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Chiaramonti al tempo di Gavino Tolis - parte 4a PDF Stampa E-mail
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Mercoledì 11 Giugno 2014 21:16

L’apertura dell’asilo infantile, l’arruolamento dell’eroe nella GdF e lo scoppio della 2a Guerra Mondiale.

di Carlo Patatu

 

Gavino Tolis aveva concluso la quinta elementare quando, nel 1931, fu inaugurata la linea ferroviaria Sassari-Tempio.

Con grande curiosità e interesse la gente di campagna, e non solo, aveva seguito i lavori di costruzione di quella nuova e stravagante via di comunicazione. Una strada che, in luogo di un piano viabile aveva duas bertigas de ferru (due verghe di ferro).

La strada ferrata, così raccontano gli anziani, doveva attraversare anche il nostro territorio. La stazione doveva sorgere a Spurulò e assumere il nome di Chiaramonti/Martis. Ma i proprietari terrieri, ai quali va addebitata gran parte della responsabilità per quella scelta, si adoperarono perché il treno passasse altrove. Senza violare le loro terre. Che appartenevano a chi in paese contava.

Si sa, il dottor Giorgio Falchi lo ha sottolineato molto bene nelle sue cronache, i mezzi di comunicazione consentono alla gente di spostarsi. Ma chi viaggia fa esperienze diverse, incontra altre persone, impara cose nuove e finisce con l'emanciparsi. Il che, invece, i reggitori delle sorti di Chiaramonti in quegli anni non volevano che accadesse. E così il paese, è il caso di dirlo, perse il treno. Non solo quella volta, per la verità.

In quel periodo vennero edificati il lavatoio, la vasca e il serbatoio di Funtana Noa.

Il 1931 segnò l'arrivo del dottor Pietro Dedola, nominato parroco in sostituzione di padre Salvatore Deramo. Negli anni compresi fra il 1931 e il 1935 non si ebbero fatti di rilievo, se si eccettua la partenza da Chiaramonti dei primi contingenti per la guerra d'Africa.

Il 1936 fu l'anno della proclamazione dell'Impero (9 Maggio) e della guerra di Spagna. Anche qui, molti giovani raccolsero l'appello del Duce e partirono volontari in appoggio ai falangisti di Francisco Franco contro i repubblicani.

È di quegli anni la costruzione dell'acquedotto di Monte Ledda. Ma la condotta si fermò a lungo ai limiti dell'abitato, in Caminu 'e Cunventu, fra i due frassini che sopravvivono accanto alla pasticceria Ziccheddu. Un getto d'acqua fuoriusciva senza sosta da un grosso tubo, non essendovi ancora un serbatoio per raccoglierla e farne riserva.

La gente vi si recava con brocche di terracotta, pentole e catini a farne provvista per gli usi domestici. Pochi fortunati potevano disporre di un pozzo nella propria abitazione. Gli altri dovevano rifornirsi d’acqua portandosela a casa di persona. Soltanto negli anni Cinquanta fu costruito  il serbatoio di Cunventu. Dopo di che fu avviata la costruzione della rete idrica interna.

Gavino Tolis, compiuti i 18 anni, nel 1937 presentò domanda di arruolamento nella Guardia di Finanza. Sottoscritta anche dal padre tiu Cicciu, essendo il giovane ancora minorenne[1]. Fu arruolato l’anno successivo.

Contestualmente, nel 1937 apriva i battenti l'asilo infantile voluto da Giorgio Falchi. L'edificio[2] che lo ospitò per molti anni era stato edificato grazie a un lascito dello stesso Falchi.

In Italia regnava ancora Vittorio Emanuele III. Sullo scranno di capo del Governo sedeva, a Palazzo Venezia, Benito Mussolini. In Vaticano governava Pio XI (papa Ratti). La parrocchia di Chiaramonti era retta dal dottor Pietro Dedola, che da poco aveva sostituito padre Salvatore Deramo. L'amministrazione comunale, podestà il maestro Pasquale Brau, dispose la pavimentazione a selciato della strada che porta da Caminu 'e Cunventu al cimitero.

Nel 1939 scoppiò la seconda guerra mondiale. L'Italia vi parteciperà l'anno appresso. Si rinnovò il rito della partenza dei giovani al fronte: Francia, Russia, Africa, Polonia, Albania e Grecia, ove si era accesa la battaglia. La maggior parte di essi, chi prima e chi dopo, rientreranno in paese, a guerra finita.

Ma saranno in parecchi a non fare più ritorno a Chiaramonti, perché caduti o dispersi nelle lontane Russie, come si diceva allora. Fra questi, il giovane finanziere Gavino Tolis. Che, morto di stenti, fu poi incenerito in un forno crematorio nel lager di Mauthausen-Gusen. Dal quale uscì passando per il camino. Col fumo.

 

4. - Fine



[1] All’epoca la maggiore età la si compiva a 21 anni.

[2] Oggi quell’edificio ospita la sala del Consiglio comunale e il centro sociale.

 

Ultimo aggiornamento Giovedì 12 Giugno 2014 08:33
 

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