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Donne al vento: Lucia Tedde Delitala PDF Stampa E-mail
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Mercoledì 19 Dicembre 2012 00:00

Mostra nella sala museale Artport Gallery dell’aeroporto Olbia Costa Smeralda. Dal Medioevo a oggi: ritratti di nove donne sarde.

di Claudio Coda


Chi transitava, nell’estate 2012, all’aeroporto Costa Smeralda di Olbia e nella sala museale dell’Artport Gallery, poteva apprezzare la raccolta di leggi in lingua sarda dell’antico testo costituzionale Carta de Logu del 1392.

Annotazioni storiche tratte dall’Archivio Storico Biblioteca Comunale di Cagliari unitamente ai ritratti di nove figure femminili sarde dal Medioevo a oggi:


Donne protagoniste, dominanti e strateghe del loro destino in grado di capovolgere lo status quo e, casomai, di ristabilirlo. Nove donne leggendarie incuranti delle resistenze culturali, politiche e sociali, e pronte a sfidare il vento contrario. Caratteri fermi e carismi ineguagliabili, in epoche in cui il solo nascere donna veniva considerata una limitazione. Due regnanti, due banditesse, un Nobel della letteratura, un’imprenditrice e un medico, due artiste”.


Due giudicesse: Eleonora d’Arborea e Adelasia di Torres; Maria Antonia Serra, sorella di famosi banditi nuoresi; Adelasia Cocco, primo medico condotto donna in Italia; Grazia Deledda; Francesca Sanna Sulis imprenditrice, prima fondatrice dello stile italiano nella moda; Maria Carta, cantante; Maria Lai, artista contemporanea e donna Lucia Tedde Delitala: “nobildonna con i mustacchi da granatiere, capace di cavalcare e di sparare meglio di un uomo”.


Ma da un altro Archivio Storico Comunale, quello di Chiaramonti, balza fuori documentazione relativa al Legato Tedde e precisamente tre mandati di pagamento iscritte al Bilancio 1855 e che questa Comunità ha pagato per vedersi riconosciuto il lascito.


Ø 27 giugno 1855: “Indennità per trasferte e vacazioni ai Deputati per la limitazione territoriale con la Città d’Ozieri ed anche per quelli che andarono alla Città di Sassari per il legato di Donna Lucia Tedde” somma da pagarsi lire 167,28. Creditore il Sindaco Comunale Falchi notaio Pietro.


Ø 30 dicembre 1855: “Spese liti a calcolo anticipate dal Sig. Sindaco per la vertenza tra questo Comune ed il Regio Demanio pel Legato di Doña Lucia Tedde” per somma da pagarsi lire 44 creditore Falchi notaio Pietro – Sindaco Comunale.


Ø 30 dicembre 1855: stessa causale, per un importo di 56 lire e medesimo creditore: il Sindaco Pietro Falchi.

 

A ben vedere la cara Doña Lucia ha lasciato, andandosene, un segno della sua inquietante figura oltre, ovviamente, i suoi 6.000 scudi (così si narra) del 16 febbraio 1755 e dei quali non riesco a far comparazione monetaria con l’oggi. Anche perché, allora, esisteva una monetazione differente, la lira sarda, scollegata con le altre in circolo nel resto della Penisola tra Ducati e Regni.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 15 Febbraio 2017 18:07
 

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