Home » La Tribuna » La Tribuna » In viaggio con... il nipotino

Immagini del paese

Immagine 017.jpg

Statistiche

Tot. visite contenuti : 11244938

Notizie del giorno

 
In viaggio con... il nipotino PDF Stampa E-mail
Valutazione attuale: / 9
ScarsoOttimo 
Venerdì 14 Dicembre 2012 00:00

di c.c.

 

Non ci rimane altro da fare, sennonché trasmettere le esperienze ai piccoli di famiglia. Passato il testimone ai figli, oramai grandi, ci rivolgiamo con rinnovato entusiasmo, magari con un tantino di riguardo e premura in più, ai nipoti.

Ecco proporre loro, che hanno tanto da apprendere, un programma personalizzato e pensato a misura di bambino. Chi è pensionato e pure canuto e calvo, ha tanta disponibilità di tempo e, chissà, altra risorsa nonostante i tempi!

Così, visto gli impegni senza scadenza alcuna e la possibilità di rimandarli a piacimento, va a finire che organizzare viaggi sia il miglior passatempo, non solo per fargli conoscere il “mondo”, smanioso com’è di imparare, ma per contribuire alla crescita e osare per un breve distacco dal nucleo familiare. Con il nonno, e soltanto loro due.

Così quell’esperienza l’ho voluta proporre a Flavio. Sarebbe stato un viaggio diverso, differente dagli altri che negli anni avevamo organizzato con la famiglia. L’imperativo per i partecipanti era: assenza di mamma e nonna. Per un semplice fatto: talvolta, e più delle volte, i pargoli alla presenza di altri componenti si muovono in maniera mutabile. Vuoi per i capricci, vuoi per le smancerie che le nonne concedono ai piccoli di casa, fatto sta che ho posto delle condizioni. In due e boh! E così è stato.

Per me, era un rivivere la preziosa circostanza che ho vissuto quando, nel 1956/57, nonno Giacomo mi propose di visitare La Maddalena e Caprera. Traghetto a Palau, visita alla Maddalena, piccola barca per Caprera. Casa Garibaldi, tomba, e l’incontro con una signora, forse la figlia Clelia, impegnata a coltivare un piccolo orticello. Poi ritorno a La Maddalena, a casa di una parente e a dormire in un lettone di ferro, testiera e pediera con intarsi di madreperla. Ancora oggi mi è presente.

Ora, l’interesse di questo viaggio era principalmente rivolto al piacere e ai gusti del piccolo, che aveva espresso la volontà di vedere uno zoo e un altro acquario, dopo Genova.

Allora cerchiamoli da altra parte: a Barcellona c’erano, e così tutte due in volo per quella magnifica città, che è stata per noi, solo una cornice e niente più. Gaudì, la Sagrada Familia, la Rambla, Montjuic, Parc Güell era altro. I “monumenti in movimento” più interessanti, con gli occhi del bambino, erano: squali, delfini, insomma, una marea di acquatici. Allo zoo: elefanti, giraffe, orsi, pennuti... l’arca di Noè, tutto e di più, e a correre con la sua digitale a fermare l’immagine.

È stato un percorso qualificante per premura e tenerezza e, intorno a noi, l’anonimato. In accordo l’uno con l’altro.

Tra uomini ci s’intende. Lo scopo del viaggio è stato raggiunto.

Per l’abbaglio artistico e monumentale che quella città offre, Flavio avrà tempo di apprezzarla fra qualche anno, com’è stato per me il viaggio a La Maddalena e Caprera.

Come cinquant’anni fa, la storia, ancora una volta, si ripete.


Le foto sono del... nipotino. Che ringraziamo.

 

Aggiungi un commento

Il tuo nome:
Indirizzo email:
Titolo:
Commento (è consentito l'uso di codice HTML):