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Mercoledì 13 Febbraio 2013 20:02

Il curatore del sito internet “Sas Boghes” ha deciso di chiudere i battenti, stanco dell’indifferenza di collaboratori e compaesani

di Carlo Patatu

 

Mi duole farlo, ma ho deciso di chiudere il sito”. Questo l’incipit del messaggio, malinconico e rassegnato, di Danilo Puggioni. Trasmesso da Filadelfia, dove risiede da qualche tempo per motivi di lavoro. Una voce costretta a tacere è come una stella che si spegne in cielo. Induce alla tristezza.

Quell’addio accorato mi ricorda Don Backy: “Ancora una volta ho rimasto solo...”.

Sas Boghes” aveva visto la luce poco meno di due anni fa. L’intento lodevole era di “...rendere partecipi i Chiaramontesi per quanto riguarda la gestione della cosa pubblica”. E questa strada ha battuto fra alti e bassi, conquistando un pubblico di lettori inizialmente numeroso e vivace.

Inizialmente.

Grazie soprattutto all’apertura culturale della redazione. Che, pur tappandosi il naso, aveva continuato a dare spazio anche a interventi solitamente censori e anonimi di critici presunti intemerati e d’accatto. I quali, a dispetto dei tempi nuovi, amavano (amano) coltivare l’abitudine inveterata di lanciare il sasso e nascondere la mano. A ricordarci, ma non ce n’è bisogno, che certa propensione nostrana alla delazione impersonale è dura a morire.

Sull’onda della novità, ma anche in virtù della baldanza e dell’entusiasmo manifestati dai giovani del gruppo redazionale di “Sas Boghes”, l’irruzione a gamba tesa nel dibattito politico-amministrativo aveva destato interesse e dato linfa alla discussione. Le elezioni amministrative si profilavano all’orizzonte.

Cavalcando il malcontento generato dalla giunta Cossu, “Sas Boghes” non ha esitato a schierarsi a favore del gruppo di giovani che, scesi in campo con una lista di nomi nuovi e sbandierando proposte innovative, hanno vinto a man bassa le elezioni e si sono insediati in Comune. Ciò accadeva otto mesi fa.

Dopo di che, pare ovvio, “Sas Boghes” ha continuato a pubblicare interventi redazionali e dei lettori; questi ultimi per lo più anonimi, secondo tradizione. Ma stavolta il bersaglio non poteva che essere la giunta in carica. Alla quale si chiedeva (si chiede) di onorare gli impegni assunti solennemente in campagna elettorale. La cosa a qualcuno non è garbata. Quindi la diaspora, lo sfaldamento della redazione.

È un fatto che, degli autori del manifesto che sottendeva la filosofia del sito, Francesco Diana pare gravato da impegni di lavoro a Sassari; Francesco Satta opera a Cagliari, arruolato nelle Forze Armate; Ilaria Scanu esercita l’attività di logopedista in Gallura; Deborah Sotgiu frequenta il tirocinio di consulenza fiscale e ha il suo bel da fare come assessore tecnico in Comune; Yuri Unali ha carichi di lavoro e studio fuori paese (ma aveva lasciato il gruppo da tempo). Di Maddalena Urgias nulla so.

Danilo Puggioni, che vive e lavora a Filadelfia, negli States, era rimasto l’unico a governare il sito e, sia pure tra mille comprensibili difficoltà, a tenerne acceso il faro. Ora anche lui si è stancato e ha gettato la spugna. Pur con dolore, come dice lui, ha staccato la spina.

Fine dell’avventura. Ha tutta la mia comprensione e la mia solidarietà. Per quel che valgono.

Questo passa il convento, questa la realtà del nostro microcosmo, caro Danilo. Ci vorrà ancora chissà quanto perché anche noi si possa uscire definitivamente dal tunnel del Medio Evo nel quale per troppi anni la comunità ha vissuto e operato.

