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Aiuto!... devo pagare l’IMU! PDF Stampa E-mail
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Sabato 06 Luglio 2013 11:06

di Carlo Patatu

Torno a parlare di IMU. Anche perché sono in debito coi lettori di una ripresa dell’argomento (v. Che scocciatura pagare l’IMU!). Ma pure con l’assessore Sotgiu, che mi ha gratificato di una risposta garbata. Non soddisfacente, per la verità. Ma ha battuto un colpo. Il che, dati i tempi, non è cosa da poco.

Vengo al dunque.

Trattandosi di “...imposta e non tassa”, sostiene Deborah Sotgiu, “...spetta [...] al contribuente [...] l’autoliquidazione, con l’unico potere dell’amministrazione finanziaria di ispezioni e controlli”. In sostanza, il contribuente deve fare da sé i calcoli e pagare. Al Comune resta da verificare se i conti tornano e, nell’ipotesi contraria, intervenire con richiami e sanzioni.

Questo la legge dice e questo l’ufficio Tributi municipali fa. Premesso che l’Assessore può fare anche ciò che la legge non vieta, è da presumere che l’amministrazione civica sia in possesso dei dati che consentano di effettuare “ispezioni e controlli” (art. 8 Regolamento approvato con deliberazione consiliare n. 13 del 06.05.2013).

Detto all’ingrosso, l’ufficio Tributi deve disporre di uno schedario aggiornato dei beni soggetti a IMU, corredato di notizie atte a garantire che “ispezioni e controlli” (peraltro doverosi) siano una cosa seria e non una barzelletta. A meno che non ci si voglia limitare alla sola verifica delle date dei versamenti...

Chi è interessato all’IMU ha l’obbligo di presentare al Comune apposita dichiarazione (scadenza 30 Giugno scorso). Lo dico per sottolineare che un’amministrazione che si rispetti non può (non deve) permettersi d’ignorare il gettito annuale dell’imposta. Non foss’altro perché ne deve iscrivere a bilancio, in entrata, l’importo previsto e programmarne l’utilizzo come spesa.

Allora mi chiedo (ma lo chiedo pure all’Assessore): il Comune quei dati li ha tutti? Sa per davvero quanto deve pagare ciascun contribuente? Mi piacerebbe essere rassicurato, al riguardo.

Se la risposta è no, sarà bene che il Palazzo si “attrinzi” e vi provveda subito. Senza perdere altro tempo. Per dovere d’ufficio, innanzitutto; ma anche per evitare che a pagare siano i soliti noti, lasciando i furbetti a godersela. A spese della comunità, ovviamente.

Se la risposta è si, abbiamo fatto bingo! Vuol dire che l’ufficio Tributi ha quanto basta. Non solo per acciuffare chi evade; ma pure per rendere la vita meno complicata a chi l’imposta già la paga.

A questo punto, sarebbe sufficiente dotarsi di apposito software e il gioco sarebbe fatto. In un battibaleno, computer e stampante sfornerebbero lettere personalizzate e modelli F24 bell’e compilati, con relative buste pronte a raggiungere i destinatari in men che non si dica.

I costi dell’operazione?

Di sicuro irrisori, se raffrontati ai benefici che ne deriverebbero dal poter combattere con gli evasori una guerra vincente e dall’avere introdotto a favore del cittadino un servizio di eccellenza sul piano sociale. Ecco perché detta riforma, insisto, sarebbe a costo zero. E strutturale, per dirla con gli addetti ai lavori.

Se poi l’iniziativa venisse sostenuta presso l’Unione dei Comuni, l’investimento iniziale risulterebbe altamente produttivo, oltre che di entità del tutto irrisoria.

Che ve ne pare?

La Sotgiu ha titoli accademici e doti personali che l’accreditano come figura idonea a farsi carico di questa scommessa. Con se stessa e coi chiaramontesi.

Coraggio, Assessore! Siediti accanto alla responsabile dei Tributi (mi si dice che ora opera a tempo pieno), studiate insieme il problema, sii prodiga di suggerimenti, stimoli e dritte. E non darti pace fino a quando non avrete confezionato un bell’uovo di Pasqua (con sorpresa) da regalarci per la scadenza IMU 2014.

Sorpresa consistente nel vederci recapitare a casa una tua letterina cortese col famigerato F24 già precompilato. Completo cioè di dati personali, codice fiscale e, meraviglia delle meraviglie, dell’importo esatto da pagare. Il che già fanno in Francia, Belgio, Germania, Regno Unito, USA e, per rimanere in casa nostra, in parecchi comuni italiani.

Perché da loro si e qui no?


Ultimo aggiornamento Domenica 07 Luglio 2013 09:45
 

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