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Salvatore Patatu: note biografiche PDF Stampa E-mail
Martedì 25 Dicembre 2007 00:58

Salvatore Patatu nasce a Chiaramonti (SS) il 3 maggio 1941. Quarto dei sei figli di Giovanni, mugnaio-elettricista del paese, e di Francesca Pulina, casalinga, trascorre l'infanzia nel borgo natio. Frequenta le scuole elementari, ma dopo le lezioni aiuta il padre nel mulino e nella distribuzione delle bollette dell'energia elettrica. Dopo un'interruzione di circa tre anni, riprende gli studi nel 1957: sostiene l'esame per l'ammissione alla scuola media e consegue la licenza nel 1960, a Nulvi. Nello stesso anno ottiene la patente di operatore cinematografico, che gli permette di lavorare e quindi di frequentare l'Istituto Magistrale "Margherita di Castelvì" a Sassari. Nel 1965 consegue il diploma. Grazie a una borsa di studio, s'iscrive alla Facoltà di Lingue e Letterature Straniere dell'Università degli Studi di Pisa, laureandosi col massimo dei voti nel 1971.

Docente di Materie Letterarie e Lingua e Letteratura Francese nelle medie inferiori e superiori, è attualmente in pensione. Appassionato d'arte e letteratura sarde, è in contratto come esperto di Glottologia presso la cattedra di Linguistica Generale dell'Università di Sassari. Ha pubblicato diversi lavori in limba, ha curato diverse opere di altri autori, collabora come esperto nelle scuole, in giornali, riviste, radio e televisioni private.

Tore Patatu, con la pubblicazione dei racconti Contos de s'antigu casteddu (1980), può considerarsi il primo scrittore in prosa sarda. Fino a quel momento, infatti, gli scrittori isolani avevano preferito il genere poetico. Sin dall'infanzia rimane affascinato da contos et dicios antigos in limba; ascolta con molto interesse e attenzione, facendone geloso tesoro, ogni sorta di racconto che i suoi compaesani si dilettano a esporre di volta in volta con particolari coloriti. Ben presto, mettere per iscritto il proprio patrimonio culturale orale diventa per lui il modo più efficace per salvarlo e tramandarlo.

Prediligendo la prosa come genere letterario e il sardo come lingua, comincia la stesura del suo primo racconto, trasponendovi ambienti e personaggi tratti dalla realtà chiaramontese, colorandoli e avvolgendoli in un'atmosfera di realismo magico, con tempi e spazi reali anche se inseriti nell'ambiente fantastico del racconto.

Le opere successive saranno volte sempre al recupero del patrimonio linguistico e culturale sardo e riscuoteranno il largo consenso dei lettori e della critica letteraria, che gli riconoscerà il merito di avere avuto la geniale intuizione d'intravedere per primo le potenzialità della prosa sarda scritta.
Tra le più significative si ricordano Contos de s'antigu casteddu (1980), raccolta di racconti con tre ristampe e oltre tremila copie vendute; Buglia Bugliende...(1993), libro di racconti a lungo fra i più venduti della Sardegna; i racconti Su trau de Funtana Noa (1995); infine le gustose Fabulas imberritadas (2000) e il racconto Pro no esser comunista mezus sorighe (2006).

Uccia Accorrà in "Chiaramonti, un paese in collina", a cura di Carlo Patatu, ed. Ass. Pro Loco Chiaramonti, 2006

Ultimo aggiornamento Domenica 02 Marzo 2008 23:26
 
Commenti (1)
de tottu
1 Sabato 15 Settembre 2012 08:58
Francesco Masia
Ciao Tore,

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