Cari ragazzi, spiace che giovani come voi, volenterosi, intelligenti, preparati e pieni di vigore abbiano perso fiducia in se stessi e, fatta eccezione per Danilo, al fragore del primo tuono siano usciti di scena alla chetichella. Abbandonando il campo senza darne ragione ai lettori. Che contano pur qualcosa.

Anch’io mi sono arreso, rinunciando a occuparmi in questo sito di cronaca e di attualità (v. “Chiudiamo bottega”). Per gli stessi motivi manifestati da Danilo. Ma un’attenuante ce l’ho: sono vecchio. Voi giovani avete in mano il futuro; avete ancora tanto da dire, da sognare, da fare. Duole doverlo ammettere: mi avete deluso.

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 20 Febbraio 2013 19:55
 
Commenti (2)
Grazie
2 Lunedì 18 Febbraio 2013 02:28
Danilo

Caro Carlo,


vorrei ringraziarla perché in qualche modo ha ispirato SasBoghes che altro non era, se mi permette, una rivisitazone del suo sito (quando ancora permetteva interventi anonimi).


Un grazie particolare va a Claudio che con i suoi interventi ha vivacizzato il dibattito, ma soprattutto perche' ha detto la sua. Uno dei pochi che ha avuto il coraggio di dire apertamente come la pensa.


Per il resto a essere delusi siamo in tanti, ma il primo sono io. Credo che se si vuole davvero cambiare bisogna essere i primi a cambiare, purtroppo quelli che hanno il coraggio di farlo sono pochi. In altre parole pur predicando bene si razzola male.


Saluti Danilo

Grazie Danilo, alla prossima!
1 Giovedì 14 Febbraio 2013 17:49
Claudio

Ne sono addolorato anch'io, che nulla c'entravo nella gestione della proposta culturale intrapresa da baldi giovanotti e giovanotte che, però, a sas primas bàttoro cartas sono usciti di scena. Non sempre i gravosi impegni sopraggiunti ne giustificano la conclusione: l'età li favoriva. Un proscenio che, con l'energica irruenza, avrebbe dovuto produrre formazione, e apprendistato per altri. Ma così non è stato Le tarantelle invettive erano diventate consuetudine.


L'anonimato, se proposto con argomentazioni in foggia ironica e pungente, con prove provate, avrebbe qualificato giovanilmente Sas Boghes. Ma tante erano le presenze sgangherate dell'anonimia che tutti ci facevan legna.


Non mi atteggio a moralista, ma avevo già preso atto e comunicato al caro Danilo, diversi mesi fa, la mia intenzione di interrompere la collaborazione nel proporre commenti della vita paesana. Una voce sola non fa liberalismo, due o più la democrazia. Ma era rimasta l'unica di un esterno alla redazione.


Chi ha perso? La Voce, sa ‘oghe tzaramontesa. Chi ha vinto? Nessuno gioisca!


Al mio commento su Sas Boghes “La tempesta è passata”, subito dopo la formazione della Giunta Municipale, si sono aggrappati, mi pare, dai 60/70 interventi molto brevi e caratterizzati dall'ignoto “con propensione nostrana alla delazione impersonale” come scrive lucidamente Carlo Patatu. A quel testo da me proposto, nessun intervento aggiuntivo a tesi o in contrasto, ma livore, ostilità sempre coperti dall'anonimia. Da qui la decisione di non fare da parafulmine. L'Amministrazione era appena all'inizio e mancavano ancora quasi cinque anni alle prossime. Proseguire con quella usanza sarebbe stato molto pericoloso in tutti i sensi, serviva solo a grassare l'ignoto.


All'amico Danilo un grazie per l'ospitalità offertami e tantissimi auguri per il futuro professionale e, nonostante i 7041 km da Philadelphia, lo attenderemo dietro l'angolo con un'altra... intelligente proposta. Che, ad esser sinceri, pochi come lui sapranno dare.

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