Home » Cronache del passato » Chiaramonti al tempo di Gavino Tolis - parte 3a

Immagini del paese

Ch panorama 30.jpg

Statistiche

Tot. visite contenuti : 6872753

Notizie del giorno

 
Chiaramonti al tempo di Gavino Tolis - parte 3a PDF Stampa E-mail
Valutazione attuale: / 6
ScarsoOttimo 
Mercoledì 04 Giugno 2014 12:16

L’inaugurazione del monumento ai Caduti e l’arrivo della luce elettrica

di Carlo Patatu

 

Gavino Tolis aveva otto anni compiuti quando, nel 1927, fu inaugurato il monumento ai caduti. Le foto sbiadite del tempo ci riportano la partecipazione di di scolaresche, autorità, bandiere e labari. Era podestà certo Luigi Raffo di Sassari.

A officiare la cerimonia religiosa fu il parroco don Giovanni Battista Cocco, che aveva sostituito il longevo Vicariu Calvia nella guida della parrocchia.

Due anni più tardi (Gavino Tolis frequentava la quarta elementare) Chiaramonti conobbe l'energia elettrica. Era il 15 Gennaio 1929. Le lampadine si accesero da noi con qualche anno di ritardo rispetto ad altri comuni del circondario, complici, pare, difficoltà connesse a un attraversamento stradale. A Martis, infatti, la luce elettrica era arrivata a illuminare le case già da qualche anno.

Lascio immaginare quale emozione e quale meraviglia avesse prodotto fra la gente questa novità. L'incarico di realizzare e gestire l'impianto di distribuzione se l'era assunto una società del luogo, la ditta Budroni (Antonio Luigi) e Rottigni (Mario). A conferma che l'imprenditoria, da queste parti, vanta buone tradizioni. La stessa società acquistò e gestì per molti decenni un mulino elettrico e un frantoio per le olive.

Due erano, allora, le modalità per avere la luce elettrica in casa: il contratto a forfait e il consumo a contatore. Nel primo caso, si pagava una quota fissa mensile commisurata alla potenza delle lampadine in uso nella singola utenza. E cioè, chi pagava per due lampade da 25 candele (oggi 25 watt), poteva tenerle entrambe accese anche tutta la notte. Il prezzo era sempre uguale. Ma l'energia veniva fornita soltanto all'imbrunire e tolta all'alba. Questo era il sistema più diffuso, perché il più economico.

Chi optava per il contatore poteva disporre dell'energia a tutte le ore e installare lampade o altre apparecchiature a piacere. Più o meno come accade ora. A fine mese, la lettura del contatore forniva l’entità consumata. Che andava fatturata in bolletta.

Col passare degli anni, soprattutto negli anni Cinquanta, il forfait fu definitivamente abbandonato. La gestione privata dell'energia elettrica a Chiaramonti andò avanti fino ai primi anni Sessanta. Quando cioè alla ditta Budroni e Rottigni subentrarono prima la SES (Società Elettrica Sarda) e quindi l'Enel.

In quel 1929 ci fu un cambio di guardia in parrocchia, con l’arrivo di padre Salvatore Deramo. Il Comune era guidato dal commissario prefettizio Antonio Luigi Madau noto Gigi, figlio di quel cavalier Madau Nicolò di cui abbiamo già fatto conoscenza.

Del dottor Gigi Madau, scomparso a Ozieri nei primi anni Settanta, c'è da dire che riuscì, come altri suoi coevi, a mantenersi politicamente in auge a lungo. Pur attraversando stagioni politiche differenti. Commissario prefettizio prima e podestà poi sotto il regime fascista dal 1929 al 1936, fu anche il primo sindaco eletto dell'era repubblicana (1946-1952). In sostanza, si può affermare che i Gattopardi sono stati di casa anche da noi. Nonostante il sistema politico fosse mutato radicalmente, a Chiaramonti i personaggi rimasti al potere furono gli stessi per lungo tempo.


3. continua

Ultimo aggiornamento Sabato 21 Giugno 2014 16:09
 

Aggiungi un commento

Il tuo nome:
Indirizzo email:
Titolo:
Commento (è consentito l'uso di codice HTML):