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Lunedì 31 Ottobre 2011 02:27

di Salvatore Patatu

Carissimo Vladi, dopo aver letto con molta attenzione e partecipazione il Mi fermo qui di tuo padre, allo stesso modo ho letto il tuo Arrivederci..., molto più meditato e razionale. Infatti, se in qualche modo possono essere contestati pensieri, decisioni, provvedimenti, pur riconoscendoli frutto di riflessioni personali profonde, meditate e comprensibili, non possono, in alcun modo, essere contestate le cifre da te esposte, con la lucidità che ti caratterizza.

Purtroppo, il lavoro di “scrivania” non è considerato fatica e impegno dalla gente comune, perché, come diceva una persona particolare che io e tuo padre abbiamo conosciuto bene, non fa sudare. E nessuno mi crede se dico che io, quando sono “attambainato” (l’espressione è stata scritta da un mio simpatico alunno in un tema) dal lavoro concettuale, per ricuperare la mia condizione, vado a zappare il mio piccolo giardino. Vado, cioè a sudare.

D’altronde, il genitore comune, al figlio sfaticato che non ama molto il lavoro, è solito dire: “ma cosa vuoi fare nella vita, l’avvocato?” (se non ricordo male l’espressione è di Padron Ntoni dei Malavoglia).

Quando Carlo ha deciso di chiudere la rubrica Chiaramonti Notizie, gli ho scritto un’affettuosa lettera, in cui lo esortavo a recedere dal suo intendimento, ricorrendo non solo alle geometrie della ragione, ma pizziccando anche le corde del sentimento e del cuore. Conoscendolo, sapevo che non sarebbe stato facile convincerlo e così è stato; ma io ci ho provato lo stesso.

Questa volta, qualcuno, conoscendo il mio carattere mite e bonaccione, potrebbe pensare che di lettere dovrei scriverne due: una a te e una a lui. E invece non ci penso nemmeno. E questo non perché sarebbe inutile e farei doppio lavoro, alla fine del quale, dovrei zappare il doppio del tempo nel mio piccolo giardino.

Non lo faccio perché ho capito perfettamente che avete ragione. Torno, purtroppo, con rammarico, all’espressione di Carlo che, a suo tempo, contestai: Est ozu pèrdidu.

Io, limitatamente al tempo tiranno che aggredisce il mio disordine, ho dato il mio piccolissimo contributo; come lo hanno dato alcuni chiaramontesi e altre persone che non sono di Chiaramonti. Penso a Paolo Pulina, a Cristoforo Puddu, ad Antonio Canalis..., firme eccellenti, collaboratori di giornali e riviste a tiratura nazionale, che hanno capito la grande importanza di un sito come questo. Quale occasione di dibattito e di crescita culturale esso rappresenti per un piccolo e sonnolento paese come il nostro.

I chiaramontesi non l’hanno capito. O, meglio, troppi hanno fatto finta di non capire.

Grazie al sito, Chiaramonti era presente nel cuore e nella mente di migliaia di persone, sparse in tutto il mondo, che iniziavano la loro giornata andando a visitare il nostro sito. Potranno continuare a farlo, ma solo per entrare in un archivio, con l’aiuto del quale i posteri potranno aggiornare, molto più facilmente di quanto abbiano fatto quelli della mia generazione, il lunghissimo elenco delle occasioni perdute da questo “sfortunato” paese.

A me, comunque, resta una certezza inconfutabile, che voglio affermare qui con chiarezza e decisione: sono davvero fiero di avere un nipote come te e un fratello come Carlo.

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Grazie, Tore! Non ho parole. Lascio il campo a Vladimiro. Che ti risponderà. Un abbraccio. (c.p.)

Ultimo aggiornamento Lunedì 31 Ottobre 2011 17:17
 
Commenti (2)
Un grande nulvese ex capo ragioniere in Comune
2 Sabato 14 Marzo 2015 14:31
Nanni Cargiaghe

Bene meda cun soj'patatos.


Como b'aggiungo azzu, chibuddha. E issu piltazzu laldu pedrusimula piberone rugiu chi no sia'meda folte. Ognunu b'aggiunghe'su chi cherede. A cua, si bi so eo, candho sich'iltirada, bi etto unu pagu e pisciu e de melda frijcha.


Assazzade e min'dhe torrade'su contu!

in risposta a zio Tore
1 Lunedì 31 Ottobre 2011 22:18
Vladimiro Patatu
Caro zio Tore,

ti ringrazio per le tue considerazioni e per i tuoi apprezzamenti, che mi lusingano e mi commuovono.

In effetti, per esperienza so che se non monitoriamo con attenzione il tempo che dedichiamo ad un'attività, rischiamo di perdere contezza del reale sforzo fatto per completarla. Se l'attività poi è realizzata per passione e non per dovere, spesso si perde proprio il senso del tempo e dell'impegno speso.

Ho quindi voluto rendere evidenti prima a me e mio padre, e poi a tutti i lettori, gli sforzi spesi per condurre un'impresa come questa del nostro blog. E ti posso garantire che la stima è fortemente al ribasso.

Ti ringrazio per il contributo ed il sostegno che hai dato sin dall'inizio al nostro sito, e ti abbraccio con affetto,

Vladimiro

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