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Giorgio Falchi PDF Stampa E-mail
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Scritto da Carlo Patatu   
Lunedì 24 Dicembre 2007 18:45

Giorgio Falchi nacque a Chiaramonti, dove visse a cavallo fra l'Ottocento e il Novecento (1843-1922). Notabile e filantropo, apparteneva a famiglia facoltosa; ebbe pertanto la possibilità di studiare all'Università di Sassari. Dopo la laurea in giurisprudenza, rientrò in paese e si dedicò, sino alla fine dei suoi giorni, alla lettura, alle opere di bene e all'amministrazione delle sue proprietà. Non mancando di partecipare alla vita amministrativa di questo comune, di cui fu due volte sindaco.

Si dedicò pure a redigere un memoriale, per raccontare ciò che ricadeva sotto la sua osservazione. Sia a Chiaramonti che in ambito nazionale; ma con l'occhio volto sempre al paese natio. Ecco perché le notizie annotate meticolosamente dal Falchi mostrano uno spaccato interessante delle vicende importanti e no svoltesi in questo centro, in un arco di tempo che va dal 1868 al 1921. I testi furono redatti su quaderni scolastici a una riga; quelli con la copertina in cartoncino che i più anziani di noi ebbero modo di utilizzare in quinta elementare. La scrittura, molto ordinata e con qualche indulgenza agli svolazzi tipici della grafia di quei tempi, risulta vergata con penna ad asta e pennino di metallo intinto d'inchiostro nero. Lo stile linguistico è quello ottocentesco: molto ricercato, ampolloso; quando si ragiona di patria e di morti in guerra o di personaggi ritenuti illustri, persino aulico e retorico.

Nei suoi scritti, Giorgio Falchi racconta accadimenti vari, fatti e misfatti da lui osservati o vissuti personalmente a Chiaramonti. Non mancando di dire la sua, se necessario. Uomo arguto, sensibile, colto e polemico, si adoperò con tenacia per elevare culturalmente e materialmente i suoi concittadini. Destinò per testamento quasi tutti i suoi averi, compresi l'abitazione con la ricca biblioteca, gli arredi e i bei quadri, per l'istituzione di un ente morale. Che volle intitolato ai genitori: Cristoforo Falchi e Maria Madau. Il bell'edificio di viale Brigata Sassari, sede storica della fondazione, oggi ospita la sala del consiglio comunale e il centro sociale, dopo avere accolto per tanti anni l'asilo infantile e la scuola materna statale.

Per esaltare l'opera di questo personaggio straordinario, ho raccolto quelle cronache in un volume, le ho corredate di note e le ho fatte precedere da un saggio sui rapporti economici e sociali a Chiaramonti in quel tempo; quindi le note biografiche sul personaggio. In appendice, il suo testamento e gli indici di luoghi e persone. Il tutto illustrato da fotografie d'epoca. Il volume, 382 pagine con una tiratura di 2250 copie, si apre con le presentazioni del Lions Club Castelsardo e del Sindaco di Chiaramonti, sostenitori in parte dell'iniziativa editoriale. La prefazione è del prof. Angelino Tedde, anch'esso chiaramontese.

Per mia scelta, la pubblicazione non è in vendita; ma offerta gratuitamente a chi la richiede. Il Comune di Chiaramonti ne ha regalato una copia a ciascun nucleo familiare di questo paese.

A riprova dell'attualità del pensiero di Giorgio Falchi, riproduco qui di seguito due sue brevi riflessioni. Sembrano scritte stamani.

...

La responsabilità ministeriale

Parole del tutto prive di significato, non essendosi quasi mai verificato che i ministri abbiano risarcito lo Stato dei danni cagionati, né tampoco espiato con condanne le gravi colpe commesse.
L'impunità poi agli stessi sempre concessa andò dovuta non solo alla stampa assalariata, affrettasi a legittimare il mal fatto o perlomeno a scusarlo ed agli accusatori mancanti di civile coraggio, ma altresì ai deputati colmi di segnalati favori commessi in pregiudizio degli interessi dello Stato.
In quanto alle popolazioni, dopo fatto un po' di clamore in seguito ai fatti colposi e delittuosi avvenuti, in breve tempo misero un tutto nel dimenticatoio; se pure furono in procinto di proclamarli innocenti vittime dell'odio altrui e cittadini benemeriti della patria.

...

Gl'imboscati

Comunemente vengono appellati imboscati i chiamati a prestare il militare servizio, che adottando mezzi illeciti riescono a tenersi lontani persino dalla zona di guerra, oppure a essere destinati a lavorare negli opifici militari, senza aver mai maneggiato un martello od una lima.
Ed il maggior numero degl'imboscati è composto da giovani di civile condizione protetti da deputati o d'altre persone influenti, oppure d'appartenenti a famiglie facoltose che, con la potenza del danaro riuscirono di far dichiarare i di loro figli impossibilitati per causa di malattia di poter sostenere fatiche della guerra.
Orbene frequenti atti di spudorato favoritismo non solo riuscirono a privare l'esercito di ufficiali intelligenti e colti, ma eziandio a suscitare fondati malumori nelle fila dei numerosi combattenti, nonché d'infine a rendere le popolazioni persuase: dovere i figli del popolo e dei piccoli possidenti somministrare nella guerra la così detta carne da cannone: non di già quelli che con l'intrigo e con la corruzione riuscirono a far mostra della militare divisa ne... convegni, nonché a starsene inoperosi a spropositare di politica ed a godersi in santa pace la paga mensile corrisposta loro indovutamente dalla nazione.

Ultimo aggiornamento Sabato 21 Febbraio 2009 17:51
 

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