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Quarto mandato al sindaco? No, grazie! PDF Stampa E-mail
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di Carlo Patatu

 

Concordo con Claudio Coda (v. Sindaco... a tempo prolungato): “...restare al centro dell'attività sociale, sempre in vista, in un piccolo centro, qualche problemino lo crea”.

Ecco perché plaudo alla decisione della giunta regionale di cestinare la proposta del consigliere Stefano Sunis. Che reclamava la possibilità di un quarto mandato consecutivo ai sindaci dei comuni con meno di tremila abitanti.

Qualcuno potrebbe obiettare che, in fin dei conti, i sindaci non si eleggono da soli, ma occupano lo scranno in virtù del consenso espresso dagli elettori. Democraticamente, si dice. Pertanto, chi è causa del suo mal...

Al riguardo, osservo che, da queste parti e non solo, quello di dare l’assalto al carro del vincitore, per restarci ben piantati, è uno sport assai diffuso. Pertanto non ho difficoltà ad ammettere che la nostra democrazia pare essere alquanto azzoppata.

Si, azzoppata da miserie morali e materiali, da condizioni di bisogno, da ignoranze che portano inevitabilmente a considerare l’inquilino del Palazzo come colui che tutto può. Il deus ex machina dell’antica tragedia greca. In breve, quanti di noi votano in piena libertà e, così come il vecchio catechismo contemplava per il peccato mortale, con piena coscienza e deliberato consenso?

Ciascuno si dia la risposta che più gli aggrada.

Ecco perché la lunga permanenza in un centro di potere, o di micro potere com’è nel caso dei piccoli comuni, non può che favorire l’insorgere e il moltiplicarsi di clientele, arroganze, albagie e quant’altro l’egoismo dell’uomo sa mettere in campo.

Resto dell’idea che il limite di due legislature consecutive, inizialmente previsto per tutti i sindaci, fosse opportuno e salutare. Successivamente fu innalzato improvvidamente di un altro mandato per i piccoli comuni. La proposta di Sunis, peraltro gradita a parecchi e sostenuta dall’Associazione dei Piccoli Comuni, avrebbe portato, elettori permettendo naturalmente, a tenere il primo cittadino in cadrega addirittura per vent’anni.

Tempo biblico!

Io il sindaco l’ho fatto nei primi anni Settanta del Novecento. Per mia scelta ho guidato il Comune una sola legislatura. Per me quei cinque anni sono stati molto faticosi e lunghi. Non passavano mai. La conclusione del mandato è giunta come una liberazione.

Ma il mio, lo ammetto, è stato un caso atipico. Candidatomi controvoglia, non vedevo l’ora di finirla quell’esperienza, risultata peraltro esaltante e formativa. Riconosco, però, che due mandati rappresentano l’optimum per un sindaco. Il primo per imparare e seminare. Il secondo per continuare a seminare e incominciare a raccogliere.

Ricordo che, quando giurai nelle mani del prefetto Sciaccaluga, con me c’era il sindaco di un comune del Goceano. Giurava per la quarta volta! Sono certo che quel collega, che pure era bravo, in vent’anni avrà bruciato almeno un paio di generazioni di giovani. Che avrebbero voluto e potuto cimentarsi con l’esperienza amministrativa. Magari facendo anche meglio di lui. E che invece sono stati fagocitati da un personaggio che, divenuto monopolizzante e dispotico, agli occhi della popolazione, aveva assunto ormai l’aureola del santone, dell’uomo di esperienza che tutto sa e può. E del quale non si può fare a meno.

Anche per questo, a mio parere, dieci anni di mandato bastano e avanzano sia per l’amministratore che per gli amministrati. Quindici mi paiono decisamente eccessivi. Chi ambisce a volerne fare di più di dieci, spiace dirlo ma così la penso, ha in testa qualcos’altro. Che non è il bene del comune amministrato.

È a quel punto che fa capolino il sindaco come mestiere, la pretesa di campare di politica alle spalle dei cittadini. Con la scusa di essere indispensabile. Segnatamente quando non si ha un mestiere semplicemente perché non si è imparato a esercitarne uno.

Ultimo aggiornamento Giovedì 16 Aprile 2015 13:38
 
Commenti (1)
Pensionato
1 Giovedì 27 Settembre 2018 13:41
MAZZARELLA RAFFAELE
Istituire il 4° mandato per il sindaco? E' una pazzia, significa dare il potere assoluto a tanti don Rodrigo! Bisogna, invece, reintrodurre il vincolo di due mandati, perché è già troppo il terzo.

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