzi, medico pure lui. Insomma era palese che il Settore Edilizia-Urbanistica dovesse andare ad altro medico per sottoporre, evidentemente, l'Ufficio a dialisi continua. Se hanno deciso così, sarà così. Punto.

Ma l'interessata non è facile da avversare così come persona ingenua, lei è schietta e con dose di fierezza barbaricina (assimilata alla figura deleddiana). Non allenta facilmente la presa, anche perché, all'incontrario, non vuole essere lei la preda, come appare vorrebbero in molti. Mi si indichi chi, all'interno dell'intero Consiglio, ha queste caratteristiche. Potrei essere in disaccordo con lei su alcuni punti, ma almeno sappiamo come vede le cose dalla sua postazione.

Eva Marina, sta per Marina Manghina-Soddu.

Consigliere comunale votato con 60 preferenze con delega ai Servizi Socio-Assistenziali, Occupazione e Lavoro, Programmazione e Bilancio, Turismo e Spettacolo, Arte e Cultura, Formazione professionale, Rilancio delle tradizioni popolari e Beni Culturali.

A ben vedere non sono pochi gli incarichi che lo stesso ha sulle spalle; non faccio il biografo, ma ritengo che ne abbia così tanti che talvolta lo stesso possa dimenticarsi di averli e confonderne i ruoli. Il peso è gigantesco come un macigno.

Il consigliere è donna operativa, una vera pierre che sostituisce consapevolmente, talvolta e più delle volte, la figura del Sindaco anche in sua presenza, (il nostro Vice, il buon Giuseppe, che non farebbe mai male ad una mosca, rimane in secondo piano, un po' defilato, quasi assente, ma cosciente che su di lui pesa il dilemma shakespeariano "essere o non essere" che io sostituito con "non si campa e non si crepa", riferito ovviamente alla tenuta della maggioranza).

E così continuo con la biografia: accentratrice di postazioni, che la delicata funzione le compete, anche se può capitare di invertirne ruoli; ma comunque leader nel gruppo. Il consigliere si muove in silenzio, come i democristiani d'antan, e di questi ne ho conosciuto parecchi.

Certo, dal mio osservatorio privilegiato (cittadino), avrei preferito che separasse alcune cariche ricoperte, anche se ai fini della legalità sembrerebbero regolari, e questo non fa difetto, ma sul piano deontologico professionale la discrezionalità immagino di si. In più occasioni l'etica è superiore alla legge, che sia scritta e non.

Controllore e controllato non possono essere la stessa persona e se lo sono ciò è discutibile, anche se, come dicevo, tutto è regolare sul piano amministrativo. Determinati codici, non scritti, della filosofia politica e della cosa pubblica andrebbero sempre presi in considerazione e applicati. Di indignados per strada se ne trovano quanto basta.

So di avventurarmi su un terreno scivoloso e passerò per palle incatenate per l'azzardo, e qualcuno avrà pronto il ditino per infilzarlo nel cerchietto in alto a sinistra per esprimerne valutazione, ma personalmente ritengo assolutamente impropri gli incarichi sovrapposti. Cosa posso farci, la penso così e quanto affermo l'ho evidenziato in altre occasioni e vis-à-vis con gli addetti ai cantieri.

In breve, le predette erano e sono due donzelle-pollastre uguali e contrarie che nell'aia-Palazzo mal si adattano; allora come ora. E così è avvenuta la separazione, con addebito per una. Ora il confronto si presenta alle riunioni consiliari, ma data l'ora è umanamente impossibile seguirne la trama romanzata.

Dicono che l'una, perché preparata e documentata, insegua l'altra che però non avrebbe basi per confronti e rimanga sul vago utilizzando un lessico politichese (ricompare il democristiano d'antan). Questo è il comun sentire. D'altro canto confrontarsi e incalzarsi è ruolo attivo che spetta alla minoranza. Le sferzate ci sono e il "noi balliamo da sole" viene però trasmesso in orari impossibili.

Domanda peregrina: volutamente?

E dopo questo insieme disordinato di elementi, un ambaradan, e per capire meglio sono andato a rileggere l'opuscolo messaggio alla Comunità "Il saluto del Sindaco Ezio Schintu 1997-2007" e, soffermandomi a pagina 3, leggo:

"...I risultati favorevoli sono frutto di un impegno continuo, per il quale debbo ringraziare in primo luogo tutti i miei compagni d'avventura. Ognuno di essi ha offerto con ammirevole disinteresse e altissimo spirito di servizio la propria preziosa collaborazione per perseguire solo ed esclusivamente il bene della collettività. Ognuno di essi ha dato un significativo esempio di trasparenza, di imparzialità e di democrazia. Ognuno di essi si è fatto portavoce delle istanze della gente, portandole all'attenzione degli organi collegiali del Comune. Si è così raggiunto un livello ottimale della partecipazione popolare alle scelte di fondo della nostra comunità.

