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Piantala, B.! Ci hai scocciato! PDF Stampa E-mail
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Martedì 03 Settembre 2013 00:00

di Carlo Patatu

“Quousque tandem, Catilina, abutere patientia nostra?”[1].

Io non sono Cicerone, B. non è Lucio Sergio Catilina e queste pagine non sono il Senato della Roma repubblicana. Ma l’incipit della celebre invettiva ciceroniana ben si attaglia alla contingenza che ci tocca di vivere, col signore di Arcore che pretende di essere più uguale degli altri.

Basta così! È ora di finirla con questa farsa. Il condannato con sentenza passata in giudicato va in galera. Con i benefici del caso; ma ci va. Punto. I reati di evasione e frode fiscale ai danni dello Stato, e cioè di tutti noi, non sono roba da poco. Specie se a macchiarsene è stato un “onorevole”. Pertanto, che ci sta a fare un figuro del genere in un’istituzione prestigiosa e austera qual è il Senato della Repubblica?

Già sui banchi delle elementari ci hanno insegnato a rispettare la Giustizia. Che talvolta può non essere giusta, amministrata com’è da uomini. Ecco perché la Legge prevede ben tre gradi di giudizio a garanzia dell’imputato. Con collegi giudicanti sempre diversi.

Su B. si sono pronunciati tre giudici del Tribunale, tre della Corte d’Appello e cinque della Suprema Corte di Cassazione. Ai quali occorre doverosamente aggiungere il Procuratore che aveva avviato la procedura, il Gip (Giudice dell’indagine preliminare) e il Gup (Giudice dell’udienza preliminare). Nel complesso, ben 14 magistrati!

Tutti comunisti? Tutti pregiudizialmente ostili? Tutti pervicacemente impegnati a cancellare dalla scena politica l’ingombrante imprenditore brianzolo? L’idea, lo confesso, mi pare stramba e non sostenibile fra persone serie. Eppure corifei e vessilliferi di B, supportati da lacchè, cortigiani e pitonesse spendono energie, tempo e fiato a sostenere cotante imbecillità.

Del funzionamento della Giustizia credo che un po’ tutti abbiamo qualcosa da osservare. Come pure della Scuola, della Sanità, dei trasporti, delle forze di Polizia e via di seguito. Ma chi ha retto le sorti dei governi che si sono succeduti nell’ultimo ventennio? Forse che B e i suoi accoliti vivevano su Marte? Non sono gli stessi che hanno tenuto per anni, e ben strette, anche le chiavi del ministero della Giustizia? Perché mai non hanno provveduto a riformare quelle norme che ora insistono a definire “illiberali”?

O tali sono solo quando i giudici ti “pizzicano”? Da queste parti si dice: tutto va bene, basta che non tocchi il culo a mamma. Questa volta è stato pescato lui con le dita nel vaso della marmellata. È toccato a lui. All’intoccabile. All’unto del Signore. All’imbonitore che aveva promesso mari e monti e che, ahinoi!, ha partorito modesti topolini e leggi vergognose che gli hanno fatto comodo. Diversamente, la Giustizia lo avrebbe sanzionato ben prima d’ora.

Si rassegni B. Se l’è cercata da solo. Chi è causa del suo mal...

Fuori dal Senato, dunque. In fretta e, se gli riesce, senza fiatare. Per decenza, se non per dovere. Quanto a noi, credo che dovremo lavorare sodo e a lungo per smaltire la sua eredità pesante. In termini socio-culturali, economici e di credibilità internazionale.

Speriamo di farcela.



[1] “Fino a quando, Catilina, abuserai della nostra pazienza?”. Famosa invettiva con cui Marco Tullio Cicerone iniziò enfaticamente la 1a Catilinaria in Senato, la mattina dell’8 Novembre 63 a.C., contro Lucio Sergio Catilina, promotore di una congiura che voleva sovvertire la Repubblica di Roma e l’autorità oligarchica dei Senatori.

 
Commenti (1)
Un tormento lungo vent’anni!
1 Domenica 08 Settembre 2013 14:11
N.Scanu

...e adesso si appella alla corte di Strasburgo.


Aspettiamo, fiduciosi.


Come sarebbe bello svegliarsi la mattina e leggere sui giornali che il numero dei disoccupati è in diminuzione. Tutto invece continua a ruotare attorno a questo personaggio e non se ne puo’ piu’!


Speriamo di riuscire riuscire a levarcelo dalla politica una volta per tutte.


Saluti cordiali N.S.


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La tua speranza è anche la nostra. E, crediamo, di tanti italiani. Molto più numerosi di quanti ancora sostengono e supportano il signorotto di Arcore. I nostri problemi sono altri, come ben dici. Ma siamo costretti a sorbire questa lunga, estenuante buffonata. Che, oltre tutto, ci ridicolizza dinanzi all'Europa e al Mondo. Domani sarà il giorno della verità. Speriamo bene. Ricambiamo i saluti. (c.p.)

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