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Giovanni Soro: Cantigu de fozas PDF Stampa E-mail
Venerdì 09 Maggio 2008 11:48

Con questa poesia, Giovanni Soro, allora ventiquattrenne, ricevette la medaglia d’argento con diploma all’11. Premio Città di Ozieri - 1966

Cantigu de fozas
cuat sa die
e amore de su sole
e de atteras cosas
sa cara ‘e s’allegria.


Solu mi perdo
in sos caminos
de su coro,
abbrazzende
sa fantasia
e-i s’impossibile.

Isco chi finzas sas pedras
pianghen’
cando s’impossibile
tesset
filos de oro
subra sas isperas
bennidoras.

Boghes noas,
rizolos de lagrimas
e de samben
curren’a su mare,
ca ischin‘ chi sa die
cuat cantigos de fozas
e amore de su sole
e de atteras cosas
sa cara ‘e s’allegria.

 

Tratto dal volume "Premio di poesia sarda Città di Ozieri - Poesia in Sardegna 1956-1967" , a cura di Antonio Sanna e Tonino Ledda, editrice Sarda Fossataro - Cagliari 1969.

Per meglio intendere il significato della composizione poetica dell'allora giovane Soro, riportiamo un commento pubblicato in terza pagina sulla Nuova Sardegna del 28 febbraio 1968 a firma di Giovanni Ortu e intitolato Itinerario della poesia Sarda - Pagine di sette poeti.

"Il contrasto fra la dura realtà e gli ideali sognati solletica la vena poetica di Giovanni Soro, al cadere delle foglie di autunno, in Cantigu de fozas (Canto di foglie). Anche il poeta vola, cade come le foglie con il rischio di smarrirsi lungo i sentieri e quindi di annientarsi. La sua accesa fantasia riconosce che , dinanzi a ideali irraggiungibili, anche le pietre piangerebbero: l'accoramento è tanto sentito quando l'impossibile tesset filos de oro / subra sas isferas bennidoras (ricama fili d'oro / sugli astri del futuro).

"Profondo e ricco di sviluppi il concetto che la vita stessa, come la foglie inani, possa nascondere, e di fatto spesso nasconde, la luce del giorno, trasformandosi nella sua folle corsa in rizolos de lagrimas / e de sambene (ruscelli di lacrime / e di sangue) che si gettano nel mare. Un fallimento, perciò, senza conforto; un uomo non librato, ma inghiottito dinanzi all'abisso.

Resta l'interrogativo: Chi muove e fa cadere le foglie? E quale significato riveste la luce del giorno, s'amore de su sole (l'amore del sole)?

La foto: 1966 - Giovanni Soro riceve il premio dal presidente della giuria prof. Antonio Sanna; a destra Tonino Ledda, già segretario e ideatore del Premio Città di Ozieri

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 21 Maggio 2008 18:34
 

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