"Suggerimenti, critiche ed osservazioni sono state costantemente lo stimolo per fare sempre meglio, senza alcuna distinzione fra le persone che avevano contribuito alla nostra elezione e quelle che, al contrario, avevano espresso preferenza per altre compagine o formazioni politiche...".

Non sono un nostalgico di questo o di quello, non lo sono neanche del mio tempo, ma mi limito, con modestia, ad osservare e notare sostanziali differenze. La cospicua dote di serenità lasciata in eredità dalla precedente amministrazione e i comportamenti e risultati legati a questa sono differenti.

In quel testo trascritto c'è buona parte dell'esegesi e sintesi di una corretta democrazia della res publica; che in parecchi rimpiangono. La qualità dell'Amministrazione non si valuta sulla quantità di risorse ottenute, ma dalla qualità comunicativa con la cittadinanza. Perché, sempre in quel documento, eseguendo l'analisi del testo, ho numerato almeno quattordici concetti politici, e non sono pochi.

Dalla sintesi ho capito quindi che la politica deve rientrare in uno spazio definito, ovvero: servizio di risposte alle esigenze della comunità, che ascolta e agisce con azioni incisive le istanze dei cittadini anche attraverso i suoi rappresentanti.

La mia è noiosa litania, ma cerco di tradurre quello che ho letto a pagina 3. Che poi vi sia comparazione con l'oggi è opinabile e convinzione personale. Il "cervello è mio e lo gestisco come mi pare", riprendendo uno slogan femminista degli anni '70. Ma il soggetto era altra parte del corpo.

Perché ho fatto riferimento a Pandora? Una di queste lo è. Ma quale?

Non ho strumenti per indicarne il nome, ma partire dalle cose negative perché tutto è partito da lì, con la gioiosa macchina da guerra insabbiata, gioverebbe. Chiariamolo una volta per tutte, sarebbe cosa seria e si renderebbe servizio ai cittadini che osservano, sgomenti e da troppo tempo, questa farsa popolare da saggio-sciocco Pulcinella. Appunto come il suo segreto.

Perché una delle due, involontariamente, ha scoperchiato il vaso (per curiosità tutta femminile?), infrangendone il divieto. E subito dopo, dal vaso-Palazzo, si è sprigionato un tafferuglio che ancor oggi ne lecchiamo le ferite. Dentro di noi è rimasta solo speranza consolatrice? Ma il tempo è perso, e con la mente ritorno a pagina 3.

Sempre curiosando, ma da impiccione della res publica, sono andato a leggere un articolo apparso su La Nuova Sardegna del 19 marzo 1970 a firma del consigliere di minoranza Lucio Cossu[2] e ripreso su questo sito Lunedì 9 marzo 2009.

Tra le righe:

"...il Consiglio comunale ha respinto con cosciente responsabilità e con cognizione di causa l'adozione di un regolamento, copiato di sana pianta da quello di altro Comune e non affatto rispecchiante la volontà dei consiglieri, i quali non sono stati mai interpellati né chiamati a discuterlo e a redigerlo. Un regolamento, quindi, approvato sic et simpliciter con delibera d'urgenza da una Giunta evidentemente sprovveduta di ogni buon senso.
 Crediamo giovi anche richiamare l'attenzione del prefetto perché intervenga a frenare l'abuso della surrogazione troppo frequente della Giunta al Consiglio, in quanto tale facoltà viene spesso strumentalizzata al solo scopo di eludere deliberatamente la presenza dei consiglieri comunali da ogni discussione e decisione sull'amministrazione della cosa pubblica...".

Gianca', inteso come Giancarlo, para l'orecchio. C'è qualcuno che vorrebbe dirti qualcosa.

Strano, alla fine mi accorgo di non aver in nessuna maniera parlato dei rimanenti in seno al Consiglio: fanno pandant al parterre, mi suggeriscono.

Quanto a me, ora i Giudici si riuniranno in Camera di Consiglio e aspetterò la sentenza con serenità, ma avrò, immagino, diritto all'ultima sigaretta. Un prete, impaziente, sarà al mio fianco.

Le foto sono dell'archivio redazionale

[1] Pandora, personaggio della Mitologia greca. Un giorno Zeus, irritato con gli uomini e con il loro protettore Prometeo, incaricò Efesto di fabbricare con acqua e argilla una figura di giovane donna. Venne chiamata Pandora, cioè "che ha tutti i doni" o "colei che deve tutto" e inviata al fratello stolto di Prometeo, Epimeteo, “colui che conta poco”. Questi, benché sconsigliato dal fratello, la fece sposa. Pandora recava con sé un vaso che era proibito aprire. Ma, vinta dalla curiosità femminile. infranse il divieto. E subito dal vaso uscirono tutti i mali del mondo, spargendosi fra gli uomini. Dentro il vaso rimase solo la Speranza, consolatrice del genere umano.

[2] Padre dell’attuale Sindaco.

 

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