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L'orologio della chiesa di S. Pietro in Ploaghe 1873 PDF Stampa E-mail
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Domenica 10 Maggio 2015 20:10

di Claudio Coda

Una cartolina illustrata dà-e Piàghe.

Nella chiesa di Sanctu Petru de Plovake - così nel condaghe[1] di S. Pietro di Silki (sec. XI) - tra le tante particolarità storiche-artistiche presenti, mi sono soffermato all'orologio della chiesa.

Anzi due orologi e sono collocati ai lati interni delle volute di limite del secondo ordine di facciata. Quello in argomento è a sinistra, sistemato lì nel 1873, pare costato 3.040,75 lire, in sostituzione di uno precedente distrutto da un fulmine.

Salendo su per una ripida scala esterna, addossata al lato sinistra di facciata, si accede per un vano dove è collocato l'ingranaggio, proprio dietro l'ornamento della voluta.

Ad occhio d'inesperto, un groviglio di ferraglia arrugginita. Una targa di marmo bianco fornisce precise indicazioni:

FATTO DALL'ARTISTA - CHESSA SENES ANTONIO D' OSILO - A SPESE DELLA CHIESA- DEL CLERO - E DI VARII OBLATORI - DI PLOAGHE - ANNO 1873.

Ora sarà l'altro a scandire le ore dei ploaghesi e nella loro memoria storica riemergerà, ogni tanto, la figura di Giuanninu su mùdu (forse affetto da mutismo) che si occupava degli orologi. Questo aneddoto me l'ha raccontato una bravissima alunna della 3^ elementare, sicura e coinvolgente ambassador (locuzione tanto in voga all'Expo) della Giornata MonumentiAperti 2015.

Da segnalare - lo ritengo doveroso a margine di questo commento - l'attività svolta dalla Scuola Elementare (per facilità la definisco ancora così) di Ploaghe che ha proposto, alle nuove generazioni, offerte formative di spessore. Il risultato dei contenuti storici delle proprie identità lo hanno dimostrato in maniera lodevole, tant'è che non pochi sono stati gli attestati, che i ragazzi/e, hanno ricevuto a scena aperta.

Quando la Scuola distribuisce saperi... ecc. ecc.

È in quel preciso percorso culturale che m'è venuta a memoria uno spaccato di storia chiaramontese:

Chiaramonti 1856.

A metà dell'ottocento esisteva un orologio pubblico e la sua collocazione è sconosciuta, a memoria d'uomo, così almeno credo. Non è pensabile immaginarlo in facciata della chiesa San Matteo, perché edificata i su mònte 'e chéja, quindi fuori mano. Sicuramente era posizionato in una piazza, magari nell'attuale piazza Azuni o forse nella facciata del Montegranatico, demolito dopo il 3 gennaio 1883 per erigere su Municìpiu.

Altra sede di passaggio poteva essere piàtta 'e chéja, in facciata dell'Oratorio Santa Croce, anch'esso demolito per innalzare la parrocchiale di San Matteo (1883).

Altra designazione potrebbe essere l'edificio della Casa Comunale che nel 1854 era di proprietà della signora Monaca Usai (nome proprio o religiosa ) a cui venivano corrisposte, per l'anno 1854, lire 48; a quietanzare i mandati di pagamento un suo delegato, da qui la convinzione che fosse una religiosa.

Tante connessioni, ma siamo certi comunque che, a fronte di documentazione, in paese c'era e, guarda caso, in manutenzione costante dall'orologiaio Antonio Chessa Senes, lo stesso che prestava opera manutentiva a Ploaghe.

In un mandato di pagamento n. 42, emesso il 27 luglio 1856 dalla Municipalità, viene menzionato l'osilese: “per accomodamento all'orologio comunale”, pagate 550 lire.

Il 18 marzo 1860, sempre al Chessa Senes, altro ordine di pagamento: all'orologiaio fabbro per manutenzione del pubblico orologio”, 30 lire.

Il carteggio storico indica un mandato, n. 21 del 1° luglio 1861, in cui si nomina il chiaramontese Giuliano Casucustode del Pubblico Orologio” con salario semestrale di 20 lire, quietanzato con il segno di croce ma garantito dai testi Battista Falchi e Salvatore Faedda.

Innegabile: su tzaramontèsu Bigliànu e su piaghèsu Giuànninu, erano colleghi e, forse, pure coevi.

 


[1] Manoscritti medievali di registrazione patrimoniale, e sue varianti, delle chiese, monasteri e comunità religiose.

 

Ultimo aggiornamento Domenica 10 Maggio 2015 20:17
 
Commenti (1)
Richiesta autorizzazione.
1 Martedì 04 Agosto 2020 18:05
Paolo Bullita

Le chiedo cortesemente di utilizzare questo articolo all'interno del sito da me curato: http://web.tiscali.it/orologisardegnassugli orologi storici dell'isola. Citerò ovviamente la fonte. Grazie, cordialmente. Paolo Bullita http://web.tiscali.it/paolobullita


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Ma certo che potrà. Tutto ciò che appare in rete è di dominio pubblico.


Sarà gradita la citazione della fonte.


Saluti cordiali. (c.p.)

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