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Benedetta pioggia!... PDF Stampa E-mail
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Domenica 06 Settembre 2015 00:00

Accadeva nel 1960: intercessione a Santa Giusta per chiedere un po' d'acqua dal cielo

di Claudio Coda

 

Brevissime da sotto il campanile.

Benedetta pioggia o pioggia benedetta. Chiamiamola come ci pare, ma pioggia fu, allora.

L'acqua, elemento fondamentale, in tutte le civiltà e religioni è stata al centro di momenti di preghiera affinché dal cielo ne arrivasse tanta, sempre moderata però, contro l'inaridimento dei terreni.

L'attendiamo con favore e nonostante il Ferragosto sia passato, a dispetto della sassareseria “faràddi li Candarèri, a fora li brasgèri”, oggi l'acqua è arrivata, ma una frunzinàda ebbìa. Afa e temperature alte gireranno ancora per l'aria.

Domenica prossima sarà Santa Giusta settembrina, chissà!

Nel lontano aprile 1960 i lavoratori delle campagne, oramai allo stremo, si rivolsero al parroco don Giovanni Maria Dettori per chiedere la tradizionale intercessione presso di Lei, che era pure conosciuta come Santa de sas àbbas. Il parroco accolse la popolare supplica e subito la funzione propiziatoria prese corpo.

In centinaia al rito, come documenta le foto in visione, che ebbe un risultato immediato: pioggia! Benedetta due volte: per grazia ricevuta e per “l'acqua che scende e ristora solchi e cuori”.

Ecco il testo di un’annotazione parrocchiale:

“Un incubo tremendo pesa sui cuori.

“Già da alcuni mesi il cielo si è fatto avaro, e le lacrime degli occhi, espressione di un intimo tormento, han preso il posto delle sue gocce d'acqua attese invano.

“Tutto intorno è ingiallito.

“Si spera solo nei Santi, e se un protettore si cerca -a Chiaramonti- in simili frangenti, non può essere se non Santa Giusta, che delle campagne è custode, perché nella silente campagna ha la dimora.

“Da Lei si andrà processionalmente, perché un suo sfollamento in paese l'ha altre volte costretta a concedere la grazia sospirata.

Uomini e donne di ogni età, in una calda sera di aprile seguono la Croce: sembra il viaggio dolorante di chi ha i solchi inariditi e dal cielo azzurro e luminoso vuole cantare le sue pene.

“Dopo quasi due ore di canto e di preghiera si raggiunge la chiesetta, solitaria, ed una tenue speranza del miracolo si insinua dolce nel cuore.

“Un gruppo di volenterosi preleva la statua della Santa e la porta in paese, dove gli impotenti ad affrontare un faticoso tragitto, attendono e vengono incontro commossi.

“Dal pulpito il parroco commenta il significato di quel gesto: ultimo tentativo per commuovere il Cielo, tocca ora alla Santa svolgere la sua parte.

"Dinanzi all'Ospite graditissima ardono in continuazione i ceri, e una pioggia di doni spirituali si aggiunge – durante la Sua permanenza - all'acqua che scende e ristora solchi e cuori“.

Ultimo aggiornamento Domenica 06 Settembre 2015 18:21
 

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